Diciotti
MEDITERRANEO
10 Luglio Lug 2018 0821 10 luglio 2018

Il Viminale blocca una nave italiana che ha soccorso migranti

La Vos Thalassa salva 67 persone in acque libiche. I profughi trasferiti sulla Diciotti della Guardia costiera. Il ministero dell'Interno nega l'approdo. Ma sbarcheranno comunque in Italia per accertamenti giudiziari.

  • ...

Per la prima volta il Viminale ha provato a bloccare lo sbarco di una nave battente bandiera italiana che ha soccorso migranti nel Mediterraneo. Dopo le imbarcazioni delle Ong, i mercantili stranieri, le navi militari Ue, il ministero guidato da Matteo Salvini si è rifiutato di indicare un porto d'approdo in Italia prima alla Vos Thalassa, rimorchiatore che appartiene a una compagnia privata e garantisce la sorveglianza di una piattaforma Total che aveva accolto a bordo 67 migranti (58 uomini, tre donne e sei minori) recuperati in acque libiche; e poi alla nave della Guardia costiera Diciotti, sulla quale i profughi sono stati trasferiti in seguito a un presunto "ammutinamento". Si sono infatti opposti al trasbordo su una motovedetta di Tripoli che stava sopraggiungendo e alcuni avrebbero minacciato di morte l'equipaggio.

Un'immagine della posizione della nave italiana Vos Thalassa, intervenuta il 9 luglio in acque libiche per recuperare una 66 migranti, tratta dal sito www-vesselfinder.com

PER SALVINI I PORTI LIBICI SONO SICURI

La Vos Thalassa «ha anticipato l'intervento della Guardia costiera libica che era già stata allertata», ha fatto sapere il ministero dell'Interno. Dopo averli recuperati, l'imbarcazione «ha lasciato i migranti a una nave della Guardia costiera italiana, la Diciotti, che pure era più lontana rispetto ai libici che stavano entrando in azione», ha specificato Salvini, chiarendo tuttavia che la sua posizione «non cambia». «Il porto libico», ha aggiunto il ministro, «è più che sicuro e vi posso garantire che per gli scafisti la pacchia in Italia è finita. Le navi delle Ong ormai da giorni hanno smesso di aiutare i trafficanti di esseri umani e a questo punto io mi dedicherò alle navi private, ai mercantili, alle navi delle missioni internazionali e a quelle militari italiane». Il «problema politico» posto da Salvini al premier Giuseppe Conte, al vicepremier Luigi Di Maio e al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sulla vicenda è il seguente: «La Guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione». L'11 luglio Salvini stesso incontrerà il premier Conte a Palazzo Chigi per discutere di questo tema. «Passa la linea della fermezza che non è solo quella di Salvini, ma quella comune di tutto il governo», ha detto intanto il leader della Lega, «è la linea che porterò a Innsbruck» (leggi anche: La posizione sui migranti del ministro degli Esteri Moavero).

PREVISTO LO SBARCO IN ITALIA PER ACCERTAMENTI GIUDIZIARI

È comunque in programma che i migranti vengano sbarcati in Italia «per le dovute misure cautelari e gli accertamenti giudiziari correlati a condotte che hanno messo a repentaglio la vita dell'equipaggio del Vos Thalassa». Episodio quest'ultimo che è stato confermato successivamente dalla Guardia costiera, che ha chiarito di essere intervenuta perché il comandante della Vos Thalassa ha segnalato una situazione di «grave pericolo» per l'equipaggio - tutto composto da italiani - minacciato da alcuni dei migranti soccorsi. Anche il ministro Toninelli è intervenuto sui social spiegando che i «60 migranti stavano mettendo in pericolo di vita l'equipaggio dell'incrociatore Vos Thalassa». Scambiando però il Vos Thalassa per un incrociatore, cioè per un mezzo della Marina Militare.

Il titolare dei Trasporti ha poi fatto il punto su Facebook. «La nostra Guardia costiera è stata chiamata dal comandante della nave ed è intervenuta per difendere l'equipaggio dalle minacce di morte perpetrate da alcuni dei migranti», ha scritto il pentastellato. «Il Vos Thalassa è un'imbarcazione italiana e, come prevedono le norme in casi di pericolo per l'equipaggio, ha allertato Roma che è intervenuta con la nave Diciotti per difendere la vita del personale di bordo. Adesso i responsabili delle gravissime minacce ne risponderanno, senza sconti, di fronte alla giustizia. Noi salviamo le vite, ma nessuna deroga sul rispetto della legalità e sulla tutela degli italiani che fanno lavori delicati e rischiosi all'estero». Da parte del Viminale, in ogni caso, non è ancora arrivata alcuna indicazione sul porto d'arrivo per la Diciotti. E l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati, ha espresso la sua preoccupazione ribadendo come sia «prioritario» salvare vite umane e individuare «con urgenza» un porto di sbarco.

Facciamo il punto sul caso del rimorchiatore Vos Thalassa, con a bordo 12 lavoratori italiani, che aveva tratto in salvo...

Geplaatst door Danilo Toninelli op Dinsdag 10 juli 2018

In ogni caso il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha tenuto a specificare che: «Noi non siamo nel gruppo di Visegrad, neanche un po'. Neppure nella percezione e nella linea politica del ministro degli Interni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso