Il Necrologio Di Sergio Marchionne
5 Agosto Ago 2018 0943 05 agosto 2018

La famiglia Marchionne: «Grazie a chi si è unito al nostro dolore»

Poche righe, confuse tra gli annunci mortuari di tante altre persone, per esprimere gratitudine a chi si è unito al dolore dei familiari dell'ex amministratore delegato di Fca scomparso a Zurigo il 25 luglio 2018.

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Poche parole per ringraziare chi ha partecipato, anche solo per un attimo, al dolore per la scomparsa di Segio Marchionne (leggi anche: I funerali di Marchionne, mistero anche per i parenti). In appena tre righe di necrologio su La Stampa, confuso tra quello di tante altre persone comuni, la famiglia dell'ex amministratore delegato di Fca ha voluto esprimere nella maniera più sobria possibile la propria gratitudine. «Manuela, Alessio e Tyler sentitamente ringraziano tutte le persone che si sono unite in cordoglio al dolore per la scomparsa di Sergio Marchionne», si legge nel breve trafiletto pubblicato su La Stampa domenica 5 agosto per volere della compagna Manuela Battezzato e i figli. Non c'è invece traccia del nome della moglie Orlandina da cui Marchionne era separato ma non divorziato. Il manager, per 14 anni a capo di Fiat-Chrysler, era stato ricoverato il 27 giugno in un ospedale a Zurigo a causa di un sarcoma alla spalla per il quale doveva essere operato.

Sergio Marchionne è morto

L'ex ad di Fca era ricoverato a Zurigo dal 27 giugno per un sarcoma alla spalla. Funerali in forma strettamente privata. A settembre le aziende del gruppo Agnelli lo ricorderanno a Torino e ad Auburn Hills. È morto a Zurigo l'ex amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne, ricoverato dallo scorso 27 giugno per un sarcoma alla spalla.

Il gruppo, in un comunicato diffuso sabato 21 luglio, aveva confermato che le sue condizioni di salute erano gravissime. Marchionne, nel pieno dell’intervento a cui era stato sottoposto, sarebbe stato colpito da embolia cerebrale, precipitando in coma. E a nulla sono valsi i disperati interventi dell’équipe medica per tentare rianimarlo. I danni cerebrali hanno reso la situazione irreversibile: da quel momento il manager era stato tenuto in vita artificialmente dalle macchine.

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