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12 Agosto Ago 2018 1955 12 agosto 2018

Nuovo caso Aquarius: in viaggio con 141 migranti senza porto

La nave di Sos Mediterranee ha salvato 141 persone ma non ha ancora ricevuto indicazioni per lo sbarco. E attacca: «Cinque navi hanno ignorato i migranti in mare». Accuse anche al coordinamento libico.

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Soccorsi ignorati dalle navi e la Aquarius sempre più sola, diretta verso le coste europee con a bordo 141 migranti tratti in salvo al largo della Libia dove «non vengono coordinati i salvataggi». A lanciare l'allarme sono state proprio le Ong 'Sos Mediterranee' e 'Medici Senza Frontiere' che hanno chiesto ai governi Ue di «assegnare un luogo sicuro di sbarco più vicino possibile» denunciando che «le navi potrebbero non essere disposte a rispondere a coloro che sono in difficoltà a causa dell'alto rischio di rimanere bloccate e di vedersi negare un luogo sicuro di sbarco».

SALVINI CHIUDE ANCORA AD AQUARIUS

Sembra esclusa l'ipotesi che la nave, con a bordo il 70% di migranti provenienti da Somalia ed Eritrea, possa attraccare in Italia: l'11 il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha detto che «la Aquarius non vedrà mai un porto italiano«. A riferire del nuovo corso degli eventi in mare sono stati gli stessi migranti, tra cui 67 minori non accompagnati, soccorsi dalla Aquarius il 10: «precedentemente abbiamo incrociato cinque diverse navi, ma non ci hanno offerto alcuna assistenza».

IL CENTRO LIBICO NON È IN GRADO DI COORDINARE I COLLEGAMENTI

Dopo il 'no' della Libia, la nave della ong si sta ora dirigendo verso nord per richiedere il luogo di sbarco più vicino a un altro Centro di Coordinamento. «I governi europei hanno fatto tutto il possibile per sostenere il Centro di Coordinamento dei Soccorsi libico, tuttavia gli eventi mostrano che non hanno assolutamente la capacità di coordinare un salvataggio», ha detto Aloys Vimard, coordinatore di MSF a bordo di Aquarius, secondo il quale «un soccorso non è completo fino a quando non avviene lo sbarco in un luogo sicuro».

NESSUN PORTO SICURO ASSEGNATO PER LO SBARCO

«Il Centro di Coordinamento dei Soccorsi Libico», ha aggiunto Vimard, «ci ha chiaramente detto che non ce lo avrebbe assegnato. Inoltre non ha informato l'Aquarius delle imbarcazioni in pericolo di cui era a conoscenza». Durante le operazioni di salvataggio, la ong ha riferito di aver informato delle operazioni svolte tutte le autorità competenti tra cui i Centri Nazionali di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Italia, Malta e Tunisia. Finora nessuna certezza e nessun porto sicuro.

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