Polmoniti, morti non dovute a legionella
Cronaca
Aggiornato il 13 settembre 2018 11 Settembre Set 2018 1533 11 settembre 2018

Le cose da sapere sui casi di legionella nel Nord Italia

Nel bresciano sono stati registrati oltre 200 casi di polmonite batterica. Morta una donna di 61 anni a Torino, mentre a Monza è stato ricoverato un uomo di 29 anni. Il punto sull'emergenza.

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La polmonite continua a spaventare la Bassa Bresciana dove sè stato registrato un aumento di casi nelle ultime che ha superato quota 200. Mentre gli ospedali sono sempre più affollati, sono arrivate le prime risposte sul fronte delle analisi. «Abbiamo la certezza che si tratti di polmonite batterica», ha spiegato dopo una riunione fiume con l'Ats, l'Agenzia tutela della salute, l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Intanto il Ministero della Salute e l'Istituto superiore di Sanità comunicano che stanno «vigilando costantemente sulla situazione».

CASI DI LEGIONELLA IN AUMENTO

«Sono in aumento i casi di legionella (leggi anche: cos'è la legionellosi) e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio la legionella», è stato il pensiero di Gallera che è stato chiamato a riferire in aula del Consiglio regionale sull'allarme sanitario che dal Bresciano si sta spostando anche fuori provincia. Solo il 10 settembre, infatti sei persone provenienti dall'ospedale di Asola sono state ricoverate a Mantova e altrettante si trovano sotto osservazione. Il 13 la Procura di Brescia ha disposto l'autopsia sul corpo di un 68enne bresciano morto all'ospedale di Gavardo (Brescia), che potrebbe essere deceduto per polmonite da legionella.

SOSPETTO CASO ANCHE A TORINO: MORTA UNA DONNA

Sospetto caso anche a Torino, dove nei giorni scorsi è morta una donna di sessant'anni. Avrebbe contratto il batterio in vacanza, al mare. Sarà ora l'ufficio di Igiene, a cui è stato segnalato il caso, a procedere con gli accertamenti del caso. Secondo le prime indiscrezioni, la paziente, 61 anni, aveva una situazione clinica compromessa da altre patologie. Al momento del ricovero, i medici le avrebbe diagnosticato una polmonite, che i successivi accertamenti avrebbero poi collegato alla legionella.

UN GIOVANE RICOVERATO A MONZA

Un uomo di 29 anni, bresciano, è invece ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo di Monza, attaccato alla macchina "Ecmo" per la pulizia del sangue, dopo aver contratto il batterio della legionella. Presentatosi con i sintomi classici della patologia al pronto soccorso di Gavardo (Brescia), il 29enne è stato trasferito a Monza. Le sue condizioni, a detta dei medici, sono gravi ma stabili. La prima settimana di ricovero sarà decisiva per poter sciogliere la prognosi.

A LECCO MORTO UN UOMO DI 82 ANNI

Un uomo di 82 anni è morto per una polmonite da legionella in provincia di Lecco. Arrivato lo scorso 6 settembre al pronto soccorso dell'ospedale di Desio in arresto cardiocircolatorio è deceduto due giorni dopo. È quanto si legge in una nota dell'Asst di Monza. Secondo gli esperti gli «esami diagnostici specifici» a cui è stato sottoposto l'anziano »avrebbero evidenziato un quadro compatibile con diagnosi di Polmonite da Legionella». L'anziano deceduto è Antonio Mandelli. Il suo è il primo caso nella provincia di Lecco. «Esclusa la genesi sia cardiaca che cerebrale», si legge in una nota dell'Asst di Monza, «a seguito degli esami diagnostici specifici» è stato «evidenziato un quadro compatibile con diagnosi di polmonite da legionella». Mandelli «è deceduto nel pomeriggio di sabato 8 Settembre».

A BRESCIA SI INDAGA PER EPIDEMIA COLPOSA

Nel frattempo la Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta contro ignoti. Epidemia colposa è l'ipotesi avanzata dal sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo che ha affidato ai carabinieri del Nas il compito di effettuare indagini soprattutto sulla rete idrica dei principali comuni interessati dai casi di polmonite. Non è stata però la Procura bresciana, bensì Ats, a disporre l'autopsia sul corpo della 69enne morta nei giorni scorsi a Mezzane di Calvisano (Brescia). Si tratta di un esame voluto per escludere, come è stato fatto, che il decesso fosse legato ai casi di polmonite.

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