Campo Rom Camping River Roma

Lo sgombero dell'insediamento rom Camping River di Roma

Decisa la chiusura per problemi sanitari. I nomadi: «Ci trattano come animali. Usato spray al peperoncino». Ma la polizia locale smentisce: «Nessuna violenza». Salvini esulta.

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Vigili e assistenti sociali si sono recati la mattina del 26 luglio al Camping River, il campo nomadi di Roma, sgomberato nella mattinata del 26 luglio per problemi sanitari. A quanto spiega la polizia locale presente sul posto nessun abitante è più dentro il campo. Davanti al quale i vigili manterranno un presidio anche nei prossimi giorni. Fuori dal campo sono rimaste alcune persone rom con bambini che, a ondate, continuano a protestare. Accatastati fuori i cancelli ci sono materassi, reti, coperte, passeggini. Alcune persone sono sedute sulle sedie all'aperto, altre stese su un materasso. «Tantissimi se ne sono andati in questi giorni, facendo seguito al nostro invito. Alcune delle persone che sono in attesa qui fuori stanno aspettando le auto e i furgoni per andare via. Ad altre i servizi sociali stanno riproponendo l'opportunità di usufruire delle strutture offerte dall'amministrazione. Noi metteremo un servizio h24 qui, in modo consistente e per numerosi giorni, affinché l'area sia libera e si possa rispettare pedissequamente l'ordinanza della sindaca», ha spiegato il comandante dei vigili di Roma Antonio Di Maggio presente sul posto. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, cui il Campidoglio ha inviato le informazioni richieste sul tema, dopo il ricorso di tre abitanti del campo aveva deciso la sospensione delle operazioni fino al 27 luglio. A quanto si apprende, oltre a quelle già andate via dal campo, altre 20 persone hanno accettato l'offerta di accoglienza presso le strutture del sistema allestito dai servizi sociali di Roma Capitale. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, aveva commentato così su Twitter: «Ci mancava il buonismo della Corte europea per i diritti dei Rom».

Dopo il via libera del 26 luglio, Salvini ha scritto sul social network: «È in corso lo sgombero del campo Rom Camping River di Roma. Legalità, ordine e rispetto prima di tutto!».

Nel campo in via Tenuta Piccirilli, nella periferia Nord di Roma, oltre ai caschi bianchi, è arrivata la polizia di Stato. Sul posto gli operatori della sala operativa sociale che hanno offerto accoglienza immediata nel circuito capitolino proponendo anche soluzioni che garantiscono ai nuclei familiari di restare uniti. Mentre gli operatori dell'ufficio rom hanno illustrato le soluzioni di medio e lungo periodo alternative al campo a cui si può aderire fino al 30 settembre. Alla base dello sgombero c'è un'ordinanza sindacale firmata a metà luglio che parla della «sussistenza di gravi situazioni di criticità inerenti lo stato di salubrità dell'area» sulla base dei recenti rapporti dell'Arpa e della Asl. Si riteneva «inderogabile adottare le necessarie misure volte a salvaguardare nell'immediatezza le condizioni igienico-sanitarie dell'area e la salute delle persone ancora presenti nell' insediamento nonché dei cittadini che vivono nelle zone circostanti».

I NOMADI SGOMBERATI: «USATO LO SPRAY AL PEPERONCINO»

«Questa mattina sono venuti per buttarci fuori, ci hanno trattato come animali. C'è stata violenza, hanno spinto le donne e usato lo spray al peperoncino su una signora». È questa una delle prime testimonianze raccolte tra i nomadi sgombrati. A parlare e Florin, 31 anni: «Qualcuno è uscito volontariamente, qualcuno è svenuto, le donne strillavano. Io sto andando a prendere la mia roba non so dove andrò». A chi glielo ha chiesto Florin ha spiegato che non è stata usata violenza contro i bambini. Parole però smentite dal comandante Di Maggio: «Tutto si è svolto nella massima regolarità, le persone sono state invitate ad uscire e non abbiamo usato nessuna forma di coazione fisica, vuol dire che non abbiamo usato manette, nè allontanato le persone con la forza, non abbiamo usato spray al peperoncino né armi da fuoco, né manganelli, che non abbiamo. Abbiamo usato la forza del convincimento ad uscire, cosa che le persone hanno fatto». Di Maggio ha detto che è pronto a querelare «chiunque scriva il contrario».

26 Luglio Lug 2018 1024 26 luglio 2018
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