Caporalato Agricolo Italia
Cronaca
8 Agosto Ago 2018 1430 08 agosto 2018

Come funziona il caporalato agricolo in Italia

Secondo l'osservatorio "Placido Rizzotto" della Flai-Cgil, si tratta di un fenomeno che coinvolge a diversi livelli circa 15 mila persone. E che dall'autista arriva fino al boss.

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Dietro la parola caporalato si cela un'organizzazione gerarchica che dall'autista arriva fino al boss mafioso e di cui fanno parte circa 15 mila persone in tutta Italia. L'osservatorio "Placido Rizzotto" della Flai-Cgil ha fotografato il fenomeno nel settore agricolo (leggi anche: La questione meridionale tra migranti economici e caporalato 2.0).

UN ESERCITO DI CAPORALI

In ognuno dei 220 distretti agricoli censiti, il report del sindacato conta in media 34 caporali, pari a circa 102 per provincia. Ogni provincia, infatti, è caratterizzata dalla presenza di tre o quattro aree agricole più piccole, con caporali di diverso profilo sociale: mediamente 21 capi-squadra, 10 caporali dirigisti, due collusi con le organizzazioni criminali e uno organico a una cosca mafiosa. In totale circa 15 mila unità su tutto il territorio nazionale (leggi anche: Quando contro il caporalato al Sud c'era la vera Lega).

DAL CAPO-SQUADRA AL COLLUSO

I caporali non sono tutti uguali. C'è il capo-squadra, un 'primo tra pari', con mezzi di trasporto propri o in grado di affittarli, esperto del processo organizzativo legato alle fasi della raccolta: intorno a lui si aggregano squadre di lavoro fidelizzate che percepiscono, in nero o in grigio, un salario inferiore di un quarto rispetto al contratto. C'è poi il caporale dirigista che preleva quote rilevanti del salario del lavoratore imponendo il costo del trasporto (5 euro al giorno) e dei beni di prima necessità come acqua (1,5 euro), panino (3 euro) e in molti casi perfino l'alloggio. E poi ci sono le squadre di caporali collusi, che mantengono rapporti con le organizzazioni criminali in alcuni casi mafiose, gestiscono la tratta di esseri umani e a volte direttamente alcune aziende agricole tramite prestanome. Spesso si avvalgono di consulenze di professionisti per riciclare denaro sporco e utilizzano forme apparentemente legali di ingaggio come finte cooperative o società di servizi.

Caporalato, approvata la legge che punisce gli sfruttatori

Un risposta dura contro il caporalato. La Camera ha approvato in via definitiva (346 sì, nessun contrario, astenuti i deputati di Forza Italia e Lega) una legge che prevede pene più severe per gli intermediari che sfruttano i lavoratori. Ma d'ora in poi saranno sanzionabili, anche con la confisca dei beni, pure i datori di lavoro consapevoli del reato.

LA PIRAMIDE GERARCHICA

A seconda della funzione svolgono, i caporali occupano una diversa posizione nella piramide gerarchica. In basso, c'è la platea più numerosa dei caporali in contatto diretto con i braccianti, seguita dai caporali autisti e subito dopo dai caporali reclutatori. Più su si collocano i caporali di coordinamento squadre, i vicecapo e gli addetti alla logistica. Al vertice ci sono i caporali boss in contatto con le aziende.

AZIENDE E CAPORALI

Secondo l'osservatorio "Placido Rizzotto", sono circa 30 mila le aziende agricole che ingaggiano lavoratori in modo irregolare su tutto il territorio nazionale. Fra queste, quelle che si avvalgono di caporali capi-squadra sono 18 mila, pari al 60%; un altro 30%, ossia circa 9 mila aziende, ricorre a caporali violenti e dirigisti; la quota dei caporali alle dipendenze di aziende che direttamente o indirettamente sono colluse con organizzazioni criminali raggiunge il 10% del totale, ovvero quasi 3 mila. Di queste il 3%, cioè circa 900 aziende, ricorre a condotte correlabili al metodo mafioso.

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