Vaccini Obbligatori Scuola
Aggiornato il 09 agosto 2018 8 Agosto Ago 2018 1952 08 agosto 2018

Vaccini obbligatori, i presidi: «Senza certificato niente scuola»

Il ministro dell'Istruzione Bussetti dalla parte dei dirigenti scolastici: «Non possono essere gravati di incombenze in materia sanitaria». Giulia Grillo non ci sta e tira dritto sull'autocertificazione.

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Il tema della vaccinazioni obbligatorie divide il governo e gli stessi firmatari dalla la circolare sui vaccini presentata il 5 luglio che dà il via libera all'autocertificazione . Il ministro dell'Istruzione Bussetti ha dichiarato di condividere «le preoccupazioni dei dirigenti scolastici» schieratisi contro la misura. Il motivo? «Il diritto alla salute è prioritario, anche su quello all'istruzione». «I dirigenti scolastici non possono essere gravati di incombenze in materia sanitaria» ha scritto su Facebook Bussetti

LA MINISTRA GRILLO VA ALLO SCONTRO

La ministra della Salute Giulia Grillo è però decisa ad andare avanti per la sua strada: «Lo strumento dell'autocertificazione è stato usato per tutto il 2017, non capisco questa presa di posizione dei presidi. Lo useremo anche per il 2018, perché il governo precedente non ha istituito l'Anagrafe vaccinale nazionale e non volevamo caricare il cittadino di un onere ulteriore costringendolo a fornire tutta la documentazione». La ministra, che il 9 agosto è stata ospite di Omnibus su La7, ha quindi parlato di un «atto politico contro di me che non c'entro niente». Autocertificazione «significa certificare il vero e non il falso, altrimenti sono previsti sei mesi di carcere», ha puntualizzato Grillo. Per poi concludere: «Su vaccini la maggioranza ha depositato una proposta di legge che spinge per il metodo della raccomandazione, quello che noi prediligiamo dal punto di vista politico. Prevediamo misure flessibili di obbligo sui territori, quindi anche nelle regioni e nei comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche».

FREQUENZA POSSIBILE SOLO DOPO LA CONSEGNA DEL CERTIFICATO

L'Associazione nazionale dei presidi (Anp), in altre parole, non ritiene possibile che i bambini frequentino asili nido e scuole materne se all'inizio del prossimo anno scolastico non verrà presentato il certificato di avvenuta vaccinazione rilasciato dalle autorità sanitarie competenti. Il rinvio dell'obbligo vaccinale al 2019-2020, d'altra parte, è stato inserito nel decreto Milleproroghe con un emendamento targato M5s-Lega, ma il provvedimento sarà convertito in legge soltanto dopo l'estate. E l'ipotesi che nel frattempo, cioè per il 2018-2019, si proceda con la circolare ad hoc che pure i ministeri della Salute e dell'Istruzione hanno presentato è stata bloccata dallo stesso premier Giuseppe Conte. L'Anp ha avuto un incontro al ministero della Salute l'8 agosto, al termine del quale ha deciso di rendere pubblica la propria posizione: «Allo stato delle cose, se non verrà presentato all'inizio del nuovo scolastico il certificato delle Asl, non potremo permettere la frequenza dei bambini agli asili nido e alla scuola materna. Per ora resta in vigore la legge Lorenzin, sarà quest'ultima ad essere applicata». Per cercare di risolvere la situazione, ci sarà un nuovo incontro al ministero alla fine di agosto.

NO ALLE CLASSI DIFFERENZIALI

In ogni caso il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli, ha spiegato che i dirigenti scolastici sono pubblici ufficiali tenuti a rispettare «la Costituzione, le leggi e i principi di base dell'ordinamento». E sono anche chiamati a garantire l'incolumità di tutti coloro che frequentano gli ambienti scolastici. Secondo l'Anp, se la legge Lorenzin venisse modificata nel senso ipotizzato dalla circolare ministeriale, la presenza di bambini non vaccinati nelle scuole metterebbe a rischio la salute dei compagni che non si possono vaccinare e di quelli le cui difese immunitarie sono indebolite a causa di diverse patologie. Infine, sulla possibilità di istituire classi differenziali composte da soli bambini vaccinati in cui inserire quelli immunodepressi, l'Anp ha ribadito il suo netto dissenso: «Sia perché si porrebbe un grave problema di carattere organizzativo, sia perché i bambini non sarebbero comunque protetti nei momenti di ricreazione e nei numerosi spazi comuni e se ne violerebbe, di conseguenza, il diritto all'incolumità».

