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Cronaca
22 Agosto Ago 2018 2058 22 agosto 2018

Perché sono stati elusi i diritti dei bambini sulla nave Diciotti

Per i minorenni non accompagnati, è previsto «il divieto di respingimento». Ecco gli obblighi per lo Stato previsti da convenzioni internazionali e leggi italiane.

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Secondo il procuratore della Repubblica dei minori di Catania, Caterina Ajello, a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera «sono stati elusi i diritti» dei minorenni non accompagnati. Per questa ragione, considerato quanto prevedono sia le convenzioni internazionali che le leggi italiane, i 29 ragazzini devono essere fatti sbarcare. In altre parole, la permanenza a bordo dei minori è contro la legge. Con Ajello si è schierato anche il procuratore d'Agrigento, che indaga sul caso Diciotti: «In base alle convenzioni internazionali e alla legge italiana, i 29 minori non accompagnati hanno il diritto di sbarcare», ha detto il magistrato, che ha fatto un sopralluogo sulla nave.

Scontro frontale tra Salvini e Fico sulla Diciotti

"Tu fai il presidente della Camera e io faccio il ministro, con un programma e un contratto di governo ben preciso", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, in una diretta Facebook, rivolgendosi al presidente della Camera Roberto Fico che stamani ha chiesto di far sbarcare i migranti a bordo della Diciotti .

Per i minorenni non accompagnati, sottolinea il procuratore della Repubblica dei minori di Catania - che ha scritto ai ministri dell'Interno e delle Infrastrutture, al Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione e al Prefetto - è previsto «il divieto di respingimento»; inoltre sussiste il diritto di «essere accolti in strutture idonee, avere un tutore, presentare domanda di protezione internazionale e di essere ricongiunti ad eventuali parenti regolarmente soggiornanti in altri stati europei». L'iniziativa del magistrato minorile è arrivata dopo il deposito di un esposto firmato dall'associazione InterSos, secondo cui alcuni dei minori eritrei a bordo della Diciotti avrebbero segni evidenti degli abusi e delle violenze subite nel proprio Paese o disagi psicologici.

Molti di loro hanno già parenti, soprattutto fratelli, nel resto d'Europa. Altri, più di una decina, si dichiarano maggiorenni ma sono «potenzialmente minori». Sempre secondo InterSos, a bordo - accompagnati da almeno un genitore - ci sono anche un bimbo di quattro mesi, uno di poco più di un anno e un altro di sei. A sollecitare lo sbarco dei 29 ragazzini, oltre ai magistrati e a numerose associazioni, è anche l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, che ha scritto una lettera al Comandante generale della Guardia Costiera e al Capo Dipartimento libertà civili del ministero dell'Interno chiedendo con urgenza informazioni ufficiali sui minori a bordo «fondamentali per poter organizzare tempestivamente le necessarie misure di accoglienza previste dal nostro ordinamento giuridico». Tutto ciò in considerazione del fatto che «i minorenni non possono essere respinti e devono essere adeguatamente accolti».

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