Legge Mancino
Cronaca
3 Agosto Ago 2018 1210 03 agosto 2018

Che cos'è la legge Mancino

È il principale strumento legislativo per la repressione dei crimini d'odio. Ma per Fratelli d'Italia, Casa Pound e Lega contraddice la libertà di espressione garantita dalla Costituzione.

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La cosiddetta legge Mancino (25 giugno 1993, n. 205) è una norma della Repubblica Italiana che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali (leggi l'intervista all'ex ministro). La legge punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. Da tempo si discute in merito ad una possibile estensione della Legge Mancino ai reati basati sulla discriminazione in base all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Oggi è il principale strumento legislativo che l'ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d'odio.

Leggi anche: Fontana ha proposto di abolire la legge Mancino

RECLUSIONE E MULTE A CHI INCITA ALL'ODIO RAZZIALE

L'art. 1 dispone quanto segue: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, [...] è punito:

  • con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
  • con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni».

PROIBITO OSTENTARE SIMBOLI LEGATI ALL'IDEOLOGIA NAZIFASCISTA

L'art. 2 stabilisce che «chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi» come sopra definiti «è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa». Inoltre lo stesso articolo vieta la propaganda fascista e razzista negli stadi, disponendo che «è vietato l'accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli» di cui sopra. «Il contravventore è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno».

UNO STRUMENTO PER LA REPRESSIONE DEI CRIMINI D'ODIO

La "legge Mancino" si colloca all'interno di un complessivo quadro normativo volto a sanzionare le condotte riconducibili al fascismo e al razzismo. Fratelli d'Italia, Casa Pound e La Lega ne hanno più volte chiesto l'abrogazione sostenendo che contraddica la libertà di espressione garantita dall'articolo 21 della Costituzione. La Lega Nord ha proposto nel 2014 un referendum per abrogarla sostenendo che si tratta di una legge "liberticida".

PERCHÉ SI CHIAMA LEGGE MANCINO

È nota come legge Mancino, dal nome dell'allora Ministro dell'Interno che ne fu proponente, il democristiano Nicola Mancino. Uno dei primi effetti della legge fu lo scioglimento, proprio nel '93, del Movimento Politico Occidentale, un'organizzazione di estrema destra fondata nel 1984 dal quello che ne fu per anni il leader, Maurizio Boccacci.

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