Buscemi Pisa
Cronaca
11 Luglio Lug 2018 1038 11 luglio 2018

Cosa c'è dietro la polemica su Buscemi assessore a Pisa

L'ex Patrizia Pagliarone lo aveva denunciato per stalking. Il reato però nel 2009 non esisteva. Nessuna condanna ma le carte e gli sms restano. E il caso sta facendo tremare la neo-Giunta. 

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Gli appassionati dei film di Leonardo Pieraccioni forse se lo ricorderanno in Finalmente la felicità, quelli di serie tivù per Un medico in famiglia o Don Matteo. Meno persone – pisani a parte – sanno che la nomina ad assessore alla Cultura di Andrea Buscemi, attore ed ex presidente del teatro di Cascina (voluto in quel ruolo dalla sindaca leghista Susanna Ceccardi) è la prima grana scoppiata nella giunta di Michele Conti, il candidato del centrodestra che ha espugnato la rossa Pisa alle ultime Comunali.

Contro la sua nomina una petizione online su Change.org ha già raggiunto oltre 25 mila firme. Su Buscemi infatti pesa una accusa pesante. Un uomo «riconosciuto colpevole del reato di stalking secondo la sentenza della Corte d’appello di Firenze emessa in data 30 maggio 2017», secondo i promotori, non può ricoprire una tale carica istituzionale. E aggiungono: «Vogliamo far sentire forte la nostra voce al sindaco di Pisa Michele Conti, affinché Andrea Buscemi non sieda in Consiglio comunale e non ricopra nessuna carica pubblica perché la sua condanna influenzerebbe negativamente l'immagine della città e di tutte le cittadine e i cittadini di Pisa».

A denunciarlo il 21 dicembre 2009 è stata Patrizia Pagliarone, la sua ex compagna che ora definisce la sua nomina una «ulteriore ferita». Al Corriere Fiorentino, ha detto: «Per anni mi ha devastato facendomi sentire una nullità. Mi risuonavano in mente quelle parole, “zingarella di periferia”, “vomito di cane” che scriveva negli sms e lasciava sulla segreteria telefonica. Non è un lessico da assessore alla Cultura. E di certo io non posso sentirmi rappresentata da una persona così, né come cittadina né come donna. Nemmeno gli uomini dovrebbero».

Buscemi dal canto suo non commenta e tira dritto, sostiene di avere il sostegno della Lega e del sindaco, dice che si aspettava questi attacchi. E (mentre) sui social molti sostenitori criticano l'ondata di calunnie rivolte dai soliti «rosiconi di sinistra», alcune associazioni pisane hanno indetto un'assemblea cittadina per pensare a nuove forme di protesta.

LA VICENDA PROCESSUALE

Ma andiamo con ordine. Nel processo scaturito dalle denunce di Pagliarone e che la Casa della Donna di Pisa ha sostenuto con forza facendone una causa simbolo, Buscemi è stato assolto «per i fatti anteriori al 25-2-2009 (quando viene introdotto il reato di stalking, ndr) perché il fatto non è previsto dalla legge come reato». La Corte, inoltre, «dichiara non doversi procedere contro il Buscemi per estinzione del reato per prescrizione per i fatti successivi e lo condanna al risarcimento dei danni a favore della parte civile da liquidarsi in separata sede». In Appello è stata riconosciuta la sua condotta lesiva, anche se tutto è prescritto o precedente l'introduzione del reato di stalking. Il processo va ora verso la Cassazione.

Il neo assessore quindi non è stato condannato. Eppure il comportamento violento nei confronti della ex compagna è stato accertato, come confermano le carte. E pesano quei «Puttana», «troia infinita», «troietta», «vomito di cane», «merda inutile» con cui Buscemi si rivolgeva alla Pagliarone.

QUEL CONVEGNO A TRIESTE

Buscemi aveva idee molto particolari su come convincere una donna a riallacciare un rapporto. Al processo, per esempio, è stato ricostruito il suo tentativo di “recupero” durante un convegno a Trieste. «Sono venuto per darti la reale possibilità di salvare la ricchezza del nostro rapporto», si legge in uno degli oltre 3 mila sms periziati inviati da Buscemi alla donna. Come finì? Buscemi il 30 novembre 2008 aggredì la compagna in piazza, tirandola per i capelli. «Una sua costante», commentò Pagliarone. Alla scena tra l'altro assistettero Robert Mundel (premio Nobel per l’Economia) ed Edward De Bono (con cui la donna aveva un rapporto di collaborazione). «È stato umiliante», disse ancora Pagliarone, «mi son fatta violentare di fronte a tutti, pensavo, mi sentivo in colpa per non riuscire a reagire».

