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BOTTA E RISPOSTA
Aggiornato il 11 settembre 2018 10 Settembre Set 2018 1130 10 settembre 2018

L'Onu vuole mandare un team in Italia per monitorare il razzismo

Annunciato l'invio di personale delle Nazioni unite per «valutare il riferito aggravarsi delle violenze». Il ministero degli Esteri: «Abbiamo salvato decine di migliaia di vite».

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«Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom», ha annunciato a Ginevra Michelle Bachelet, neo Alto commissario Onu per i diritti umani, aprendo i lavori del Consiglio, riunito fino al 28 settembre, precisando che una squadra sarà inviata, per motivi analoghi, anche in Austria. «È nell'interesse di ogni Stato adottare politiche migratorie fondate sulla realtà, non sul panico, che offrano opportunità di movimento sicuro e regolare invece di costringere le persone a correre rischi letali», ha aggiunto la Bachelet, presentando le priorità del suo Ufficio e le principali preoccupazioni per il rispetto dei diritti fondamentali nel mondo e parlando in particolare sui flussi migratori e sulla situazione in Italia. La portavoce Ravina Shamdasani ha spiegato che «non è affatto una cosa inusuale», perché la sua agenzia conduce spesso «missioni di lavoro in vari Paesi in cui ci sono preoccupazioni per lo stato dei diritti umani». Le sue squadre erano state già inviate in Italia, Bulgaria, Francia, Grecia e Macedonia nel 2016.

«LO STOP ALLE ONG HA CONSEGUENZE DEVASTANTI»

Il neo Alto commissario ha spiegato: «Il governo italiano ha negato l'ingresso di navi di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e di altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte persone già vulnerabili, anche se il numero dei migranti che attraversano il Mediterraneo è diminuito, il tasso di mortalità per coloro che compiono la traversata è risultato nei primi sei mesi dell'anno ancora più elevato rispetto al passato». Bachelet ha quindi esortato l'Unione europea a «intraprendere operazioni di ricerca e soccorso umanitario per le persone che attraversano il Mediterraneo» e a «garantire l'accesso all'asilo e alla protezione dei diritti umani nell'Unione europea».

LA FARNESINA: «DA BACHELET DICHIARAZIONI INFONDATE»

Accuse che la Farnesina, l'11 settembre, ha rispedito al mittente. «L'Italia ritiene inappropriate, infondate e ingiuste le dichiarazioni dell'alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, Michelle Bachelet, relative a presunte inadempienze italiane in materia di rispetto dei diritti umani dei migranti», ha fatto sapere il ministero degli Esteri. «Da anni», prosegue la nota, «l'Italia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio di persone nel Mar Mediterraneo, cui hanno fatto e fanno seguito onerose e complesse politiche di prima accoglienza nel territorio nazionale. Di queste operazioni, l'Italia ha assunto il costo prevalente, in termini di impiego di risorse umane, mezzi, finanze e soprattutto, impatto sociale e percezione del medesimo». Non solo: «L'Italia ha assicurato azioni concrete di sostegno ai Paesi di origine e di transito dei migranti, con progetti di cooperazione e di assistenza in svariati settori» e «ha sollecitato le organizzazioni internazionali delle quali fa parte a condividere lo sforzo in uno spirito di equa e concreta solidarietà. Più volte, la tragedia delle migrazioni e il suo impatto in Europa è stata portata all'attenzione dell'Unione europea, poiché pensiamo che dovrebbe attivarsi con ben più efficacia e reale condivisione di quanto abbia fatto sinora».

«L'ITALIA HA SALVATO DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE IN MARE»

La Farnesina ha ricordato come anche le Nazioni Unite siano state «sensibilizzate» e come l'Italia abbia «tentato di spingere le Agenzie specializzate - Unhcr, Oim innanzitutto - a intensificare la loro mobilitazione e a rendere più efficiente, sistematica e capillare la loro doverosa presenza e opera nei Paesi d'origine dei migranti, in quelli in Libia limitrofi, in quelli di transito e infine, in quelli dai quali i migranti arrivano in Europa». Per questo, l'Italia «è pronta a confrontarsi sui reali risultati dell'azione Onu e sul suo effettivo impatto in proporzione alla magnitudo degli epocali flussi migratori». Quindi la Farnesina ha aggiunto: «Qualche dato può - forse - aiutare la neo-insediata Alto Commissario a comprendere meglio. L'Italia ha salvato decine di migliaia di persone nel Mediterraneo, spesso da sola, come è stato più volte riconosciuto, fra l'altro ai più alti livelli dell'Unione europea. Grazie al nostro contributo decisivo, si riscontra una riduzione del 52% delle vittime di naufragi nel Mediterraneo, dall'inizio del 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017. Ne siamo orgogliosi. E siamo fieri che i nostri sforzi - umanitari, politici, diplomatici, finanziari, materiali - abbiano determinato la contrazione dell'80% degli sbarchi di migranti sulle coste italiane e dunque, europee, negli ultimi 12 mesi».

LA REPLICA DI SALVINI

«L'Italia negli ultimi anni ha accolto 700 mila immigrati, molti dei quali clandestini, e non ha mai ricevuto collaborazione dagli altri Paesi europei. Quindi non accettiamo lezioni da nessuno, tantomeno dall'Onu che si conferma prevenuta, inutilmente costosa e disinformata: le forze dell'ordine smentiscono ci sia un allarme razzismo. Prima di fare verifiche sull'Italia, l'Onu indaghi sui propri Stati membri che ignorano diritti elementari come la libertà e la parità tra uomo e donna», era stata la replica a caldo del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. L'Onu «è un'organizzazione che costa miliardi di euro, a cui l'Italia dà più di 100 milioni all'anno di contributi e ragioneremo con gli alleati sull'utilità di continuare a dare questi 100 milioni di euro per finanziare sprechi, mangerie, ruberie per un organismo che vorrebbe venire a dare lezioni agli italiani e poi ha Paesi che praticano tortura e pena di morte», ha detto Salvini, arrivando alla fondazione Don Gino Rigoldi a Milano.

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