Csm Elezioni 2018 Candidati Risultati
Cronaca
Aggiornato il 19 luglio 2018 9 Luglio Lug 2018 1510 09 luglio 2018

Le cose da sapere sulle elezioni Csm 2018

Tra i togati le correnti di sinistra sono crollate. Davigo ha vinto la sfida con Sanlorenzo, ma Autonomia e Indipendenza non ha sfondato. Eletti anche gli otto membri laici, tre li ha indicati il M5s.

  • Daniele Ferri
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Domenica 8 e lunedì 9 luglio i 9.500 magistrati italiani hanno votato per eleggere i loro rappresentanti al Consiglio superiore della magistratura (Csm), presieduto dal Capo dello Stato e destinato a rimanere in carica fino al 2022. Si tratta dei 16 membri togati: dieci giudici di merito, quattro pubblici ministeri e due magistrati della Corte di Cassazione.

ELETTI GLI OTTO MEMBRI LAICI

Giovedì 19 luglio, invece, si è tenuta la seduta congiunta di Camera e Senato per eleggere gli otto componenti laici. Alla luce delle elezioni politiche del 4 marzo, tre spettavano al Movimento 5 stelle, due alla Lega, due al Pd e uno a Forza Italia. Tra i laici c'è anche il vicepresidente del Csm, che però sarà eletto a fine settembre dal plenum del Consiglio stesso, composto dai 16 membri togati, dagli otto laici più il presidente e il procuratore generale della Cassazione. L'intesa tra le forze politiche ha portato all'elezione dei seguenti otto membri laici: Alberto Maria Benedetti, professore ordinario di Diritto privato dell'Università degli Studi di Genova; Filippo Donati; Fulvio Gigliotti, ordinario di Diritto privato all'Università degli Studi di Catanzaro; Stefano Cavanna, Emanuele Basile, Alessio Lanzi, Michele Cerabona e Davide Ermini. Benedetti (4.669 voti), Donati (2.312 voti) e Gigliotti (2.179) sono i tre giuristi che i vertici del M5s avevano selezionato e che sono risultati i più votati su Rousseau il 18 luglio.

Domani in Parlamento ci sarà l'elezione dei membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura. Oggi gli iscritti...

Geplaatst door Luigi Di Maio op Woensdag 18 juli 2018

LA POSTA IN GIOCO

Per l'elezione dei togati, alle urne si sono sfidate quattro correnti. La sinistra di Area, che mette insieme Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia e attualmente conta su sette consiglieri. La centrista di Unicost (cinque consiglieri), la destra di Magistratura Indipendente (tre consiglieri) e infine Autonomia e Indipendenza, nata da una scissione di Magistratura Indipendente e considerata più vicina al M5s, che finora esprime un solo consigliere. Il voto dei magistrati ha detto che la categoria si sta spostando a destra. Magistratura Indipendente è passata infatti da tre a cinque seggi a scapito della sinistra di Area, scesa da sette seggi a quattro. Mentre i centristi di Unicost hanno mantenuto i loro cinque posti.

DAVIGO E MICCICHÈ ELETTI IN CASSAZIONE

I candidati togati erano 21 per 16 posti. Fra loro spiccava il nome di Piercamillo Davigo, protagonista di Mani Pulite e attualmente presidente della II Sezione Penale presso la Corte di Cassazione (leggi anche: Davigo: «Non è vero che l'Italia è un Paese insicuro»). Davigo, leader di Autonomia e Indipendenza, è stato il primo degli eletti tra i nuovi consiglieri del Csm. Ha fatto il pieno di voti in Cassazione (2.522 preferenze) e ha battuto la collega Rita Sanlorenzo, dal 2007 al 2010 prima donna segretario nazionale di Magistratura Democratica, della corrente di sinistra di Area. Seconda eletta nel collegio di legittimità è Loredana Miccichè di Magistratura Indipendente (1.761 preferenze). In Cassazione l'affluenza è stata altissima: hanno votato 360 magistrati su 397 aventi diritto, una quota superiore al 90% e in crescita di quasi 7 punti sulle elezioni del 2014. Rispetto all'attuale fisionomia del Csm, dove i due posti della Suprema Corte erano ricoperti da esponenti di Area e Unicost, anch'essa uscita perdente, è un cambiamento significativo.

