Migranti Aggressioni Italia Sassari
Cronaca
Aggiornato il 11 settembre 2018 10 Luglio Lug 2018 1025 10 luglio 2018

Razzismo, le aggressioni in Italia

Dall'omicidio di Sacko fino alle aggressioni dei bimbi nei centri estivi e i colpi con pistole ad aria compressa. L'escalation della violenza xenofoba. Gli ultimi casi in Puglia e Sardegna.

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Un'escalation allarmante. Sono in preoccupante aumento, in Italia, le aggressioni a sfondo razziale, malgrado il ministro dell'Interno Matteo Salvini sembri pensarla diversamente. «L'allarme 'razzismo' è una invenzione della sinistra», ha tagliato corto. «Gli italiani sono persone perbene ma la loro pazienza è quasi finita. Io, da ministro, lavoro per riportare sicurezza e serenità nelle nostre città». Il titolare del Viminale ha rincarato la dose definendo la spirale di violenza nei confronti di immigrati una «sciocchezza». Non solo: il 3 agosto il ministro leghista alla Famiglia Lorenzo Fontana ha proposto di abolire la legge Mancino (invadendo oltretutto le prerogative del Guardasigilli pentastellato Alfonso Bonafede). Resta il fatto che negli ultimi mesi l'elenco delle aggressioni di matrice xenofoba si è allungato. Ecco i casi raccontati dalle cronache.

MIGRANTE 22ENNE PESTATO A SANGUE DA 5 RAGAZZI A SASSARI

Nella tarda serata del 10 settembre un giovane migrante è stato pestato a sangue da un branco di almeno cinque ragazzi a Sassari all'incrocio fra corso Cossiga e viale Berlinguer. Il giovane 22enne della Guinea, arrivato in città come rifugiato e ora studente, ha incrociato un gruppo di ragazzi, e uno di loro gli ha sferrato una gomitata. «Perché fai questo?», gli ha chiesto sorpreso il 22enne. «A casa mia faccio quello che voglio, se non ti sta bene tornatene a casa tua», gli ha risposto l'aggressore, assestandogli un pugno al volto. Poi il branco si è scagliato contro di lui massacrandolo di botte. Le urla di alcune ragazze hanno attirato i numerosi passanti. Un uomo alla guida di un furgone ha fermato il mezzo per la strada ed è intervenuto per evitare che il pestaggio continuasse. Portato al pronto soccorso al giovante migrante è stata riscontrata a una frattura scomposta del setto nasale. Secondo le prime testimonianze, dopo l'aggressione il branco sarebbe scappato via esultante, continuando a lanciare insulti e accuse contro il ragazzo straniero.

UN 17ENNE GUINEANO PICCHIATO DA COETANEI

Nella serata del 9 settembre un 17enne originario della Guinea è stato aggredito con calci e pugni da alcuni coetanei a Francavilla Fontana (Brindisi). Il ragazzino avrebbe raggiunto in bici un gruppetto di giovani italiani e avrebbe salutato una ragazza. Dapprima gli sarebbero state state rivolte offese razziste poi il gruppo l'avrebbe malmenato. Un cittadino che ha assistito ai fatti avrebbe messo in fuga gli aggressori. L'episodio è stato raccontato su facebook, poi commentato da esponenti politici locali che hanno espresso sdegno nei confronti degli aggressori e solidarietà alla vittima.

IL RAID CON SPRANGHE E LA MINACCIA DI UNA PISTOLA A PARTINICO (PA)

