Crollo Ponte Genova M5s Toti
Cronaca
11 Settembre Set 2018 1036 11 settembre 2018

Sul crollo del Ponte Morandi è ancora polemica M5s-Toti

Il governatore: «Non possiamo escludere Autostrade dalla ricostruzione». E anche sui tempi della demolizione resta incertezza.

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La data non c'è ancora, ma se arriveranno tutte le autorizzazioni, la demolizione di quel che resta del Ponte Morandi inizierà «a fine mese». O, al massimo, la «prima settimana di ottobre». Il sindaco Marco Bucci prova a dettare i tempi delle priorità di Genova, a quasi un mese dal crollo. I vigili del fuoco hanno effettuato i sopralluoghi per l'installazione dei sensori, indispensabili per consentire agli sfollati di rientrare nelle case a riprendersi oggetti ed effetti personali. «La priorità sono gli sfollati, dare la casa a tutti», ha sottolineato il sindaco, «mancano una ventina di famiglie su 250. Per il fine settimana le avremo piazzate tutte. Poi c'è la mobilità e poi, ovviamente, dobbiamo demolire il ponte e ricostruirlo».

TENSIONI POLITICHE SULLA RICOSTRUZIONE

Tema, quest'ultimo, su cui restano alte le tensioni politiche. «Avete sentito Autostrade? Siamo responsabili ma non colpevoli, è una supercazzola», sostiene il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, che ribadisce l'intenzione di nazionalizzarle d'accordo con il vicepremier leghista Matteo Salvini. «Nella mozione che abbiamo votato in parlamento è prevista nel futuro una gestione pubblica», insiste il leader Cinque stelle, che ha annunciato per la fine della settimana o l'inizio della prossima il «decreto urgenze».

TOTI PUNGE IL GOVERNO

«Se qualcuno ha soluzioni più veloci le ascolto volentieri», ha dichiarato polemicamente a Repubblica il governatore della Liguria Giovanni Toti. «Finora ho sentito più no che sì. Ho sentito cose abbastanza vaghe, spesso dissociate dalla realtà dei fatti e del diritto. Una gazzarra inconcludente. Il governo, la Regione e il Comune devono garantire che i cittadini possano continuare a vivere la loro città. Altrimenti salta il sistema. E qui è già abbastanza saltato». «Il governo vuole legittimamente rivedere le concessioni e il rapporto con la società Autostrade. Bene. Però Autostrade è una Spa quotata in Borsa e partecipata da molte migliaia di italiani. Se qualcuno ha sbagliato non devono pagare i dipendenti o i piccoli azionisti, ma i vertici, le persone fisiche. Nella mozione di maggioranza approvata giovedì scorso in parlamento, c'è scritto che Autostrade è tenuta a ripristinare nel più breve tempo possibile la funzionalità dell'infrastruttura e ad accollarsi i costi di questo intervento, così come stabilisce il contratto di concessione. Ed è la verità». Se il governo anticipasse i soldi per il nuovo ponte, rivalendosi poi su Autostrade, invece, «che vantaggio ne avremmo? Non capisco la logica».

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