Ecomafie Legambiente
9 Luglio Lug 2018 1230 09 luglio 2018

Cosa dice il Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente

Nel 2017 si sono consumati 84 reati al giorno. 4,4 le tonnellate di rifiuti sequestrate. Biodiversità in pericolo. La fotografia dell'Italia. 

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Diciassettemila costruzioni illegali. Quasi 31 mila (30.692) illeciti, con un'impennata del 18,6% rispetto al 2016: tradotto sono più di 84 reati al giorno, 3,5 ogni ora. E un business che in un anno è cresciuto del 9,4% arrivando a quota 14,1 miliardi. Ma anche boom di arresti per crimini contro l'ambiente e di inchieste sui traffici illegali di rifiuti. Sono le ombre e le luci che emergono dal rapporto Ecomafia 2018 presentato il 9 luglio alla Camera.

SEQUESTRATE 4,4 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI

Sicuramente di strada se ne sta facendo tanta. Nel 2017 sono state spiccate ben 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati che riguardano l'ambiente (il 139,5% in più rispetto al 2016). Un risultato reso possibile sia da una ampia applicazione della legge 68 (stando ai dati del ministero della Giustizia sono stati 158 gli arresti per i delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, con ben 614 procedimenti penali avviati, contro i 265 dell’anno precedente) - sia per l'attività delle forze dell'ordine contro i trafficanti di rifiuti (nel 2017 le inchieste per traffico organizzato sono state 76 contro le 32 nel 2016 e sono state sequestrate 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti, otto volte di più rispetto alle 556 mila tonnellate del 2016). Ed è proprio il settore di rifiuti quello in cui si concentra la percentuale più alta di illeciti: il 24%.

«I numeri di questa nuova edizione del rapporto Ecomafia», ha dichiarato il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, «dimostrano i passi da gigante fatti grazie alla nuova normativa che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale, ma servono anche altri interventi, urgenti, per dare risposte concrete ai problemi del Paese. La lotta agli eco criminali deve essere una delle priorità inderogabili del governo, del parlamento e di ogni istituzione pubblica, così come delle organizzazioni sociali, economiche e politiche, dove ognuno deve fare la sua parte, responsabilmente».

MATTARELLA: «DELITTI CONTRO LE GENERAZIONI DI DOMANI»

Sergio Mattarella.

ANSA

«Lo sfruttamento di beni comuni, lo squilibrio, l'inquinamento, le azioni fraudolente, il dissesto sono veri e propri delitti compiuti contro le generazioni di domani, e costituiscono, nell'oggi, una violenza che comprime i diritti della persona», ha commentato il presidente Sergio Mattarella. «Lo sviluppo dell'Italia dipende dalla capacità di salvaguardare l'equilibrio dell'ambiente, assicurare la salubrità dei luoghi in cui vivono le comunità, tutelare la varietà e le bellezze italiane, promuovere una crescita rispettosa della legalità. L'ambiente degradato e saccheggiato è, al tempo stesso, uno spazio vittima delle organizzazioni del crimine e brodo di cultura della loro espansione. Laddove si attiva un circolo virtuoso di recupero, là vengono avversate e sconfitte le mafie»

COSTA: «DASPO AMBIENTALE PER CHI INQUINA»

Un appello al quale ha risposto il ministro all'Ambiente Sergio Costa. «Credo nel 'daspo' ambientale: chi inquina, a mio parere, è il caso che lasci il territorio, perché vuol dire che non ama quel luogo», ha dichiarato alla presentazione del rapporto. Ma nei piani del ministro c'è anche la creazione di un gruppo di lavoro sulla «sburocratizzazione ambientale». E l'inserimento del bracconaggio nella legge 68 degli ecoreati. «È mia aspirazione che questi reati entrino nel Codice penale, come reati contro l'ambiente». Agli imprenditori», ha concluso il ministro, «servono regole più chiare e semplici».

Sergio Costa, ministro all'Ambiente.

ANSA

CAMPANIA RECORD DI ILLECITI

Nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso è stato verbalizzato il 44% del totale nazionale di infrazioni. La Campania è la regione in cui si registra il maggior numero di illeciti ambientali (4.382 che rappresentano il 14,6% del totale nazionale), seguita dalla Sicilia (3.178), dalla Puglia (3.119), dalla Calabria (2.809) e dal Lazio (2.684).

AVVIATI 614 PROCEDIMENTI

Secondo i dati del ministero della Giustizia i procedimenti totali avviati dalle procure sono stati 614, contro i 265 del 2016. La fattispecie più applicata è stata l’inquinamento ambientale con 361 casi, poi l’omessa bonifica (81), i delitti colposi contro l’ambiente (64), il disastro ambientale (55), l’impedimento al controllo (29) e il traffico di materiale ad alta radioattività (7). Il balzo in avanti nell’applicazione della legge 68 è certificato anche considerando l’attività di tutte le forze dell’ordine, dove gli ecoreati contestati passano da 173 (anno 2016) a 303, con una impennata netta del 75%.

IL 24% DI REATI RIGUARDA IL TRAFFICO DI RIFIUTI

Nel 2017 la percentuale più alta di illeciti, il 24%, ha riguardato il traffico di rifiuti. I reati contro gli animali e la fauna selvatica rappresentano il 22,8%, gli incendi boschivi il 21,3%, il ciclo del cemento, il 12,7%. Sono aumentate anche le tonnellate di rifiuti sequestrati: dal primo gennaio al 31 maggio 2018 sono state più di 4,5 milioni di tonnellate: una fila ininterrotta di 181.287 tir lunga 2.500 chilometri. Tra le tipologie di rifiuti maggiormente trafficate i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), i materiali plastici, gli scarti metallici (ferrosi e non), carta e cartone.

CENSITI 331 CLAN ATTIVI NEI CRIMINI AMBIENTALI

I clan censiti da Legambiente finora e attivi nelle varie forme di crimine ambientale sono 331. Un dato che va incrociato con le amministrazioni sciolte per mafia: 16 Comuni da gennaio 2018, 20 nel 2017. Secondo i dati elaborati di Avvivo Pubblico e riportati da Legambiente nel 2017 si sono registrate 537 le intimidazioni a sindaci e amministratori, 2.182 negli ultimi cinque anni.

NEL 2017 COSTRUITE 17 MILA CASE ABUSIVE

Sul “ciclo illegale del cemento” nel corso del 2017 sono emerse 3.908 infrazioni, una media di 10,7 ogni 24 ore. Le persone denunciate sono state 4.977 persone. Il 46,2% dei reati si concentra nelle quattro cosiddette regioni a tradizionale presenza mafiosa, ossia Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Secondo le stime del Cresme, nel 2017 in Italia sarebbero state costruite circa 17 mila nuove case abusive.

AGROALIMENTARE: 37 MILA REATI

In crescita anche i reati nel settore agroalimentare, che toccano quota 37 mila. Nel 2017 sono state denunciate e/o diffidate 22 mila persone. Gli arresti sono stati 196 mentre i sequestri 2.733 per un valore di oltre 1 miliardo di euro (nel 2016 oscillava sui 700 mln).

BIODIVERSITÀ: 17 DENUNCE AL GIORNO

Nel 2017 più di 6 mila persone sono state denunciate per reati contro la biodiversità, quasi 17 al giorno; 7 mila le infrazioni (19 al giorno +18% rispetto al 2016). L’aggressione al patrimonio di biodiversità continua sulla pelle di lupi, aquile, pettirossi, tonni rossi, pesci spada e non solo. Le regioni a tradizionale presenza mafiosa totalizzano il 43% dei reati. La Sicilia è in testa per numero di illeciti (1.177 pari al 16,8% del totale nazionale), seguita dalla Puglia (946 reati), dal Lazio (727) e dalla Liguria per la prima volta in quarta posizione (569), prima della Calabria (496) e della Campania (430).

BEN 719 FURTI DI OPERE D'ARTE

Nel 2017 i furti di opere d'arte sono stati 719, +26% rispetto al 2016. Le denunce sono state 1.136, 11 gli arresti e 815 sequestri. Il 38% dei furti - 273 - si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, di cui 148 nella sola Campania. Come gli anni passati Lazio e Toscana, rispettivamente con 96 e 85 furti, mantengono il triste podio, seguite dalla Sicilia (70) e dalla Lombardia (58). La stima economica sul fatturato incassato dai furti d’arte oscillerebbe sui 336 milioni di euro.

ILLEGALI 60 SHOPPER SU 100

È ancora allarme sugli shopper fuori legge. Come ricorda l’Osservatorio Assobioplastiche, in media 60 buste su 100 in circolazione sono assolutamente fuori norma. Nel mirino soprattutto i mercati rionali di ortofrutta e i negozi al dettaglio. Nel sono state comminate sanzioni per 5 milioni di euro. Per fare due esempi, l’attività del Nucleo speciale tutela proprietà intellettuale della Guardia di finanza ha portato al sequestro di circa 2 milioni di sacchetti di plastica illegali e 2,3 tonnellate di materia prima usata per produrli. A Napoli, nel 2017 la Polizia locale ha provveduto al sequestro di 1,6 milioni di sacchetti, mentre nei primi 5 mesi del 2018 ne ha già sequestrato più di 122 mila.

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