IL CSM CAMBIA VOLTO

Il voto dei magistrati per l'elezione dei 16 membri togati ha dunque cambiato il volto del prossimo Csm, che si insedierà a Palazzo dei Marescialli. Se Davigo ha fatto il pieni di voti, la sua corrente non è riuscita a fare il grande salto: sono infatti rimasti fuori i due giudici in quota Autonomia e Indipendenza, Ilaria Pepe e Giuseppe Marra. Tra i 10 togati, come rappresentanti della magistratura giudicante di merito sono stati eletti Marco Mancinetti, Michele Ciambellini, Gianluigi Morlini e Concetta Grillo di Unicost, la corrente di centro, che è riuscita ad eleggere tutti i propri candidati; Paola Maria Braggion, Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli (Magistratura Indipendente), Alessandra Dal Moro, Mario Suriano e Ciccio Zaccaro (Area). Tra i quattro pm, il più votato è stato il candidato di Magistratura Indipendente, Antonio Lepre, sostituto procuratore a Paola. Mentre quello che ha ottenuto meno consensi (1.291) è il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, di Autonomia e Indipendenza. Staccato di una manciata di voti il pm del processo Mafia Capitale ed ex segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, di Area (1.928 preferenze ). Il quarto pm eletto è Luigi Spina (Unicost), sostituto procuratore a Castrovillari (1.770 voti).

QUALI SONO I POTERI DEL CSM

La Costituzione assegna al ministro della Giustizia il compito di curare l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, ferme restando però le competenze del Consiglio superiore della magistratura. Sempre la Costituzione garantisce la piena autonomia e indipendenza dei giudici da ogni altro potere, dichiarando che essi sono soggetti soltanto alla legge. L'organo che assicura l'autonomia dell'ordine giudiziario è per l'appunto il Csm, cui compete l'autogoverno dei magistrati ordinari, civili e penali. Ad esso spettano le competenze in materia di assunzioni, assegnazioni e trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati ordinari (i magistrati amministrativi, contabili e militari hanno propri organi di governo). Contro i provvedimenti del Csm è ammesso il ricorso al Tar del Lazio e in secondo grado al Consiglio di Stato. Fanno eccezione però le sanzioni disciplinari. In questo caso il procedimento è strutturato come un processo vero e proprio e prevede l'eventuale ricorso in Cassazione.

L'IMPORTANZA DEL VICEPRESIDENTE

Il vicepresidente del Csm, eletto fra i componenti laici, ha un ruolo di importanza fondamentale. Sostituisce infatti il presidente della Repubblica in caso di assenza o impedimento ed esercita le funzioni che questi gli delega, nonché quelle espressamente previste dalla legge o dal regolamento interno. Quali, ad esempio, la predisposizione dell’ordine del giorno e la presidenza del Comitato di presidenza.

L'APPELLO PER L'ABOLIZIONE DELLE CORRENTI

Quasi 100 magistrati, al termine delle operazioni di voto, hanno inoltre sottoscritto un appello «per la liberazione del Csm dalle correnti». I firmatari chiedono al legislatore di introdurre il sorteggio per selezionare i candidati alle elezioni dei 16 membri togati e di abolire l'immunità per gli eletti. Immunità non prevista dalla Costituzione, ma dalla legge istitutiva del Csm, che garantisce ai componenti la non punibilità per le opinione espresse nell’esercizio delle loro funzioni. Ai futuri consiglieri si chiede di adottare «tutte le misure per scongiurare che le decisioni del Csm siano determinate da logiche correntizie, anziché dai criteri oggettivi e trasparenti, ispirati al solo fine di garantire la valorizzazione del merito e del corretto funzionamento dell'organo di autogoverno». Tra i firmatari dell'appello non ci sono nomi noti tranne quello di Carla Raineri, giudice alla Corte d'Appello di Milano e per un mese capo di gabinetto della sindaca di Roma Virginia Raggi.

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