L'ALTOLA' DEI PEDRIATI: «IN SANITA' AUTOCERTIFICAZIONE NON VALIDA»

Per il Collegio dei professori universitari di pediatria la circolare Grillo-Bussetti, che prevede l'autocertificazione per i vaccini, «non solo confligge con la vigente normativa sulla certificazione delle vaccinazioni obbligatorie, ma contrasta con il DPR 445/2000 che recita 'I certificati medici, sanitari [...] non possono essere sostituiti da altro documento». Una posizione molto simile a quella dei presidi: l'autocertificazione non è «utilizzabile in campo sanitario se non a seguito di espressa previsione legislativa».

UN MECCANISMO PER ALLENTARE I CONTROLLI

Per il Collegio «il cosiddetto 'snellimento delle pratiche burocratiche', in realtà l'autocertificazione, allenta le maglie del controllo e aumenta il rischio che un numero crescente di bambini accedano alla comunità scolastica senza le necessarie protezioni nei confronti di malattie che possono sconvolgere la loro vita e quella delle loro famiglie». La legge 119 del 2017 sulla prevenzione vaccinale, affermano i docenti, «ha rappresentato un indubbio passo in avanti ai fini del raggiungimento di una copertura vaccinale che metta in sicurezza tutta la popolazione pediatrica».

I PRESIDI: «PRONTI A NUOVO INCONTRO AL MINISTERO»

Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi è tornato sulla questione della necessità di un certificato di avvenuta vaccinazione spiegato che i presidi non hanno «alcun intento polemico, siamo una associazione apartitica, non facciamo politica, critichiamo i provvedimenti che non ci vedono d'accordo; diamo atto dell'estrema disponibilità, del dialogo e della cortesia del ministero della Salute. Semplicemente diciamo la nostra sull'organizzazione della vita scolastica. E dissentiamo su alcune posizioni della ministra Grillo ma è reciproco».

«LA LEGGE NON PREVEDE ALCUN TIPO DI AUTOCERTIFICAZIONE»

«La legge Lorenzin», ha spiegato ancora il capo dell'Associazione nazionale presidi, «prevedeva la possibilità di presentare autocertificazioni nell'anno scolastico 2017-2018 perchè le dosi di vaccino diffuse nelle Asl furono milioni e queste ultime furono affogate di lavoro. Ora, per l'avvio del nuovo anno scolastico, la legge non prevede autocertificazione, in materia sanitaria o la legge dice che si può autocertificare qualcosa o non si può fare», ha aggiunto. «Nella circolare dei ministeri della Sanità e dell'Istruzione si dice che per alleggerire il carico le famiglie possono fare l'autocertificazione», ha proseguito Giannelli, «ma oggi se un genitore va alla Asl o quest'ultima mette in lista il bambino per la vaccinazione o la fa subito e dà un pezzo di carta al genitore che testimonia il tutto. Se il genitore non ha quel pezzo di carta vuol dire che non è andato alla Asl. Il rischio è che si fa capire al genitore che basta scrivere due righe ed è a posto ma poi il preside deve fare il controllo, e se trova abusi ha il dovere di escludere il bambino dalla frequenza e denunciare il genitore».

«I GENITORI DEVO FAR VACCINARE I FIGLI»

Per Giannelli, «la semplificazione rischia di sortire un effetto pessimo, si stanno diffondendo dei messaggi in tal senso anche sui social. È lodevole l'intento del ministro ma noi temiamo che poi si inneschi un colossale travisamento. I genitori devono portare i bambini alle Asl e devono vaccinare i figli, hanno tutto il tempo per farlo». Come finirà la vicenda? «Aspettiamo di rincontrarci a fine agosto al ministero della Salute», ha consluso Giannelli, «e vediamo cosa succederà all'inizio anno scolastico, vedremo se le nostre idee collimano. Ripeto: non ci interessa in alcun modo fare politica, vogliamo solo tutelare la salute e far sì che il lavoro nelle scuole sia corretto e ordinato».

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