Foffo
Cronaca
10 Luglio Lug 2018 1821 10 luglio 2018

Omicidio Varani, in Appello confermati 30 anni per Foffo

Delitto pluriaggravato da sevizie e crudeltà, nonché dalla minorata difesa e dai motivi abietti.

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Nessuna attenuante e nessuno sconto per Manuel Foffo, processato per l'omicidio di Luca Varani, il giovane romano massacrato nel 2016 nel corso di un festino a base di alcol e droga. I giudici d'Appello hanno confermato la condanna a 30 anni di reclusione pronunciata nel 2017, a conclusione del processo con il rito abbreviato. La camera di consiglio è durata un'ora esatta.

LE ACCUSE NEI CONFRONTI DI FOFFO

Terribili le accuse nei confronti di Foffo: omicidio volontario pluriaggravato da sevizie e crudeltà, nonché dalla minorata difesa e dai motivi abietti. La tesi della procura è stata confermata e si è tornati a parlare anche di Marco Prato, l'altro giovane imputato per il delitto. A differenza dell'amico Foffo, aveva scelto di essere processato con il rito ordinario. Dopo il rinvio a giudizio, però, si è tolto la vita in cella alla vigilia dell'inizio del procedimento.

UN MACABRO CASTING PER LE VIE DI ROMA

Foffo e Prato, hanno stabilito i giudici, uccisero Varani dopo una sorta di macabro casting. Vagarono per Roma alla ricerca di qualcuno da uccidere, o comunque da aggredire al solo fine di provocargli sofferenze fisiche e togliergli la vita. Una volta tornati a casa contattarono Varani, lo invitarono a raggiungerli e lo aggredirono barbaramente dopo averlo stordito con un mix di alcol e droga. Trenta i colpi inferti con coltello e martello, a straziare il corpo del giovane.

NESSUNA INFERMITÀ MENTALE

I giudici d'Appello hanno voluto fare piena luce su questo terribile omicido. Hanno perfino deciso di disporre una perizia d'ufficio, per verificare se l'imputato al momento dell'omicidio fosse, a causa d'infermità psichica, incapace di intendere e di volere. I risultati medici sono stati chiari: Foffo era capace d'intendere e di volere quando Varani fu massacrato. «Furono due ore di tortura che non possono essere ricondotte a un dolo d'impeto», hanno sostenuto i legali di parte civile, «Foffo non si è mai pentito della sua azione e non ha mai chiesto perdono. Luca è stato umiliato senza un briciolo di compassione. In questa vicenda perdono tutti, vince solo il male».

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