Il 5 settembre gip di Palermo ha ordinato ai carabinieri l'arresto di sette persone tra cui due donne dopo un doppio raid razzista alla spiaggia Ciammarita a Trappeto (Pa) e a Partinico (Pa) con botte, sprangate e pietrate, e la minaccia di una pistola puntata contro sei giovani gambiani la notte di Ferragosto. Il gip walter Turrisi nell'ordine di custodia scrive: «È ben possibile affermare la sussistenza negli aggressori - soggetti con raro livello di incultura - di un pregiudizio di ordine razziale, in forza del quale ai giovani extracomunitari, proprio in ragione del colore della pelle, non fosse consentito divertirsi al pari degli altri la notte di Ferragosto». La vicenda, ricostruita dalle indagini dei carabinieri, comincia nella spiaggia al lido 'Pam pam' dove sei giovani ospiti della comunità "Mediterraneo" di Partinico vogliono trascorrere la notte del 15 agosto tra canti balli e divertimento. L'educatrice li lascia lì. Tutto va per il meglio fino a dopo la mezzanotte quando un giovane partinicese rivolto ai migranti pone una domanda di maniera: «Tutto a posto?». Poi, sempre un ragazzo italiano, dice al gruppo: «Che c... ridete, voi venite qui nel nostro territorio, perché non tornate in Africa?». Si scatena la rissa in cui sono volati spintoni, schiaffi e pugni. «Uno dei ragazzi, uno di quelli sempre molto sereni, mi ha chiamato molto agitato», testimonierà dopo la notte di terrore l'educatrice agli investigatori. I giovani africani salgono sull'auto ma vengono accerchiati. Partono calci e pugni contro la vettura e insulti tipo: «Neri di m... dovete morire entro stasera vi ammazziamo tuti». «Siamo andati via - ha raccontato la donna - ma siamo stati inseguiti». All'incrocio tra via Zito e via Maggiore Guida, a Partinico, la vettura dei migranti viene bloccata da tre auto. Scendono una decina di persone che riescono a far scendere le vittime e cominciano a picchiarle selvaggiamente. Uno degli aggressori avrebbe avuto, secondo alcune delle vittime, una pistola che avrebbe puntato contro di loro. Botte, da parte di una donna, anche all'operatrice del centro che medicata sarà dimessa con una prognosi di 15 giorni. Anche i migranti finiscono in ospedale.

MIGRANTE MINORENNE PESTATO A CALCI E PUGNI NELL'AGRIGENTINO

A Raffadali, nell'Agrigentino, un migrante 16enne, da un anno in Italia e ospite di una comunità di seconda accoglienza per minorenni non accompagnati è stato aggredito a calci e pugni. Inequivocabile la frase che gli è stata gridata contro: «Ritornatene nel tuo paese». Il ragazzo, nella giornata del 2 settembre, è finito al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dove è stato ricoverato. I medici gli hanno diagnosticato una contusione a un testicolo e una ferita a un ginocchio. «Raffadali è un Comune che lo ha accolto con amore e grande disponibilità all'integrazione. In questi mesi, grazie al suo bel carattere il ragazzo, ha conosciuto tanti suoi coetanei raffadalesi», ha raccontato Giovanni Mossuto, uno dei responsabili della struttura d'accoglienza di cui l'adolescente è ospite. «Malgrado questo, in questi mesi lui e gli altri ospiti della comunità sono stati oggetto di insulti, sputi e minacce da parte di un razzista. Ora, probabilmente sentendosi legittimato da un clima che tutti avvertiamo, l'aggressore lo ha colpito prima con una sportellata in faccia e poi a pugni e calci».

L'ALLEVATRICE ETIOPE AGGREDITA IN TRENTINO

È stata minacciata di morte, insultata e aggredita. È un incubo quello che sta vivendo Agitu Ideo Gudeta, allevatrice di origini etiopi titolare di un'azienda agricola in Val dei Mocheni in Trentino. La sua è una storia conosciuta: sfuggita dal proprio Paese dove era perseguitata a causa dell'impegno contro il landgrabbing, si era poi trasferita sulle Alpi ricominciando da capo. Dallo scorso giugno un vicino aveva cominciato ad attaccarla, arrivando ad aggredirla il 18 agosto mentre la donna si trovava sola nella stalla. «Ti uccido, te ne devi andare brutta negra. Questo non è il tuo posto», le ha urlato. Agitu ha denunciato più volte la situazione, senza però che il responsabile venisse fermato.

