medicina-test-metodo-esame-numero-chiuso
Cronaca
4 Settembre Set 2018 1402 04 settembre 2018

Test di ingresso a Medicina: proteste e polemiche

Al via le prove per l'accesso ai corsi a numero programmato nazionale. Gli studenti contro il numero chiuso. Mobilitazione a Firenze e a Siena. Interviene il M5s. 

  • ...

Sono cominciati il 4 settembre con Medicina i test per l'accesso ai corsi a numero programmato nazionale (leggi anche: test di ammissione, il metodo d'esame e il calendario). «Quest'anno abbiamo aumentato i posti disponibili», ha twittato il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti. «Continueremo a lavorare con gli atenei in questa direzione. Un grande in bocca al lupo a chi sta sostenendo le prove». Così su Twitter il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti.

MANIFESTAZIONI A FIRENZE E SIENA

Inizio, però, caratterizzato dalle polemiche degli studenti contrari al numero chiuso. E dal dibattito politico con il M5s che si dice pronto a rivedere i test di ingresso. Ma anche dalle proteste. A Firenze, davanti all'ingresso della Fortezza da Basso dove era in corso il test, è andata in scena una protesta. Sei giovani, militanti del Fronte della gioventù comunista, hanno srotolato uno striscione, acceso alcuni fumogeni e letto al megafono un intervento contro i test di accesso agli atenei. Sul posto è intervenuta la polizia. I manifestanti, tra cui un minorenne, sono stati portati in questura per essere identificati. Nei loro confronti scatterà una denuncia per manifestazione non autorizzata. Anche a Siena c'è stata una mobilitazione del sindacato universitario Link Siena, con un presidio e uno striscione apposto e poi rimosso all'ingresso del Centro didattico del policlinico Le Scotte dove si svolgeva la prova. «Medici fantasma. Chi si cura del Servizio sanitario nazionale?» era scritto sullo striscione.

IL BLITZ DELL'UDU AL MIUR E LA GUIDA AL TEST SICURO

«Anche quest'anno, dopo il nostro blitz notturno al Miur, saremo presenti all'ingresso delle facoltà per distribuire la nostra Guida al test Sicuro», ha fatto sapere l'Unione degli universitari (Udu). «Al suo interno è indicato tutto ciò che deve accadere affinché il test si svolga in maniera regolare. Siamo pronti a raccogliere ogni segnalazione di irregolarità all'indirizzo mail: ricorsi@unionedegliuniversitari.it». Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell'Udu, ricorda che «quest'anno il numero chiuso compie 18 anni. Come ogni diciottesimo compleanno che si rispetti, anche per il numero chiuso il festeggiamento è d'obbligo. Peccato che a festeggiare saranno in pochi: gli ordini professionali che traggono vantaggio dal basso numero di laureati; i baroni e i rettori universitari, che in questi anni hanno fatto di tutto per avallare questo sistema; i governi, che anno dopo anno, hanno messo in campo politiche di smantellamento; le case editrici, che coi manuali di preparazione ai test e i vari corsi di formazione hanno lucrato per anni su questo sistema. Il risultato è chiaro: considerando i soli numeri chiusi nazionali, il neodiciottenne numero chiuso vanta il risultato di oltre 1 milione di studenti sbattuti fuori dall'università». Per questo l'Udu ne chiede la cancellazione. Sia a livello locale, sia nazionale. «Siamo di fronte a un sistema irrimediabilmente compromesso. Medicina ovviamente è il caso più significativo, per l'altissimo numero di studenti che ogni anno tentano di entrare e per la peculiarità dell'intero percorso, visto che gli aspiranti medici si troveranno ad affrontare anche l'imbuto della selezione per le scuole di specializzazione».

Studenti in attesa di affrontare il test d'ingresso per Medicina a Napoli.

«ACCEDERÀ AI CORSI SOLO UNO STUDENTE SU OTTO»

Per Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, «se questo è veramente il governo del cambiamento, gli chiediamo di cancellare il numero chiuso, partendo dal presupposto che bisogna pensare a scuola e università come a due percorsi non distinti ma in continuità». Rabbia anche da parte di Link-coordinamento universitario. «Oggi circa 67 mila studenti e studentesse affronteranno il test d'ingresso per il corso di Medicina e Chirurgia per circa 9.700 posti: questo significa che solo uno studente su otto può accedere al corso», ha dichiarato il coordinatore Alessio Bottalico. «La grave carenza del numero di posti per l'accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia», ha aggiunto, «è inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo».

CONTRO LA «SPECULAZIONE» DEI PRIVATI

«È inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi, i test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari», è la posizione di Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti. «Servono maggiori assunzioni e finanziamenti per garantire il diritto costituzionalmente sancito di accedere ai gradi più alti degli studi. È da denunciare, inoltre, la speculazione che i privati fanno sulla preparazione ai test d'ingresso».

IL M5S: «PUNTIAMO A RIVEDERE L'ACCESSO ALL'UNIVERSITÀ»

Alle polemiche degli studenti hanno risposto i componenti M5s della commissione Cultura alla Camera. «Garantire al maggior numero possibile di studenti l'accesso all'università è uno degli obiettivi di questo governo, chiaramente scritto nel Contratto sul quale si fonda», hanno dichiarato i parlamentari pentastellati. «Mantenere le facoltà a numero chiuso vuol dire penalizzare migliaia di studenti senza dare loro l'opportunità di impegnarsi e dimostrare quanto valgono nelle materie che hanno deciso di studiare». Già nella scorsa legislatura il Movimento 5 stelle, proseguono i deputati, «aveva presentato una proposta di legge, di cui Francesco D'Uva era il primo firmatario, che poneva requisiti di selezione degli studenti a partire dal secondo anno. Per noi una revisione del sistema di accesso alle università rimane necessaria, e ci auguriamo che presto il tema venga affrontato in modo serio in parlamento». Il modello a cui puntano, viene sottolineato, «dovrà prevedere strumenti per verificare le reali attitudini degli studenti e realizzare una corretta valutazione, impossibile da fare al momento del test d'ingresso. Ma per rilanciare il nostro sistema universitario non basta fermarsi qui: è fondamentale anche modificare l'attuale meccanismo delle specializzazioni, velocizzare l'accesso al lavoro, ampliare la platea nella cosiddetta 'no-tax area' e implementare l'alta formazione tecnologico-professionale».

Partecipanti al test di ingresso per Medicina.

FRATOIANNI (LEU): «TEST INGIUSTO»

Alla battaglia degli studenti si è associato Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. «Oggi decine di migliaia di ragazzi e ragazze hanno affrontato il test d'ingresso per il corso di Medicina e Chirurgia», ha twittato il parlamentare. «Un test ingiusto buono solo a selezionare e ridurre il numero dei futuri studenti universitari, e che impedisce l'accesso a medicina ai più e lede il diritto allo studio». «Per rispondere alle giuste proteste di queste ore degli studenti», ha aggiunto, «occorre riformare il sistema di accesso alla formazione medica, abolire il numero chiuso, e investire maggiori risorse nel Sistema Sanitario Nazionale. Solo così si potrà garantire a tutti l'accesso alla professione medica, e garantire in questo modo un futuro migliore al nostro Paese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso