Scieri: sviluppi Pm Pisa su morte parà
2 Agosto Ago 2018 0835 02 agosto 2018

Svolta nel caso Scieri: cosa sappiamo sulla morte del parà

Un arresto per concorso in omicidio e altri indagati per la scomparsa del giovane trovato senza vita il 16 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. La prima inchiesta era stata archiviata.

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Sviluppi nelle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, il parà di leva siracusano trovato morto il 16 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa, sede del centro di addestramento della Folgore. Un ex commilitone è stato arrestato e ci sono altri indagati: una svolta che ridà slancio alle ombre del nonnismo che da subito si erano addensate sopra la morte del giovane, in mezzo a molti silenzi e omissioni dentro l'esercito.

IL CORPO TROVATO TRE GIORNI DOPO LA SCOMPARSA

Scieri, 26 anni, una laurea in giurisprudenza e già praticante in uno studio legale, scomparve il 13 agosto 1999, lo stesso giorno del suo arrivo alla caserma Gamerra per il servizio militare di leva dopo aver svolto il Car a Firenze. Fu poi trovato morto tre giorni dopo, ai piedi di una torre dismessa per il prosciugamento dei paracadute.

L'INCHIESTA RIAPERTA DOPO L'ARCHIVIAZIONE

La procura di Pisa ha riaperto l'inchiesta nel 2017, dopo che precedenti indagini erano state archiviate, ipotizzando che il giovane si fosse tolto la vita. A escludere l'ipotesi del suicidio, oltre alla famiglia di Scieri, la Commissione parlamentare d'inchiesta, istituita nel 2016 sulla morte del parà di leva e che aveva concluso i suoi lavori a dicembre, secondo cui il 26enne fu aggredito.

GLI ELEMENTI INCOMOPATIBILI CON L'IPOTESI DEL SUICIDIO

Per la Commissione parlamentare presieduta da Sofia Ammodio diversi sono gli elementi che hanno portato a escludere l'ipotesi del suicidio e anche quella di una prova di forza alla quale si voleva sottoporre Scieri scalando la torretta, «tesi che nel 1999 la catena di comando della Folgore suggerì alla magistratura». Quali? Per esempio una scarpa trovata troppo distante dal corpo, la ferita sul dorso del piede sinistro e quella del polpaccio del tutto incompatibili con la caduta dalla torretta.

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