Stupro Menaggio Scarcerati
l'inchiesta
3 Settembre Set 2018 2103 03 settembre 2018

Scarcerati i tre accusati dello stupro di Menaggio

Secondo il Gip la versione fornita dalle due ragazze sarebbe contraddittoria, diversamente da quella della difesa. Ma rimane la richiesta di fermo per l'uomo macedone fuggito.

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Il racconto delle ragazze che hanno denunciato di essere state violentate a Menaggio presenta delle contraddizioni, mentre la ricostruzione fornita dagli indagati oltre che convergente è plausibile. Per questo motivo, mancando gravi elementi di prova e rischio di una fuga, il gip di Como Carlo Cecchetti non ha convalidato il fermo e ha scarcerato i tre giovani fermati nei giorni scorsi per violenza sessuale di gruppo, con l'accusa di avere violentato due turiste di 17 anni, italiane, sulla spiaggia del lido di Menaggio, sul lago di Como. I tre, insieme a un ventenne moldavo irreperibile, rimangono ovviamente indagati, ma la loro posizione si è alleggerita. Secondo il gip, l'unico episodio di violenza sessuale per per cui ci sono indizi, infatti, è quello che ha visto come protagonista il moldavo ai danni di una sola ragazza. Per lui ha convalidato il fermo anche se riqualificando il reato da violenza sessuale di gruppo a violenza sessuale.

LA VERSIONE DELLE DUE RAGAZZE SAREBBE CONTRADDITTORIA

L'udienza di convalida del tre settembre era attesa come primo momento di riscontro delle pesanti accuse piovute su un barman di 22 anni di Chiesa Valmalenco (Sondrio), un albanese di 19 anni e un etiope di 22, tutti al lavoro come stagionali sul lago di Como, dopo la denuncia delle due ragazze minorenni, ospiti con amiche di una struttura vicino a Menaggio. I tre fin dall'inizio avevano negato ogni addebito, attribuendo gli unici atti non consenzienti al quarto indagato, il moldavo che nel frattempo è scappato dall'Italia e tornato nel suo Paese. Una versione confermata anche durante l'interrogatorio di convalida in cui hanno detto che avrebbe costretto una delle diciassettenni ad avere un rapporto sessuale «contro la sua volontà». Il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari ha evidenziato che l'unica fonte di prova a carico dei tre indagati è costituita dalle dichiarazioni delle due ragazze, che mostrano alcune contraddizioni. Gli indagati, durante l'interrogatorio, hanno invece ricostruito i fatti con versioni complessivamente concordi e, astrattamente, plausibili.

LA PROCURA DI COMO: ADESSO SILENZIO

Da parte sua la Procura di Como, che aveva disposto i fermi eseguiti dai carabinieri, «si riserva di effettuare ulteriori approfondimenti investigativi, evitando allo stesso tempo di fornire ulteriori particolari inerenti un episodio che si ritiene abbia certamente colpito persone accusate e vittime» ha scritto in una nota il procuratore Nicola Piacente confermando che l'inchiesta va avanti, «pienamente rispettando la decisione assunta dal Giudice per le indagini preliminari (comunque non equiparabile ad una pronuncia di assoluzione, attesa la fase interlocutoria in cui è intervenuta)». Le due ragazze avevano denunciato ai carabinieri di essere state agganciate dai quattro giovani nella notte tra l'8 e 9 agosto scorsi e di aver passato alcune ore a bere e ballare con loro in un locale. Dopo, hanno detto di essere state portare, invece che nel loro alloggio, a pochi chilometri di distanza, nella spiaggia del lido di Menaggio, in quel momento deserta. Una delle due ha raccontato di essere stata violentata dall'italiano e dall'albanese, l'altra di avere subito molestie da parte del moldavo. Marginale rimarrebbe il ruolo del quarto indagato, il giovane di origini etiopi, che avrebbe soltanto guidato l'auto. «Lui si è limitato a condurre. Era l'autista di questa compagnia" ha spiegato l'avvocato del ventiduenne Ernestina Lanzetti, aggiungendo che "non ha commesso nessun presunto atto di violenza».

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