INDIANO FERITO DA ARMA AD ARIA COMPRESSA

Identificati dai carabinieri gli autori del ferimento del quarantunenne indiano colpito la sera del 19 agosto da alcuni pallini esplosi da un'auto mentre si trovava in sella alla propria bicicletta sulla via Pontina in zona Terracina. Si tratta di quattro giovanissimi terracinesi, tra cui una ragazza. Uno di loro è minorenne. Al momento non sarebbero emersi motivi razziali dietro al gesto. I giovani sono stati denunciati a piede libero. Sono accusati di lesioni personali aggravate, esplosioni pericolose e porto di armi o oggetti atti ad offendere.

AGGRESSIONE CONTRO UN DOMENICANO IN CALABRIA

Aggressione e botte al grido di «negro di m.. Risali in macchina e vai via che qui in Calabria i negri non sono accettati» a Lamezia Terme. La denuncia è arrivata un cittadino di origini dominicane sposato con una donna calabrese. L'uomo che era in compagnia della moglie, incinta, e della suocera, in un ristorante sarebbe stato insultato e poi colpito a sprangate fuori dal locale. Sull'episodio indaga la polizia che sarebbe sulla buona strada per l'identificazione degli aggressori. Il fatto sarebbe avvenuto nella notte di Ferragosto e anche la suocera del giovane dominicano, nella colluttazione avrebbe riportato anche una frattura. Secondo quanto riferito dalla vittima, l'aggressione avrebbe avuto origine all'interno del ristorante a seguito delle lamentele espresse per alcune pietanze servite. Poi alla richiesta del dolce un cameriere avrebbe opposto un rifiuto. Pagato il conto i tre sono usciti dal locale e il giovane si è allontanato per raggiungere la propria auto e avvicinarla all'ingresso del locale. A quel punto alcune persone si sarebbero avvicinate urlandogli le frasi razziste iniziando a prendere a pugni l'auto. Un'altra persona, forse un cameriere, con un bastone in mano, gli avrebbe anche intimato di andare via rivolgendosi ad un altro cittadino extracomunitario che era presente, intimandogli di cacciare via «questo negro di m.» che «non può fare come a casa sua, qui siamo in Calabria, picchialo». Obbedendo agli ordini ricevuti l'extracomunitario avrebbe iniziato a prendere a pugni la vittima mentre al gruppo si univano il cameriere e altre persone continuando a sferrare calci e sprangate. Altri colpi hanno raggiunto la suocera dell'uomo che era accorsa a difesa dell'aggredito.

CINQUE FERMI PER LA VIOLENZA A LAMEZIA TERME

In merito alla vicenda il 27 agosto cinque persone, tra le quali due marocchini, sono state arrestate dalla Polizia in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal Gip di Lamezia Terme su richiesta della Procura, per lesioni aggravate con finalità di odio razziale. I fermati sono Massimo Campisano, cameriere del locale, Fabrizio Francesco Perri e Angelo Tolone, che sarebbero gli addetti alla sicurezza della struttura, tutti e tre di Falerna, e dei cittadini marocchini ma residenti a Lamezia Terme Abdellah Cherkoui e Nouredine Ennaoui.

MIGRANTE FERITO DA UN PROIETTILE AD APRILIA

Un cittadino camerunense è stato ferito a un piede da un piccolo proiettile di piombo mentre passeggiava nel centro di Aprilia, vicino Latina il 15 agosto. I carabinieri hanno effettuato perquisizioni e individuato i responsabili. Si tratta di tre amici, un 19enne e due minorenni, che sono stati denunciati per lesioni aggravate. A quanto ricostruito finora, stavano provando alla finestra un fucile ad aria compressa di libera vendita quando sono partiti alcuni colpi e uno ha ferito l'uomo. L'episodio è accaduto intorno alle 12 al centro storico di Aprilia, cittadina salita di recente agli onori delle cronache per la "caccia al ladro", con inseguimento in auto, incidente stradale e forse un pestaggio ad opera di due residenti, che ha provocato la morte di un marocchino. Il camerunense, ferito da un colpo di fucile a piombini, è stato giudicato guaribile in cinque giorni. Quando è stato ferito ha chiesto aiuto entrando in un'attività commerciale. All'arrivo dei carabinieri di Aprilia ha indicato una ipotetica zona dalla quale poteva essere partito il colpo ad aria compressa. Sono state effettuate diverse perquisizioni e individuati i tre giovanissimi, poi denunciati.

