Mentana, un giornale online per giovani
Cronaca
7 Luglio Lug 2018 2048 07 luglio 2018

Perché Enrico Mentana vuole fondare un giornale online

Il direttore del Tg La7 annuncia su Facebook che darà una speranza ai giovani cronisti. Riceve migliaia di candidature in poche ore. Sono esempi perfetti de «la classe disagiata».

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Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana ha deciso di lanciare un giornale online, fatto dai giovani e per i giovani. O almeno questo è quanto ha annunciato sulla sua pagina Facebook, seguita da oltre un milione di persone. Vuole, scrive «far nascere un quotidiano digitale realizzato solo da giovani regolarmente contrattualizzati, magari con la tutela redazionale di qualche "vecchio" a titolo amatoriale (ribaltando la logica dello stage!) che possa riaprire il mercato della scrittura e della lettura giornalistica per le nuove generazioni». Oltre 13 mila condivisioni e quasi 9 mila commenti. Molti sono autocandidature, altri denunciano le condizioni lavorative di coltiva il sogno di diventare giornalista.

Protagonista e ideatore del format delle #maratonamentana, il giornalista che da quando «blasta la gente» rispondendo a (quasi) ogni commento è diventato una specie di eroe dei social network ed ha persino creato un insulto ad hoc: «webete», non è nuovo a quest'idea. Ma mai l'aveva definita così concretamente.

Nel post spiega che metterà elzeviri e denari a servizio di questo progetto, perché « è giunto per me il momento di fare qualcosa di tangibile». Quindi: «Di mio ci metterò una parte del finanziamento e il contributo quotidiano di scritti che fino a oggi ho postato su Facebook. Se con contributi economici e pubblicità si reggerà, bene. Se - come inevitabile almeno all'inizio- sarà in passivo, ci penserò io. Se - come spero - diventerà profittevole, tutto l'attivo sarà usato per nuove assunzioni e collaborazioni. Se per motivi loro ci saranno aziende o mecenati in grado di aiutare senza nulla pretendere saranno benvenuti. Per la raccolta pubblicitaria sarà scelto chi farà l'offerta migliore».

«L'idea di Mentana è bellissima, anche se non ho capito chi paga», scrive il blogger e opinionista Massimo Mantellini.

Il giornalista di Forbes Davide Piacenza ci scherza su postando l'immagine di una lunga coda: «Mentana apre il suo giornale e promette assunzioni». E a seguire Raffaele Alberto Ventura, autore della Teoria della classe disagiata (Minimum Fax, 2017), commenta amaro e sarcastico: «Il più grande programma di schedatura della classe disagiata mai concepito».

Nel suo saggio Ventura ha infatti esplorato e teorizzato su «un esercito di venti-trenta-quarantenni, decisi a rimandare l'età adulta collezionando titoli di studio e lavori temporanei in attesa che le promesse vengano finalmente mantenute, vittime di una strana «disforia di classe» che li porta a vivere al di sopra dei loro mezzi, a dilapidare i patrimoni». Esattamente quelli a cui Mentana ha riacceso una speranza. Con un solo post, su Facebook.

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