Tre italiani dispersi sul Monte Bianco
Aggiornato il 10 agosto 2018 8 Agosto Ago 2018 1934 08 agosto 2018

Tre alpinisti italiani dispersi sul Monte Bianco

Ritrovato il corpo di uno dei tre scalatori dispersi sul versante francese del massiccio. Si tratta di Luca Lombardini, 31 anni. Per i soccorritori anche gli altri due compagni di cordata sarebbero morti.

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Dopo giorni di angoscia le speranze di trovare in vita i tre alpinisti italiani dispersi sul versante francese del massiccio del Monte Bianco si sono infrante in un crepaccio dell'Aiguille d'Argentière. I soccorritori hanno trovato il corpo senza vita di Luca Lombardini, 31 anni. Ma non si anno ancora notizie della Elisa Berton e del fratello Alessandro, un militare del Soccorso alpino della guardia di finanza di Bardonecchia.

IL RITROVAMENTO DEL PRIMO CORPO

La salma di Lombardini era nella crepacciata terminale della Petite Aiguille Verte (3.512 metri), lungo la destra orografica, sul versante dell'Aiguille d'Argentière. Sopra si trova una parete di circa 300 metri da cui in queste ore si verifica una continua caduta di materiale. Una zona pericolosa per i soccorritori, che dunque hanno potuto effettuare il recupero solo in elicottero e con il verricello, agganciando il corpo e tagliando la corda con cui verosimilmente era legato agli altri due. Il corpo di Lombardini è stato poi trasportato nella camera mortuaria di Chamonix, dove è stato riconosciuto ufficialmente.

Elisa Berton e i fratelli Luca (sx), il suo fidanzato e Alessandro Lombardini

SOSPESE LE OPERAZIONI DI RECUPERO DEGLI ALTRI DUE DISPERSI

Le operazioni di recupero della fidanza Elisa Berton (27) e il fratello Alessandro (28) al momento sono sospese. Riprenderanno nei prossimi giorni a cura del Peloton de gendarmerie d'haute montagne di Chamonix. Alle ricerche di questi giorni hanno preso parte anche i colleghi di Alessandro Lombardini, i militari del Sagf di Bardonecchia, insieme a quelli di Entrèves.

ALPINISTI DISPERSI DAL 7 AGOSTO

I tre alpinisti erano stati avvistati per l'ultima volta a Chamonix, verso le 7.30 del 7 agosto all'altezza degli impianti di risalita di Grand Montets. Le ricerche erano scattate quasi subito, ma le condizione avverse del clima hanno creato non pochi problemi ai soccorritori. Stéphane Bozon, comandante del Peloton de gendarmerie d'haute montagne (Pghm) di Chamonix (Francia), che conduce le operazioni, ha spiegato che «nella zona ci sono pareti rocciose, canali molto stretti» dove si verificano «cadute di pietre», oltre a «dei grandi crepacci, sia sul versante del Monte Bianco sia su quello del ghiacciaio dei Rognons». Ma, ha spiegato, «tutto ciò che è logico, accessibile a piedi e in elicottero è stato controllato». L'incidente sarebbe avvenuto quando i tre erano riusciti a raggiungere la vetta. È certo che almeno uno è scivolato, trascinando con sé i compagni di cordata. Un volo di 300 metri lungo la parete rocciosa, terminato all'interno del crepaccio. Anche se senza testimoni è impossibile ricostruire esattamente la dinamica.

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