Spari contro migrante ospite a Pistoia
9 Agosto Ago 2018 1040 09 agosto 2018

Spari contro un migrante a Pistoia, autori due 13enni

I ragazzini hanno ammesso le loro responsabilità, ma hanno negato motivazioni razziali o politiche.

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Sono due ragazzini di 13 anni i responsabili delle offese e degli spari a salve contro un migrante originario del Gambia avvenuti la sera del 2 agosto a Vicofaro, in provincia di Pistoia. La polizia ha spiegato che i due ragazzini hanno ammesso le loro responsabilità, ma hanno etichettato il tutto come un «momento goliardico», escludendo «qualsiasi riconducibilità del gesto a motivi razziali o politici». L'episodio era stato denunciato da don Massimo Biancalani, attivo a Vicofaro nel campo dell'accoglienza: «Ci sono stati degli spari», aveva raccontato il prete, «due giovani italiani al grido 'negri di m...a' hanno sparato uno o due colpi in direzione di uno dei nostri ragazzi migranti che fortunatamente è rimasto illeso. Sono in corso le indagini, per il momento non so dirvi altro» (leggi anche: Fontana ha proposto di abolire la legge Mancino).

AL MIGRANTE AVEVANO URLATO: «NEGRO BASTARDO»

Nel ricostruire l'avvenimento con la polizia i due hanno confermato di aver urlato «negro bastardo» al migrante prima di sparare sparato due colpi a salve da una scacciacani. «È stata una goliardata», hanno ribadito in sostanza agli investigatori, «non ci sono dietro motivi ideologici». I due frequentano le medie e sono italiani. Abitano con le famiglie a Pistoia, una delle quali vive in un alloggio popolare. La pistola scacciacani è del padre di uno di loro ed è stata trovata, senza il tappo rosso obbligatorio, durante le perquisizioni a casa. Il 2 agosto hanno preso la scacciacani. Prima di transitare nei pressi della chiesa di Vicofaro, avevano fatto una 'sessione' di spari a salve in un terreno dietro una palestra, per passare il tempo. Poi, spostandosi in bicicletta, hanno incrociato il migrante, il gambiano Buba Ceesay che si stava allenando, e hanno esploso i colpi.

IL FASCICOLO PASSA ALLA PROCURA DEL TRIBUNALE DEI MINORI

La Digos e la Squadra mobile di Pistoia, coordinate dalla procura della città toscana, attraverso testimonianze e immagini di videosorveglianza hanno accertato la presenza di un gruppo di minorenni che il 2 agosto, nelle ore in cui sono avvenuti i fatti, si aggirava per le strade di Vicofaro. Sono state poi perquisite le case di alcuni dei ragazzini, alla ricerca dell'arma con cui erano stati esplosi i colpi. A quel punto i due 13enni, alla presenza dei genitori, hanno confessato e hanno fatto ritovare alla polizia la pistola scacciacani utilizzata e circa 200 proiettili a salve. I due ragazzini, poiché hanno meno di 14 anni, non sono imputabili e il fascicolo delle indagini è stato trasmesso alla procura presso il tribunale dei minori di Firenze.

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