PALERMO, QUATTRO IMMIGRATI PICCHIATI NELLA NOTTE

Il 14 agosto notte, quattro immigrati che erano in attesa del pulmino che li riportasse nella comunità che li ospita e sono stati insultati e picchiati a Partinico (Palermo). Dopo gli insulti ai quattro immigrati gli aggressori si sono scagliati contro due e poi sono fuggiti. Alcune persone presenti hanno chiamato polizia e i carabinieri. I responsabili della comunità dove alloggiano i quattro migranti hanno presentato una formale denuncia sull'accaduto.

NAPOLI, SPARI CONTRO AMBULANTE SENEGALESE

Il 2 agosto un venditore ambulante, Cissè Elhadji Diebel, 22 anni, senegalese in Italia con permesso di soggiorno, è stato ferito a una gamba da due sconosciuti con un colpo di pistola. Il fatto è avvenuto in via Milano, nel quartiere Vasto, non lontano dalla stazione ferroviaria centrale. L'immigrato, intorno alle 22, si trovava in compagnia di due amici, quando è sopraggiunto uno scooter con a bordo due persone: secondo quanto riferito dai compagni della vittima i due erano bianchi. Hanno esploso alcuni colpi di pistola, forse tre, uno dei quali ha colpito a una gamba il senegalese. Elhadji Diebel è stato condotto nell'ospedale San Giovanni Bosco, dove sarà sottoposto a intervento chirurgico per l'estrazione del proiettile, rimasto conficcato nell'arto. Non è in pericolo di vita. La Comunità senegalese di Napoli e gli attivisti della Rete antirazzista hanno annunciato una manifestazione.

PISTOIA, COLPI DI PISTOLA AL GRIDO «NEGRI DI MERDA»

Uno o due colpi di pistola, accompagnati da un epiteto razzista, sarebbero stati esplosi la notte del 2 agosto intorno alle 23, contro un migrante ospite della parrocchia di Vicofaro (in provincia di Pistoia) che è rimasto illeso. Ne ha dato notizia il parroco don Massimo Biancalani sul suo profilo Facebook che ha denunciato il fatto in questura. «Due giovani italiani al grido 'negri di merda' hanno sparato uno o due colpi di arma da fuoco in direzione di uno dei nostri ragazzi migranti che è rimasto illeso». Don Biancalani lo scorso agosto era finito nel mirino di Matteo Salvini - si prese dell'anti-italiano - per aver accompagnato un gruppo di migranti in piscina e fu minacciato da Forza Nuova.

LA POLEMICA SU DAISY OSAKUE

La matrice non è quella del razzismo ma il caso ha infiammato il dibattito politico. Daisy Osakue, primatista italiana under 23 di lancio col disco, il 30 luglio è stata colpita da un uovo lanciato da una macchina a un occhio. «Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore», aveva detto L'azzurra in un primo momento. Poi avrebbe fatto marcia indietro dopo aver parlato al telefono col premier Giuseppe Conte. (Leggi anche: La pubblicità di Astoria dopo Daisy Osakue contro il razzismo). Il 2 agosto la polizia ha individuato i tre responsabili che, dicono, avrebbero agito per «goliardia». Negli ultimi due mesi avevano lanciato uova altre sette volte. «Uno di loro è figlio di un consigliere del Pd», si è affrettato a scrivere sui social il ministro dell'Interno.

ABRUZZO, ITALO-SENEGALESE RESPINTO DALLA ASL

Era andato alla Asl per rinnovare il libretto sanitario. Ed è stato insultato al grido di «Che vuoi? Vattene. Questo non è l'ufficio del veterinario...». È accaduto a Ibrahima Diop, 39 anni, nato in Senegal e italiano, a Roseto degli Abruzzi. Il fatto è stato raccontato da Repubblica il 30 luglio. Alla fine l'uomo ha sporto denuncia. «Mai come in quel momento mi sono sentito umiliato», ha detto, «è giusto che chi ha sbagliato paghi».

