Divorzio
Cronaca
10 Settembre Set 2018 1948 10 settembre 2018

Divorzio, verso lo stop dell'assegno di mantenimento

Al Senato arriva la riforma dell'affido condiviso per i figli proposta da Lega e M5s. 

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L'assegno coniugale non si tocca, ma viene cancellato quello di mantenimento e si introduce la figura del mediatore familiare in caso di separazione con minori. La contribuzione per i bisogni del minore rimane caposaldo e sarà proporzionale alle capacità economiche dei due genitori che però pagheranno direttamente le spese dei figli. Inoltre, non sarà toccata la normativa antiviolenza. Sono questi i principali contenuti del disegno di legge, presentato da Lega e M5s, che modifica la disciplina dell'affido condiviso dei figli minori per i genitori divorziati e che oggi ha preso il via in commissione al Senato. A spiegarlo è il primo firmatario Simone Pillon: «Con la nostra riforma, le istanze del minore saranno punto fermo e bussola nella complicata gestione che una separazione comporta. Tempi paritetici di frequentazione, lotta a ogni rifiuto genitoriale, mediazione qualificata per le coppie che non siano capaci di trovare da sole un accordo». Tutti questi aspetti, insieme al mantenimento diretto e proporzionale, rappresentano i cardini della proposta. Pillon parla di un «vero e proprio piano genitoriale, affinché i bambini non siano più costretti a scegliere tra mamma e papà e che non lasci ombre e incomprensioni nell'educazione dei minori, irrinunciabile compito di entrambi i genitori e diritto dei minori».

Affido e mantenimento: il ddl Pillon "nel nome del padre"

Il ddl "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità" depositato in Commissione Giustizia del Senato si potrebbe dire animato da un proposito condivisibile ossia la salvaguardia di un principio di bi-genitorialità.

Ma l'azzurra Mara Carfagna, per esempio, auspica che i passaggi parlamentari della legge «tengano conto del fatto che oggi in Italia solo una donna su due lavora, che in alcune aree del Mezzogiorno questa percentuale è ancora più bassa e che molte perdono il lavoro proprio quando nasce il primo figlio». La 'bigenitorialità perfetta' prevista dalla proposta di legge della maggioranza potrebbe dunque trasformarsi, secondo Carfagna, «in una morsa per migliaia di madri già in difficoltà e ripercuotersi inevitabilmente sulla vita dei figli. Ecco perché sarebbe opportuno perfezionare il testo nell'interesse esclusivo dei bambini».

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