Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
Viadotto Morandi Genova Vittime
Cronaca
Aggiornato il 23 agosto 2018 15 Agosto Ago 2018 0930 15 agosto 2018

Le cose da sapere sul crollo del viadotto Morandi a Genova

I monconi del ponte rimasti in piedi sono pericolanti, vanno abbattuti o messi in sicurezza. Fincantieri si offre per la ricostruzione, Cdp pronta a sostenere le imprese.

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Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova prende sempre più corpo l'ipotesi che a provocare il disastro, il cui bilancio è di 43 morti, sia stata la rottura di un tirante. «Abbiamo ricevuto una relazione della commissione ministeriale», ha detto il 22 agosto il prefetto del capoluogo ligure, Fiamma Spena, «in cui si segnala sul pilone numero 10 un evidente stato di corrosione di grado elevato: quattro su una scala di cinque». Si tratta della struttura che sostiene il moncone Est del viadotto, rimasto in piedi ma ritenuto pericolante. Sulla tragedia è stata aperta un'inchiesta al momento senza indagati, nell'ambito della quale sono stati perquisiti gli uffici del provveditorato alle Opere pubbliche di Genova e le sedi di Autostrade per l'Italia. Prosegue inoltre la discussione politica sull'opportunità di togliere ad Autostrade la concessione per la gestione della rete (guarda anche: La vignetta di Charlie Hebdo sul ponte crollato).

FINCANTIERI SI OFFRE PER LA RICOSTRUZIONE

Il 23 agosto l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, in visita allo stabilimento di Ansaldo Energia sfiorato dal crollo del ponte, ha detto che la società da lui guidata «è in grado di ricostruire il viadotto, ma nessuno per il momento ce lo ha chiesto. Fincantieri ha tutte le capacità e le conoscenze per costruire un'opera di questo genere, ne stiamo facendo quattro in Belgio». L'eventuale coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti nella paventata nazionalizzazione di Autostrade per l'Italia, invece, appare sempre meno probabile. L'amministratore delegato della finanziaria di Stato, Fabrizio Palermo, ha infatti detto che «il ministero si è già espresso sull'argomento», rimandando al no arrivato dal titolare dell'Economia, Giovanni Tria. Cdp, ha detto ancora Palermo, può invece dare «sostegno finanziario alle imprese e alle infrastrutture». Il governatore della Regione Liguria e commissario per l'emergenza ponte, Giovanni Toti, ha commentato così: «Autostrade ha la titolarità e la responsabilità dei lavori di ricostruzione, ma da un punto di vista politico auspico che prenda in considerazione la disponibilità di un colosso come Cdp data la qualità e quantità di tecnologia delle aziende che ci sono dentro».

L'OMAGGIO DELLA FERRARI

La Scuderia Ferrari rende omaggio alle vittime della tragedia di Genova in occasione del GP del Belgio, e lo fa con l'immagine del ponte Morandi unito dallo stemma di Maranello disegnato sulla livrea delle due monoposto, di Vettel e Raikkonen, in pista a Spa. A dieci giorni dal crollo del viadotto che ha causato 43 morti, sulle Rosse di Vettel e Raikkonen l'omaggio è accompagnato da un messaggio, la scritta «nei nostri cuori».

I MONCONI DEVONO ESSERE ABBATTUTI O MESSI IN SICUREZZA

Il 22 agosto la commissione ispettiva del ministero dei Trasporti ha consegnato una relazione in cui afferma che i due monconi del viadotto rimasti in piedi devono essere entrambi abbattuti o messi in sicurezza, partendo in tempi rapidi da quello Est che come una tettoia resta in bilico sopra i civici di via Porro. C'è infatti un forte rischio di cedimento. Nel momento in cui la decisione sull'abbattimento diventerà ufficiale, verrà chiesto alla procura di Genova di procedere con il dissequestro dei monconi stessi. Anche i consulenti dei pm, del resto, hanno certificato il 23 agosto lo stato di degrado dei monconi, con particolare riferimento a quello Ovest. Il ministero dei Trasporti e Autostrade per l'Italia adesso dovranno avviare gli interventi necessari, optando per l'abbattimento oppure per la messa in sicurezza.