CALA GONONE, SARDEGNA: «NIENTE BIRRA DA QUEL CAMERIERE»

«Una birra, per favore. Ma non vogliamo che, a servircerla, sia quel cameriere». Il cameriere in questione è Mamadou Niang, 18enne senegalese con la passione del calcio. L'episodio è accaduto in un bar di Cala Gonone, in Sardegna, protagonisti quattro giovani sardi. Come racconta l'Unione Sarda, il titolare ha invitato gli avventori ad accomodarsi fuori dal locale. In Italia da 6 anni, Niang è «il miglior cameriere di sempre», ha spiegato il datore di lavoro.

MAROCCHINO LINCIATO AD APRILIA

Spietata caccia all'uomo ad Aprilia, in provincia di Latina, dove nella notte tra sabato 28 e domenica 29 luglio tre italiani incensurati si sono lanciati all'inseguimento di un 43enne di nazionalità marocchina considerato un ladro. Il migrante, con alcuni precedenti a suo carico e trovato in possesso di uno zaino con arnesi da scasso, dopo essere finito fuori strada con la macchina è uscito con le proprie gambe dalla vettura ormai in fiamme. Qui, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato aggredito da almeno due dei suoi inseguitori che lo hanno lasciato a terra privo di sensi. Soccorso, per lui non c'è stato più nulla da fare. Ora si attende l'autopsia per stabilire se le lesioni mortali siano state provocate dall'incidente o dalle percosse. Gli aggressori del marocchino sono stati denunciati a piede libero. Le forze dell'ordine cercano anche il presunto autista della macchina su cui viaggiava l'uomo rimasto ucciso.

Alcuni commensali della tavolata multietnica contro il razzismo e per l'integrazione organizzata a Milano.

MIGRANTE PESTATO DA ALCUNI UOMINI, PARTINICO

A Partinico, in provincia di Palermo, un ragazzo senegalese di 19 anni che lavora come cameriere in un bar è stato insultato e picchiato da un gruppo di clienti, secondo quanto denunciato dalla stessa vittima ai carabinieri. Il ragazzo, Dieng Khalifa, ha raccontato di essere stato aggredito da diverse persone sul posto di lavoro. Ha ferite al labbro e alle orecchie, guaribili in sette giorni. «Vattene via sporco negro», avrebbero gridato gli aggressori. L'episodio è stato denunciato il 27 luglio ed è diventato di domino pubblico il giorno successivo. Dopo accurate indagini i carabinieri hanno fermato un operaio di 34 anni. L'uomo è stato denunciato per lesioni personali aggravate dall'odio razziale. Diversi testimoni hanno confermato che l'aggressore si trovava nel bar dove lo straniero è stato aggredito e picchiato.

MIGRANTE AGGREDITO CON ARMI AD ARIA COMPRESSA, CASERTA

Si tratterebbe dell'ennesima aggressione con armi ad aria compressa ai danni di un migrante. La vittima questa volta è un uomo proveniente dalla Guinea, ospite in un centro di accoglienza di San Cipriano d'Aversa (Caserta). Il richiedente asilo ha denunciato l'accaduto il 27 luglio ai carabinieri, ma il fatto si sarebbe verificato due giorni prima in pieno centro. Il giovane, che ha raccontato di essere stato avvicinato da due ragazzi in moto che hanno poi fatto fuoco, ha riportato una ferita superficiale, guaribile in pochi giorni.

