Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
Nomi Indagati Ponte Morandi
Cronaca
7 Settembre Set 2018 0900 07 settembre 2018

Chi sono i 20 indagati per il crollo del ponte Morandi

Secondo la procura di Genova sapevano dei rischi. Contestato anche il reato di omicidio stradale. Dalla società Autostrade al ministero dei Trasporti, i nomi delle persone coinvolte.

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Ora per la tragedia del ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018, ci sono i nomi dei presunti responsabili. La procura di Genova il 6 settembre ha iscritto nel registro degli indagati 20 persone, oltre alla società Autostrade per responsabilità amministrativa dell'ente. Le accuse sono disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. La procura ha anche chiesto l'incidente probatorio all'ufficio del giudice per l'udienza preliminare. Il gip adesso deve accogliere la richiesta e notificare la fissazione della data a tutte le parti, dagli indagati ai familiari delle vittime e ai feriti. Intanto, sul fronte ricostruzione, il governatore Giovanni Toti e l'architetto Renzo Piano hanno illustratto il progetto per la costruzione del nuovo viadotto, la cui conclusione dei lavori è attesa entro fine 2019.

VERTICI DI AUTOSTRADE E TECNICI DEL MINISTERO

Nell'elenco di chi è stato raggiunto dall'avviso di garanzia ci sono i nomi del presidente di Autostrade Fabio Cerchiai e dell'amministratore delegato Giovanni Castellucci. E, ancora, il direttore operativo centrale Paolo Berti, quello delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli, il direttore del Primo Tronco Stefano Marigliani, il responsabile del progetto di retrofitting Paolo Strazzullo, l'ex direttore delle manutenzioni di autostrade Mario Bergamo, che per primo nel 2015 disse che era necessario intervenire sul Morandi, Riccardo Rigacci e Federico Zanzarsi, dirigenti del primo tronco, Fulvio Di Taddeo, responsabile controllo viadotti; Massimo Meliani responsabile rapporti con consulenti. Anche il professor Antonio Brencich, ex membro della commissione ispettiva del ministero dei Trasporti, da cui si dimesso a fine agosto, è indagato, come Mario Servetto. Erano nel comitato tecnico del provveditorato delle opere pubbliche che a febbraio diede parere positivo al progetto di retrofitting del viadotto presentato da Autostrade.

PROVVEDITORE, DIRIGENTI E INGEGNERI

Per il ministero figurano nell'elenco altre persone: il direttore della direzione generale per la vigilanza Vincenzo Cinelli e Mauro Coletta, ex direttore prima di Cinelli e i funzionari Giovanni Proietti e Bruno Santoro; il capo ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa, il provveditore delle Opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta Roberto Ferrazza e i dirigenti del provveditorato Alessandro Pentimalli e Salvatore Bonaccorso. Infine gli ingegneri della Spea Engineering, la società controllata del gruppo Atlantia, che studiò gli interventi sul Ponte Morandi:, Massimiliano Giacobbi, responsabile del progetto retrofitting del viadotto ed Emanuele De Angelis.

IL MIT TARDÒ A DARE L'OK AI LAVORI

I segnali delle pessime condizioni del ponte erano arrivati già nel 2014/2015. Una serie di studi preliminari interni avevano segnalato che le pile 9 e 10 non erano «in forma». Autostrade commissionò allora uno studio al Cesi e nel 2017 al politecnico di Milano. In entrambe le relazioni si parlava della necessità di monitorare la struttura, veniva suggerito anche di progettare un sistema di sensori che "vegliassero" giorno e notte sul Morandi. Solo a fine 2017 è stato presentato il progetto al ministero, a febbraio 2018 il comitato tecnico ha dato l'ok anche se rilevando come i tiranti fossero corrosi del 20% e il metodo usato avesse un margine di errore dell'80%. Nonostante questi rilievi il progetto è stato inviato al ministero, senza alcuna prescrizione su una eventuale chiusura al traffico o un alleggerimento. Sono passati però mesi prima del via libera (giugno 2018) e solo dopo cinque lettere di Donferri Mitelli nelle quali sottolineava l'urgenza dei lavori per «aumentare la sicurezza del ponte».

TONINELLI: «PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA»

«Piena fiducia nella magistratura», e «nessuna responsabilità del mio ministero». Il ministro Danilo Toninelli ha commentato così, in un'intervista al Gr1, le indagini in corso. E «massima fiducia nel lavoro dell'autorità giudiziaria» è anche quanto affermato da Autostrade per l'Italia «in relazione alle iniziative della procura di Genova, che ha proceduto alla notifica degli avvisi di garanzia - oltre che agli altri soggetti coinvolti - ai dirigenti della società a vario titolo interessati dalla vicenda del tragico crollo del ponte Morandi». La società, ha concluso la nota, «è impegnata a collaborare attivamente per accertare le cause e le dinamiche di quanto accaduto e le responsabilità, qualora esistenti, dei singoli».

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