Gesso Cartone Ospedale Reggio
31 Luglio Lug 2018 1348 31 luglio 2018

I medici di Reggio Calabria: «È come essere in tempo di guerra»

Il sindacato difende l'operato dei colleghi sul caso dei cartoni al posto del gesso e incolpa la sanità calabrese. Il primario nega: «solo un paziente che è arrivato così». Ma le foto sono almeno 4. La ministra Grillo manda i Nas.

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«Come un ospedale da campo in tempo di guerra. Il risparmio elevato a sistema, l'arte di arrangiarsi a pratica terapeutica», ha detto il segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo, commentando l'utilizzo da parte dell'Ospedale di Reggio Calabria di cartoni per trattare lesioni ossee al posto di più moderni dispositivi medici o del più tradizionale gesso. La Calabria, aggiunge il segretario Anaao, «è così diventata un non luogo della sanità pubblica, creato dalla ricerca spasmodica della sicurezza dei conti che ha preso il posto della sicurezza delle cure, dalla supremazia dei numeri che ha occupato lo spazio dei diritti, dall'incapacità delle politiche regionali di assicurare l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla costituzione».

«LA SANITÀ MERIDIONALE AL COLLASSO»

«Ma questa Regione», prosegue, «è diventata anche «il simbolo di un'altra Italia e, nello stesso tempo, lo specchio di quello che sarà tutta la sanità pubblica italiana se non si arresta il piano inclinato su cui è da tempo avviata. La desertificazione ospedaliera, i tagli al personale, la limitazione degli acquisti dei beni necessari per le cure, operati con il miraggio dell'equilibrio dei bilanci, hanno prodotto danni immensi alla tutela della salute dei cittadini ed alle condizioni di lavoro dei medici». E ad essere «al collasso», conclude Palermo, «è tutta la sanità meridionale, con la Puglia che grida vittoria per una striminzita sufficienza raggiunta nell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), la Campania che si accontenta del lento avvicinarsi ad un tale traguardo, e la Basilicata con un presidente agli arresti domiciliari perché accusato di invadenza pervasiva nella gestione della sanità».

IL PRIMARIO: «PAZIENTE ARRIVATO GIÀ STECCATO»

«Il paziente è arrivato in pronto soccorso già con la stabilizzazione di cartone e noi non l'abbiamo tolta solo per evitare di perdere tempo e per fare subito una radiografia allo scopo di prevenire eventuali complicazioni», ha detto all'Ansa il primario del Pronto Soccorso dell'ospedale Angelo Ianni a conclusione della direzione aziendale.

LE FOTO CIRCOLATE SONO ALMENO QUATTRO

Ma le foto circolate testimoniano che il cartone è stato utilizzato in almeno quattro casi e i bendaggi che si intravedono - suggerisce un medico a Repubblica - sembrano fin troppo professionali per eventuali medicazioni casalinghe, nota Gianluigi Scaffidi del sindacato dei medici Anaoo-Assomed

LA MINISTRA GRILLO ANNUNCIA UN'INDAGINE

«Quello che è accaduto al pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, dove pazienti con fratture sarebbero stati curati con fasciature di fortuna e cartoni, è di una gravità estrema. Nessuno intende sottovalutare le oggettive difficoltà in cui gli operatori svolgono la loro attività, ma quanto accaduto, se confermato, è frutto di evidenti ed ingiustificabili carenze organizzative», ha affermato in una nota il ministro della Salute, Giulia Grillo, assicurando che «faremo emergere tutte le responsabilità».

L'ISPEZIONE DEI NAS

A fare chiarezza, forse, saranno i carabinieri dei Nas che il 31 luglio mattina avrebbero condotto un'ispezione al Grande ospedale metropolitano che sarebbe durata alcune ore.

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