Abusi, chiesta archiviazione Brizzi
Cronaca
31 Luglio Lug 2018 1407 31 luglio 2018

Fausto Brizzi verso l'archiviazione per l'accusa di violenze sessuali

Il regista era stato denunciato da tre donne per molestie. Per la procura di Roma «il fatto non sussiste».

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La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione per il regista Fausto Brizzi, indagato per violenza sessuale a seguito di denunce presentate da tre donne. Per i pm «il fatto non sussiste». Brizzi era stato iscritto nel registro degli indagati nello scorso mese di aprile. Le denunce riguardavano tre presunti episodi avvenuti nel 2014, 2015 e 2017. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, hanno svolto accertamenti anche per i due casi, quelli risalenti ad alcuni anni fa, le cui denunce erano arrivate oltre i termini di legge. Secondo le tre giovani, Brizzi avrebbe invitato le ragazze nel suo loft per un provino e le avrebbe poi obbligate a subire atti sessuali. In base a quanto accertato dai magistrati nella vicenda non sono stati riscontrati profili di natura penale. Il regista era stato iscritto nel registro degli indagati nello scorso mese di aprile e proprio nel corso dello stesso Brizzi era stato ascoltato dai pm fornendo una serie di chiarimenti.

"Il caso Brizzi è un precedente pericoloso"

I pm chiedono l'archiviazione. La scrittrice contesta la richiesta di non andare neanche a processo. E spiega: "Così si dice a una donna vittima di molestie che nessuno le crederà". Archiviazione . Perché, per i pm, "il fatto non sussiste". E cioè, nulla è mai accaduto.

Il primo a commentare la decisione della procura è stato Neri Parenti, regista e amico storico di Brizzi. «Non avevo dubbi», ha spiegato, «con Fausto ci conosciamo da 20 anni. Questa richiesta di archiviazione è un tassello fondamentale all'intera vicenda. Ora non conosco le motivazioni che hanno portato la procura a questa decisione, ma l'espressione il 'fatto non sussiste' la dice lunga». Parenti era stato tra i primi a schierarsi a favore di Brizzi subito dopo le testimonianze raccolte dalle Iene contro il regista. «Non dimentichiamo», ha proseguito il collega di Brizzi, «la gogna mediatica a cui è stato sottoposto Fausto non solo alle Iene, ma su tutti i media e quello che hanno dovuto affrontare la moglie e la bambina che è piccolina, con i fotografi appostati tutti i giorni sotto casa. Dopo lo scoppio del caso, la Warner ha fatto uscire in sala il film di Natale di Brizzi senza avvalersi però della sua promozione. Non ha lavorato per quasi due anni. Sono ovviamente felice per lui, gli telefonerò al più presto».

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