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Cronaca
31 Luglio Lug 2018 0943 31 luglio 2018

La pubblicità di Astoria dopo Daisy Osakue contro il razzismo

Il produttore di vini veneto Polegato: «C'è un problema e pochi si oppongono». Ma "salva" il governo Conte e della Lega dice: «Zaia lo apprezzo, gli altri non li seguo».

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Dopo gli ultimi episodi di violenze fisiche e verbali ai danni di cittadini neri e in particolare l'agguato contro Daisy Osakue, aggredita a Torino, il produttore di vini veneto Astoria ha lanciato una campagna pubblicitaria sui giornali in edicola il 31 luglio per denunciare il crescente razzismo degli italiani. Si intitola Intolleranti verso l'intolleranza e, sotto un'immagine di una donna nera con le labbra dipinte con il tricolore, riporta una frase di Martin Luther King: «Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarlo». Non è la prima volta che Astoria lancia campagne di questo genere: il produttore di Treviso sostiene da tempo la rassegna "Ritmi e danze dal mondo" di Giavera del Montello e nel 2016 ha sponsorizzato il Pride di Treviso, quello che per il già sindaco Giancarlo Gentilini avrebbe richiesto «olio di ricino e manganelli». La campagna sui social network ha raccolto molte adesioni, ma anche molte critiche. E insulti. «Per noi è stata una cosa spontanea intervenire, lo avevamo già fatto in altre occasioni. Il razzismo c'è, mi creda, non è una percezione. C'è un clima deteriorato». racconta Paolo Polegato, che guida l'azienda fondata dal nonno nel secondo Dopoguerra insieme al fratello Giorgio.

La violenza delle parole e dei fatti non è più tollerabile. Per questo abbiamo deciso di uscire pubblicamente con...

Geplaatst door Astoria Wines op Maandag 30 juli 2018

Paolo Polegato è, suo malgrado, un osservatore privilegiato del razzismo che sta crescendo nel nostro Paese, anche perché padre di due ragazzi di colore che oggi hanno 27 e 29 anni. «Senza entrare nei dettagli, ma sì, anche loro hanno subito degli episodi spiacevoli, meno di altri perché il razzismo ha spesso dei risvolti economici: ce la prendiamo con il marocchino povero che arriva in Italia per lavorare, non con chi ha una posizione privilegiata. Lei come bianco non se ne accorge, ma per gli amici di colore che ho, per quello che riesco a percepire, c'è stato un deterioramento nei rapporti sociali. Il diverso è un nemico. Ragazzi di seconda e terza generazione più italiani di noi sono trattati alla stregua di delinquenti. Questo succede perché c'è un martellamento costante di messaggi negativi e io penso che l'italiano medio si faccia influenzare. Allora come azienda penso che abbiamo il dovere di intervenire, possiamo fare marketing etico ed è giusto farlo, d'altronde non vedo alzarsi molte voci».

«APPREZZO ZAIA, ASPETTIAMO PRIMA DI GIUDICARE IL GOVERNO DI CONTE»

C'è anche un risvolto economico: «Noi abbiamo 70 dipendenti, produciamo a a Conegliano, Valdobbiadene, vendiamo il 65% nel nostro Paese e il 35% all'estero, un fatturato di 50 milioni di euro. Non credo che l'immagine di un Paese razzista faccia bene alle vendite». Viene naturale chiedere a Polegato, infine, cosa pensi di questo governo, in un momento in cui cresce il malumore dell'imprenditoria del nord-est. «Guardi, ci sono anche cose positive, penso ai voucher per l'agricoltura. Ma è troppo presto per dare un giudizio e francamente non tutto quello che si dice nel mondo di Confindustria si è poi rivelato esatto». Allo stesso modo, Polegato non vuole puntare il dito sulla Lega per la responsabilità del deterioramento del clima nel nostro Paese: «Guardi, io conosco il governatore Luca Zaia (unico leghista ad aver parlato di razzismo dopo l'aggressione a Daisy Osakue, ndr) e lo apprezzo e lo ammiro. Gli altri non li guardo. Comunque sono le persone che devono fare la differenza: pensi alla nazionale francese, a cosa si è detto sul colore della pelle dei calciatori. C'è un problema culturale».

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