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Migranti ed Europa
Tunisia Dà Il Via Libera Allo Sbarco Dei 40 Migranti A Bordo Della Sarost 5
29 Luglio Lug 2018 1257 29 luglio 2018

La Tunisia apre i porti alla Sarost 5

L'imbarcazione, bloccata al largo di Zarzis dal 13 luglio, ha ricevuto il via libera per l'attracco. «Le condizioni dei profughi a bordo della nave sono buone», ha detto il premier Youssef Chahed.

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E' attraccata al porto di Zarzis la nave battente bandiera tunisina Sarost 5, con a bordo 40 migranti tra cui due donne incinte e un ferito, bloccata in mare da 22 giorni. Ad accogliere i migranti, oltre al personale della Mezzaluna Rossa, dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni e Unhcr anche il segretario di Stato tunisino per le Migrazioni e i tunisini all'estero, Adel Jarboui. Solo il primo agosto la nave ha sbarcato i migranti che dovrebbero essere tutti trasferiti al Foyer di Medenine, città nel sud del Paese, ad eccezione delle due donne incinte che saranno portate in clinica per accertamenti. Il punto di accoglienza ospita già più di 200 africani e anche 46 profughi siriani. «Grazie a Dio tutto è finito bene e i migranti sono sani e salvi», ha detto all'Ansa, Ali Ajji il capitano della nave. In mattinata si sono registrati momenti di tensione a bordo poiché alcuni dei migranti avrebbero espresso il loro rifiuto a sbarcare nel Paese nordafricano, chiedendo il trasferimento in un Paese europeo. Allo sblocco di tale situazione avrebbe contribuito la mediazione con i migranti intrapresa da una delegazione di rappresentanti di organizzazioni internazionali e della Mezzaluna Rossa tunisina.

L'ODISSEA DELLA SAROST 5

Dopo giorni di standby, il 28 luglio il premier Youssef Chahed aveva annunciato in Parlamento che era stata data l'autorizzazione all'attracco della nave per «motivi umanitari» ma non era seguita nessuna comunicazione ufficiale. Il primo ministro tunisino aveva successivamente spiegato che i migranti a bordo dell'imbarcazione erano stati soccorsi al largo delle acque maltesi e che la Tunisia si era prodigata per fornire un aiuto medico. Si è risolta in questo modo la lunga odissea delle 40 persone partite dalla Libia e iniziata il 13 luglio quando la nave, di proprietà della Sarost 5, una compagnia di rifornimento gas, li aveva soccorsi nella zona maltese di ricerche e salvataggio. Secondo il Forum tunisino per i diritti economici e sociali (Ftdes), un'associazione tunisina che aiuta i migranti, inizialmente la Tunisia si era rifiutata di accogliere questi migranti perché non voleva «diventare un riferimento di porto sicuro per gli Stati europei».

Al largo della Tunisia una nave con 40 migranti non può attraccare

La Mezzaluna rossa della Tunisia, che il 25 luglio ha visitato le persone a bordo della Sarost 5, una donna incinta di sei mesi potrebbe perdere il bambino se non venisse evacuata o sbarcata immediatamente. Lo denucia in un tweet Alarm Phone, progetto della ong Watch the Med che ha creato una l inea telefonica per migranti in difficoltà nel Mediterraneo.

A bordo della Sarost 5 c'erano profughi tra i 17 e 36 anni provenienti da Egitto, Bangladesh, Camerun, Senegal, Guinea, Costa d'Avorio e Sierra Leone. «Le condizioni dei profughi a bordo della nave sono buone ed è stata assicurata loro assistenza medica», aveva assicurato il premier Youssef Chahed. Aggiungendo che i migranti non vogliono restare in Tunisia, avendo manifestato più volte la loro volontà di voler raggiungere l'Europa.

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