Buscemi si presentò anche al convegno, dove intervenne la Polizia. Del resto, si era “annunciato”: «Domani mattina parteciperò anch’io a nobels colloquia (…) è il mio ultimo disperato atto d’amore», scriveva in un altro sms. Più che atto d'amore il suo, stando ai racconti dell'ex compagna, aveva tutta l'aria di essere un pedinamento. «Aveva preso una stanza sopra la mia», raccontò la donna, «e un'altra stanza nell'albergo dove risiedevano i professori».

«VI ROVINO LETTERALMENTE LA PIAZZA»

Dire di no a Buscemi era impossibile per Pagliarone. Nel mirino dell'attore non c'era solo la fidanzata ma pure la sua famiglia. «Vi rovino letteralmente la piazza, fate prima a cambiare città», scriveva Buscemi sempre via sms. Si legge in altri messaggi periziati: «Non irritarmi (…) O metto in atto la catastrofe»; «Ma io ti amo ancora (…) Voglio continuare il colloquio e devi volerlo anche te altrimenti reagirò inguaiandoti definitivamente». E ancora: «Accetta il mio dialogo cordiale e affettuoso (…) se divento stronzo è peggio per tutti».

Un atteggiamento che ha lasciato il segno. Secondo Antonella Armani, psichiatra per il pm, «(…) A seguito di una modalità vessatoria, persecutoria, intimidatoria, del signor Buscemi, la signora Pagliarone ha sviluppato un danno psichico che ormai può essere definito permanente». Sempre Armani ha raccontato al processo: «Mi raccontava (Pagliarone, ndr) che nel 2008 era stata scaraventata sul pavimento di un albergo perché aveva ricevuto un messaggio del figlio (…)». Ma Buscemi si scagliava anche contro la sorella della compagna: «Tua sorella … lo scempio di una mente malata (…) un flagello sociale (…) sei la serva di un’infame».

Non solo sms e telefonate. Il 29 maggio 2009 un'Audi inseguì Pagliarone per oltre un'ora: «Tre uomini mai visti prima (…) mi stavano con il paraurti attaccati all’auto, avevo le palpitazioni altissime». E, ancora: «Ero certa che sarei morta». Le risuonavano in testa le parole dell'ex: «Mi diceva sempre: 'Non lo faccio io, lo faccio fare a qualcuno', alludendo … Non specificava mai cosa. Quando ‘qualcuno’ è arrivato mi son detta: ‘Questa è la mia ora"». Buscemi disse poi che si trattava di un «gioco erotico», che «doveva concludersi con un bacio». Invece la serata terminò con Pagliarone in questura, terrorizzata.

Comportamenti che hanno portato il pm di Pisa Aldo Mantovani a definire Buscemi uno «stalker da manuale». Non solo, il Gip ha disposto, a tutela di una sua altra ex, un divieto di avvicinamento.

IL SOSTEGNO INTERMITTENTE DELLA GIUNTA

Il primo sostegno pubblico a Andrea Buscemi è arrivato da Giovanna Bonanno, neo-assessore alla Sicurezza che ha liquidato il caso come una «Polemica sterile e inutile» Sul Tirreno i dirigenti locali della Lega confermano «massima fiducia in Buscemi». Più in imbarazzo il sindaco Conti, che prende tempo. Qualche giorno fa, alla domanda su eventuali dimissioni da parte dell'assessore alla Cultura aveva replicato sempre al quotidiano toscano: «Per ora no», lasciando così la questione in sospeso. «Valuteremo», ha poi aggiunto. «Per il momento sul mio tavolo non è ancora arrivato niente. Vediamo quello che succede».

«Il sindaco è assente per qualche giorno», ha ribadito a Lettera43 l’ufficio stampa del Comune. E Buscemi? «Ha la segreteria», rispondono. A quanto pare l'assessore da qualche giorno è irreperibile. Forse in attesa che la polemica si sgonfi.

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