OPERAIO CAPOVERDIANO FERITO A COLPI D'ARMA DA FUOCO, VICENZA

Sempre il 27 luglio un operaio di origine capoverdiana, residente a Isola Vicentina e dipendente di una ditta di impianti elettrici, è stato ferito da un colpo d'arma da fuoco mentre stava lavorando su un ponteggio a Cassola, in provincia di Vicenza, da un uomo che ha esploso il colpo dal terrazzo di casa. Lo sparatore è stato denunciato per lesioni personali aggravate. L'operaio era a circa sette metri d'altezza sulla pedana mobile, quando ha udito il colpo e ha avvertito un dolore alla schiena. Ha iniziato a sanguinare ed è stato portato all'ospedale San Bassiano. I carabinieri sono risaliti al punto dello sparo, un terrazzo sul quale sono stati rinvenuti pallini in piombo. Nell'appartamento dell'uomo sono state trovate munizioni e una carabina. L'indagato avrebbe sostenuto di aver voluto sparare a un piccione.

BIMBA ROM DI 15 MESI FERITA ALLA SCHIENA, ROMA

Il 17 luglio era stata ferita alla schiena, probabilmente da un colpo di pistola ad aria compressa, una piccola di 15 mesi che vive nel campo nomadi di via Salone, a Roma. La bimba di 15 mesi si trovava in braccio alla madre e dopo essere stata colpita è stata prima portata all'ospedale Pertini e successivamente trasferita al pediatrico Bambino Gesù. Lì è stata sottoposta a un intervento chirurgico durante il quale le hanno estratto un piccolo corpo estraneo metallico molto simile a un piombino di una pistola ad aria compressa. Fortunatamente non è in pericolo di vita. Per l'accaduto è stato indagato un italiano di 45 anni con l'accusa di lesioni gravi. Un'aggressione che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pesantemente condannato: «Mi ha colpito un fatto di cronaca. L'Italia non può somigliare a un far west dove un tale compra un fucile e spara dal balcone ferendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione».

LATINA, 2 NIGERIANI FERITI CON ARMA DA FUOCO AD ARIA COMPRESSA

L'11 luglio, a Latina, colpi di pistola ad aria compressa sparati da un'auto in corsa, con a bordo tre giovani, feriscono due giovani nigeriani in attesa dell'autobus.

COLPI CON PISTOLE AD ARIA COMPRESSA, FORLÌ

Due africani sono stati feriti con pistole ad aria compressa a Forlì in differenti episodi. Un ivoriano di 33 anni è stato avvicinato da un'auto mentre era in bicicletta. Colpito con un proiettile ha avuto una prognosi di 10 giorni. Nella notte tra il 9 e il 10 luglio invece una donna nigeriana è stata colpita al piede sempre da un colpo di pistola ad aria compressa esploso da un motorino. A denunciare l'accaduto è stato Gbeu Serge Diomande, componente della consulta degli stranieri. I carabinieri stanno indagando.

Il ghetto di San Ferdinando dove viveva Soumaila Sacko.

CANE CONTRO RAGAZZO DI COLORE, LIGURIA

«Ho visto un cagnolino scendere le scale di un bar che dà sulla spiaggia e rincorrere abbaiando un ragazzo dalla pelle scura che vende libri. Naturalmente il cane era stato incitato dal suo proprietario. Nel mentre i bagnanti applaudivano compiaciuti». Comincia così il racconto di una giornata passata sulle spiagge della Liguria raccolto da L'Espresso. L'autrice è intervenuta chiedendo a una signora «perché applaudiva e perché diceva che quel cane era il "Number One"». La risposta ottenuta? «Vaffanculo, puttana buonista del cazzo. Prenditeli tu i negri a casa tua, così ti scopano meglio di tuo marito». La ragazza è stata costretta a rimuovere il racconto dell'episodio originariamente pubblicato dalla sua bacheca Fb a causa delle minacce e le offese ricevute.

BIMBO INSULTATO AL PARCO GIOCHI, ROMAGNA

«Fai schifo, sei nero, vai via da qui». Un gruppo di ragazzine ha aggredito con queste parole un bimbo di colore di soli cinque anni mentre si trovava al parco con i fratelli più grandi. La madre del piccolo si è limitata ad ammettere: «Purtroppo non si tratta di fatti isolati». Il fatto è accaduto in un centro della Romagna.

