Taxi: Antitrust, stop vincoli radiotaxi
Cronaca
9 Luglio Lug 2018 1632 09 luglio 2018

Perché l'esclusiva per i radio taxi viola la concorrenza

L'Antitrust ha stabilito che i principali operatori attivi a Milano e Roma hanno creato intese restrittive del mercato. Ma non ha comminato nessuna sanzione.

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Le clausole di esclusiva applicate dai servizi di radio taxi a Roma e Milano, nella misura in cui vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, a un singolo radio taxi, costituiscono «reti di intese verticali restrittive della concorrenza». Così ha deciso l'Antitrust, a proposito delle clausole contenute negli atti che disciplinano i rapporti tra i principali operatori di radio taxi attivi a Roma (Radiotaxi 3570, Cooperativa Pronto Taxi 6645, Samarcanda) e Milano (Taxiblu Consorzio Radiotaxi, Yellow Tax Multiservice e Autoradiotassì) e i tassisti aderenti.

OSTACOLATO L'ACCESSO A NUOVI OPERATORI

L'attività istruttoria era stata avviata su segnalazione dell'app Mytaxi. L'Agcm ha verificato che le clausole sottoscritte sono idonee a determinare un consistente e duraturo effetto di chiusura del mercato della raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi a Roma e Milano, ostacolando l’accesso a nuovi operatori che adottano un diverso e innovativo modello di business come Mytaxi, e, più in generale, la concorrenza tra piattaforme chiuse come i radio taxi e piattaforme aperte. L'Authority sottolinea inoltre di aver «verificato che la presenza delle clausole di esclusiva non ha alcuna giustificazione di natura giuridica o economica».

NESSUNA SANZIONE E 120 GIORNI DI TEMPO PER RIMEDIARE

Tuttavia, tenuto conto del carattere peculiare delle intese accertate, la cui portata restrittiva è emersa e divenuta evidente solo con lo sviluppo di nuove tecnologie che hanno consentito l’affermarsi di piattaforme aperte, ha scelto di non sanzionare le società di radio taxi, ritenendo le intese creeatesi «non gravi» e dando 120 giorni di tempo dalla notifica del provvedimento per eliminare l'infrazione.

MA GLI OPERATORI ANNUNCIANO RICORSO AL TAR

Ciononostante il presidente della cooperativa romana Radiotaxi 3570, Loreno Bittarelli, ha dichiarato: «Il 3570 resta convinto delle proprie ragioni e della assoluta liceità delle clausole che disciplinano i rapporti con i propri soci». Viene così annunciato il ricorso al Tar contro la decisione dell'Antitrust, «a tutela delle proprie ragioni». Bittarelli prende comunque atto «con soddisfazione» del fatto che l'Antitrust «ha riconosciuto che l'asserita infrazione non è una violazione grave e pertanto non è passibile di alcuna sanzione pecuniaria».

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