Laghi Italiani Rifiuti
Cronaca
6 Agosto Ago 2018 1315 06 agosto 2018

Sui laghi italiani 2,5 rifiuti per ogni metro quadrato di spiaggia

I risultati dell'indagine di Legambiente. La plastica si conferma la "regina" dell'inquinamento con una quota del 75,5% sui materiali ritrovati, a dimostrazione che il problema non riguarda soltanto i mari e gli oceani.

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Una media di 2,5 rifiuti per ogni metro quadrato di spiaggia. È il risultato del monitoraggio condotto da Legambiente sui laghi italiani Iseo, Maggiore, Como, Garda e Trasimeno. Anche in questo caso la plastica si conferma la "regina" dell'inquinamento con una quota del 75,5% sui materiali ritrovati, a dimostrazione che il problema non riguarda soltanto i mari e gli oceani.

L'indagine di Legambiente fa il punto sulle principali criticità che minacciano i nostri laghi e i loro ecosistemi: scarichi non depurati, rifiuti in acqua, perdita della biodiversità, cementificazione delle coste, captazione delle acque, incuria. Dopo la plastica, tra i materiali più trovati ci sono vetro e ceramica (10,3%), seguiti da metalli (4,7%) e carta (4,1%).

TROPPI MOZZICONI DI SIGARETTA

Sul podio dei rifiuti i mozziconi di sigaretta, al primo posto con una percentuale del 29,4%. Poi i frammenti di plastica, ovvero i residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione. A seguire bottiglie e pezzi di vetro (7,4%), sacchetti di patatine e dolciumi (5,6%), bastoncini per la pulizia delle orecchie (3,5%), frammenti di carta (3,34%).

PESA LA CATTIVA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI

La cattiva gestione dei rifiuti urbani è la causa principale dell'inquinamento sulle sponde dei laghi monitorati, dal momento che il 63% degli oggetti ritrovati è riconducibile ad essa. Questa categoria comprende sia gli imballaggi alimentari sia i mozziconi di sigaretta, ma anche accendini, pacchetti di sigarette e imballaggi dei pacchetti.

IL NODO DEGLI SCARICHI NON DEPURATI

Legambiente ha inoltre eseguito campionamenti dell'acqua in 17 laghi italiani situati in sei regioni: Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Umbria e Lazio. Nel 55% dei casi le analisi hanno evidenziato la presenza di cariche batteriche oltre i limiti di legge, a causa di scarichi fognari non depurati.

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