MINACCIATO CON UN COLTELLO E PICCHIATO, TORINO

Quartiere Mirafiori, intorno alle 21 e 30. Ahmed un sudanese rifugiato sfuggito alle persecuzioni in Darfur stava seduto su una panchina quando sono arrivati due italiani di mezza età. Prima gli hanno chiesto 50 centesimi, poi gli hanno puntato alla gola un coltello e gli hanno aizzato contro un cane. A quel punto la domanda: «​Perché sei qui, negro di m…?», le botte e i calci. Ahmed è riuscito a fuggire e raggiungere un ristorante rincorso dai due. Che non paghi hanno insultato e picchiato pure il titolare del locale. I carabinieri hanno fermato uno dei due presunti aggressori, un 51enne che vive nel quartiere.

BIMBA OFFESA AL PARCO GIOCHI, ROMAGNA

Era caduta a terra mentre stava pattinando, quando ha visto avvicinarsi un bambino. Credeva che la volesse aiiutare a rialzarsi e invece le ha urlato contro: «Ti sta bene che sei caduta. È a terra che devono stare i negri». È accaduto in un centro estivo di una città della Romagna a una piccola di otto anni figlia di una italiana e di un africano. Le offese per lei sono continuate dopo essere tornata nel gruppo: «Io vicino a una negra non ci sto», le ha detto un altro coetaneo.

OPERAIO MINACCIATO DI MORTE, TRENTINO

Un operaio straniero ha chiesto un permesso perché malato e si è sentito minacciare di morte dal titolare dell'azienda. A denunciarlo è stata la Cgil del Trentino che è pronta a costituirsi parte civile. L'audio registrato dalla vittima è choccante. «…Allah di merda io ti do fuoco… Ti mando Casa Pound… per rapirti, ti bruciano vivo, ti mangiano… ti posso anche ammazzare adesso che è andato su Salvini….Stai attento a uscire di casa con stasera prepariamo le ronde fuori da casa tua…». E ancora: «Bastardo allah sei un allah allah di merda allah di merda figlio di puttana che muoia tutta la tua razza».

COLPITO DA FUCILE AD ARIA COMPRESSA, NAPOLI

Bouyangui Konate, 22enne del Mali in Italia da quattro anni, è stato aggredito nel centro di Napoli. Attivista dell'Ex Opg Je so' Pazzo, cuoco e gestore di un ristorante gestito da rifugiati e richiedenti asilo è stato ferito all'addome con un fucile ad aria compressa. I colpi sono stati esplosi da un'auto che lo ha raggiunto mentre stava tornando a casa dopo il lavoro.

PICCHIATO DA TRE MINORENNI, ROMA

In Via Scarpanto, a Roma, tre minorenni italiani hanno aggredito un cittadino indiano di 34 anni. L'uomo con altri connazionali e le loro famiglie si trovava nei pressi di un bar. Prima i tre li hanno offesi poi hanno sputato a bimbi e donne e infine malmenato il 34enne con un tirapugni.

FERITO CON UNA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA, CASERTA

Intorno alle 22 dell'11 giugno, Deby e Sekou, due ragazzi del Mali e ospiti di un centro Sprar di Caserta sono stati raggiunti da una Panda con a bordo tre italiani. Dall'auto sono esplosi alcuni colpi con una pistola ad aria compressa al grido di «Salvini, Salvini». Uno dei due maliani è stato ferito lievemente al torace.

L'UCCISIONE DI SOUMAILA

​Il 4 giugno 2018 nelle campagne di San Calogero, nel Reggino, è stato ucciso il sindacalista e bracciante maliano Soumaila Sacko. Stava raccogliendo lamiere in una ex fornace abbandonata per ricoprire la sua baracca (qui le foto) nel ghetto di San Ferdinando (leggi anche: i numeri del ghetto) quando è stato massacrato a fucilate. Per l'omicidio è indagato un 43enne calabrese.

IDY DIENE UCCISO A FIRENZE

A marzo, sul ponte Vespucci di Firenze, Idy Diene, senegalese di 54 anni, è stato freddato da vari colpi di pistola al torace da Roberto Pirrone, 65enne incensurato che sarebbe uscito di casa per suicidarsi finendo poi per sparare e uccidere "a caso".

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