Vittorio Occorsio Chi Era Magistrato Ucciso Terrorismo Ordine Nuovo
Cronaca
9 Luglio Lug 2018 1139 09 luglio 2018

Chi era Vittorio Occorsio, magistrato ucciso da Ordine nuovo

Il giudice fu ammazzato il 10 luglio 1976 per mano di un militante dell'organizzazione extraparlamentare di matrice neofascista. A 42 anni dalla morte la commemorazione a Roma.

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Vittorio Occorsio, sostituto procuratore alla Corte di Appello di Roma, fu ucciso il 10 luglio 1976 per mano di un militante di Ordine nuovo, organizzazione extraparlamentare di matrice neofascista. Quando una raffica di mitra venne scaricata sul parabrezza della sua auto, Occorsio provò a scappare aprendo la portiera, ma fu ammazzato dal killer a bruciapelo.

INTRODUZIONE DI DAMILANO DE L'ESPRESSO

In occasione del 42esimo anniversario, martedì 10 luglio 2018 è in programma una breve cerimonia di commemorazione nella Villa Leopardi di Roma, che si trova nei pressi del luogo dell’attentato (avvenuto in via Mogadiscio) e dove è posta una lapide in ricordo. La cerimonia è introdotta da Marco Damilano, direttore de l’Espresso, chiamato a ricordare il ruolo svolto dal giudice Occorsio nelle sue indagini, tutte collegate alla “strategia della tensione”: il processo Sifar, la strage di Piazza Fontana, la banda dei Marsigliesi, il gruppo Ordine nuovo, la loggia massonica P2.

La scena dell'assassinio di Vittorio Occorsio.

Previsto un discorso anche di Giovanni Salvi, procuratore generale Corte di Appello di Roma, che ricorderà il delitto Occorsio descrivendone anche l’impatto all’interno della magistratura anche per l’importanza del suo metodo investigativo innovativo. Invitato anche Gianni Letta, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, per portare la sua testimonianza diretta sulla figura commemorata.

PRESENTE ANCHE IL VICE SINDACO DI ROMA

Prenderanno quindi la parola il dottor Alberto Macchia, al tempo dell’omicidio giudice istruttore al tribunale di Roma, e il vice sindaco Luca Bergamo, che deporrà a nome della Città di Roma una corona di fiori accanto alla lapide. Saranno presenti alla cerimonia, tra i diversi magistrati e amici di famiglia, il questore di Roma, dott. Guido Marino, il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, gen. Antonio de Vita; il generale Angelo Agovino, comandante della Scuola ufficiali dei carabinieri, dove il giudice Occorsio insegnava; il generale Roberto Pennoni, capo di Stato maggiore del comando regionale della Guardia di finanza; il dott. Eugenio Albamonte, presidente dell’Associazione nazionale magistrati; il dott. Luca Palamara, magistrato presso il Csm.

SOLDI DEL SEQUESTRO USATI PER FINANZIARE BANDE ARMATE

Attesi anche Alfredo Danesi, “Re del caffè” sul cui sequestro il giudice Occorsio aveva indagato, traendo importanti elementi di collegamento tra i soldi usati per i sequestri di persona e il finanziamento delle bande armate di estrema destra; il prof. Alessandro Bianchi, già ministro dei Trasporti ora rettore dell’Università Telematica Pegaso; il professor Alberto M. Gambino, pro rettore dell’Università Europea di Roma; l’on. Emanuele Fiano, primo firmatario del progetto di legge che punisce l’adesione al fascismo anche mediante le nuove forme di comunicazione, in continuità con la “legge Scelba” sulla ricostruzione del partito fascista, che fu applicata dal giudice Occorsio per lo scioglimento di Ordine nuovo.

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