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Aggiornato il 26 luglio 2018 18 Luglio Lug 2018 0904 18 luglio 2018

Al largo della Tunisia una nave con 40 migranti non può attraccare

La Sarost 5 è ormeggiata al largo di Zarzis da 16 giorni. Tunisi, Roma e La Valletta hanno per ora rifiutato lo sbarco. C'è una donna incinta di sei mesi che rischia di abortire.

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La Mezzaluna rossa della Tunisia, che il 25 luglio ha visitato le persone a bordo della Sarost 5, una donna incinta di sei mesi potrebbe perdere il bambino se non venisse evacuata o sbarcata immediatamente. Lo denucia in un tweet Alarm Phone, progetto della ong Watch the Med che ha creato una linea telefonica per migranti in difficoltà nel Mediterraneo. La donna è una dei 40 migranti sulla nave tunisina, bloccata da 16 giorni in attesa dell'ok allo sbarco.

Da doltre due settimane c'è una nave per rifornimenti al largo delle coste tunisine. A bordo ha una quarantina di migranti e derrate limitate, ma né la Tunisia, né Malta, né l'Italia le hanno ancora dato il permesso per attraccare. A darne notizia per prima è stata InfoMigrants, il sito europeo che da mesi segue le rotte dei profughi, che è entrato in contatto con i membri dell'equipaggio della Sarost 5, cargo di rifornimento della società del gas Miskar che al largo della Tunisia gestisce una piattaforma di estrazione di gas (leggi anche: i racconti del viaggio della speranza verso l'Italia).

Open Arms: i libici hanno lasciato morire una donna e un bimbo

"Bugie e insulti di qualche Ong straniera confermano che siamo nel giusto: ridurre partenze e sbarchi significa ridurre i morti, e ridurre il guadagno di chi specula sull'immigrazione clandestina. Io tengo duro. #portichiusi e #cuoriaperti", ha replicato Salvini su Facebook alle accuse rivolte all'Italia da Open Arms. Poco prima dell'intervento della nave, il ministro dell'Interno era tornato a tuonare contro le Ong sui social.

Secondo quanto riportato, un barcone con a bordo 40 migranti sarebbe partito dalla Libia intorno all'11 luglio. Dopo 5 giorni di navigazione senza viveri né acqua, il suo motore sarebbe andato in avaria e la nave sarebbe andata alla deriva in prossimità della piattaforma per l'estrazione del gas. Secondo il Forum tunisino per i diritti economici e sociali (Ftdes), un'associazione tunisina che aiuta i migranti, «la Tunisia si rifiuta di accogliere questi migranti perché non vuole diventare un riferimento di porto sicuro per gli Stati europei». Dalla Sarost 5 fanno sapere che oltre al porto di Zarzis, avrebbero inutilmente chiesto di attraccare sia all'Italia che a Malta.

Solo martedì 17 luglio l'Ong Open Arms aveva denunciato la Guardia Costiera libica per aver lasciato morire annegati una donna e suo figlio.

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