Vincino Morto Vignettista
Cronaca
21 Agosto Ago 2018 1459 21 agosto 2018

Il vignettista Vincino è morto

Nato Vincenzo Gallo, si è spento a Roma a 72 anni. È stato disegnatore per il Corriere della Sera, Il Foglio, Il Male e Lettera43.it fin dai primi anni del sito.

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È morto a Roma Vincino, pseudonimo di Vincenzo Gallo. Il vignettista e giornalista aveva 72 anni ed era malato da tempo. Disegnava per Lettera43.it fin dai primi anni del sito (clicca qui per le sue vignette). Il collega Vauro gli ha subito dedicato un omaggio su Facebook.

Ciao Vincino amico mio! Vauro 😢

Geplaatst door Vauro op Dinsdag 21 augustus 2018

Il Foglio, quotidiano sul quale Vincino ha disegnato per anni, lo ha definito «la nostra speranza, il nostro specchio, la nostra risorsa d'acqua e di alcol e di fumo».

«Siamo addolorati per la morte del vignettista e giornalista de Il Foglio Vincenzo Gallo, in arte Vincino. Oggi perdiamo un grande e stimato professionista. Ci stringiamo intorno alla famiglia e ai suoi cari», è la la nota di cordoglio dei capogruppo M5s di Camera e Senato Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli. Su Twitter l'ex premier Paolo Gentiloni è stato tra i primi a ricordare l'artista.

«Cordoglio del‪ Gruppo Fi della Camera‬ per la scomparsa di Vincenzo Gallo, conosciuto da tutti con lo pseudonimo di Vincino. Uomo di grande spirito, vignettista satirico arguto e mai banale, intelligente ed eclettico osservatore politico. Mancherà a tutti noi», ha scritto su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

LA CARRIERA DI VINCINO

Nato a Palermo nel 1946, dal 1968 milita in Lotta continua nel capoluogo siciliano. L'anno successivo comincia a collaborare con il quotidiano palermitano L'Ora. Nel 1972 viene chiamato nella capitale a Lotta continua, dove resta fino al 1978, quando fonda e dirige L'avventurista, inserto satirico del quotidiano del movimento. Nello stesso anno partecipa alla nascita della storica rivista Il Male, di cui sarà direttore per quattro anni. «Facevo una striscia su Lotta continua di cronaca parlamentare», un suo ricordo riportato da Giorgio Dell'Arti, «cominciai a raccontare l’attività dei lobbisti, dei velinari, il ruolo dei giornalisti. Mi dissero che era sconveniente. Che non ci si rompe le scatole tra di noi. Raccontai che dal tabaccaio della Camera dei deputati vendevano gli accendini di contrabbando.

Charlie Hebdo sul sisma? Natangelo e Vincino approvano

INTERVISTA DOPPIA Spaghettate solidali. Sugo simbolo di Amatrice. "I media italiani hanno usato quel linguaggio. Charlie è stata al gioco". I vignettisti Vincino e Natangelo a L43. "Non ho visto la vignetta, dove la trovo?". Vincenzo Gallo, in arte Vincino, prima di parlare vuole vedere con i suoi occhi.

«Raccontai l’uso improprio delle interrogazioni. Mi vietarono l’ingresso. Allora presi un permesso per il pubblico. Sotto il cartello che diceva: “Vietato prendere appunti”, mi misi a disegnare sul mio taccuino. Successe un casino. Nilde Iotti mi fece venire a prendere dai commessi. Io mi attaccai al cornicione rifiutandomi di consegnare il taccuino. I radicali urlavano: “Guardate lassù: c’è un giornalista che vuole fare il suo lavoro”. I comunisti: “Macché giornalista, è un cialtrone”. E cominciarono a picchiarsi».

Vincino e il flusso d'incoscienza

Populista, ballista, spaccone, aristocratico, fumato, estremista. Questo è Vincino secondo Giuliano Ferrara, l'uomo che nel mondo del giornalismo lo conosce meglio di tutti. Il direttore che se lo portò al Foglio con sé ventidue anni fa perché, in realtà, "altri fanno satira. Lui ha fatto stile".

Nel 1987 inizia a lavorare con il Corriere della sera. Nel 1988 esce Cuore e ne diventa una delle colonne portanti, fino alla chiusura. Dal 1995 comincia a lavorare a Il Foglio, con cui ha collaborato fino alla morte. «La sinistra ha una capacità censoria enorme», un'altra citazione riportata da Dell'Arti, «se diventi una voce discordante, subito si fa il vuoto intorno. Ti cacciano. Gli amici non ti salutano. Sei un traditore, uno schifoso, un pezzo di merda, uno stronzo. Come è successo a Forattini. Non mi perdonano di collaborare al Foglio. Franca Rame, alla trasmissione di Santoro su Travaglio, mi disse: “Non ti considero più mio amico”». Nell'ottobre del 2011, insieme con Vauro, rifonda Il Male, che dura due anni. Dal 2013 ha iniziato a disegnare regolarmente per Lettera43.it. Nel 1987 nasce sua figlia Costanza e nel 1990 la seconda figlia Caterina.

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