SCRICCHIOLII DAL PONTE, FERMATE LE OPERAZIONI DI RECUPERO DEI BENI

La procura di Genova si era già detta pronta, in caso di concreto pericolo, ad autorizzare l'abbattimento dei resti del ponte. Scricchiolii uditi il 19 agosto e 20 agosto, del resto, hanno convinto i vigili del fuoco a interrompere le operazioni di recupero degli oggetti personali dalle abitazioni evacuate in via Porro e via Fillak. La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso.

IL PIANO CASE PER GLI SFOLLATI

Continua intanto la consegna degli alloggi alle famiglie sfollate, 251 nuclei per un totale di 553 persone. Dopo le cinque case consegnate il 20 agosto, altre sei abitazioni sono state assegnate sempre nella zona di San Biagio in Valpolcevera, a quattro chilometri di distanza dal ponte crollato. Le famiglie a cui è stato consegnato l'alloggio potranno trasferirsi immediatamente contando anche sul contributo fino a 10 mila euro frutto dell'accordo tra Regione Liguria e Società Autostrade come rimborso sull'acquisto degli arredi, data l'impossibilità di accedere agli alloggi situati nella zona rossa per motivi di sicurezza. Altre 33 case saranno consegnate entro il 3 settembre in tutto il Comune (tra Voltri, Pegli, Bolzaneto, Molassana, Cornigliano, Sampierdarena), mentre 60 alloggi ora in ristrutturazione saranno consegnati entro fine settembre. Cento entro fine ottobre e 150 a fine novembre (leggi anche: Quando sono state costruite le case sotto ponte Morandi).

PEDAGGIO SOSPESO E RIMBORSO A PARTIRE DAL 14 AGOSTO

Autostrade per l'Italia ha intanto sospeso il pedaggio sulla rete genovese: a partire dalle 11 del 20 agosto non verrà chiesto il pagamento agli automobilisti in transito. La stessa società in una nota ha fatto sapere che cui con una semplice dichiarazione (recandosi presso i Punto Blu di Genova Ovest e Genova Sampierdarena, oppure scrivendo a info@autostrade.it) coloro che hanno pagato il pedaggio sulle tratte interessate a partire dal 14 agosto potranno chiederne il rimborso.

LA STORIA DEL PONTE MORANDI

Il viadotto Morandi è stato costruito tra il 1963 e il 1967 con una struttura mista: cemento armato precompresso per l’impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile. Nel corso degli anni è stato sottoposto a manutenzioni profonde, tanto che dopo 30 anni si era già speso in lavori l'80% di quanto era servito per la sua realizzazione. Recentemente, nel 2015 e nel 2016, la struttura era stata oggetto di due interrogazioni parlamentari dell'ex senatore di Scelta civica Maurizio Rossi, rivolte all'allora ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

LA RISTRUTTURAZIONE NEGLI ANNI 90

Imponenti lavori di manutenzione straordinaria sono stati effettuati tra la fine degli Anni 80 e i primi Anni 90, compreso il rafforzamento con nuovi cavi degli stralli originari della pila 11. Tuttora erano in corso lavori di consolidamento. Sul sito di Autostrade per l'Italia si legge che ulteriori appalti del valore di circa 20 milioni di euro sarebbero stati assegnati a breve: 14,7 milioni per lavori parte a corpo e parte a misura, 5,4 milioni per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Obiettivo: rafforzare i tiranti in cemento armato su cui non si era intervenuti in precedenza. Il bando è datato 28 aprile 2018 e la gara vera e propria si sarebbe conclusa alla fine di settembre.

LA MANCATA SOSTITUZIONE CON LA GRONDA

Da anni a Genova si discute della necessità di un nuovo raccordo alternativo al ponte Morandi, considerata infrastruttura a rischio. Giovanni Mari, giornalista del Secolo XIX, che segue la vicenda da molto tempo, ha scritto su twitter che: «Il rifacimento di Ponte Morandi è considerato una priorità dal 2001. Nel 2002 Autostrade accettò il primo progetto per il nuovo passante». È un dato di fatto, documentato da una relazione di Autostrade, che nel 2009 si studiò l'ipotesi di una demolizione controllata del viadotto nell'ambito del progetto sulla Gronda di Genova. Al progetto il Movimento 5 stelle e Beppe Grillo si erano sempre opposti appoggiando i No Gronda. Gli attivisti nel 2013 avevano definito «una favoletta» l'idea che il ponte potesse crollare. Ma l'ipotesi fu accantonata, anche perché senza un'alternativa pronta, senza un bypass, sarebbe venuta meno l'unica via di collegamento tra Genova e la Francia.

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