Leucemia Treviso No Vax
Cronaca
11 Settembre Set 2018 1837 11 settembre 2018

A 8 anni sconfigge la leucemia, ma non i "no vax"

Un bimbo del trevigiano guarisce dopo un trapianto di midollo dalla sorellina. Ma non può tornare in classe per la presenza di bimbi non vaccinati. E il caso riaccende le polemiche sul Milleproroghe.

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A otto anni ha sconfitto la leucemia grazie anche alla donazione del midollo da parte della sorellina e a una pesante chemioterapia, ma ora che sta bene il caos sui vaccini impedisce a un bambino del trevigiano una 'normale' vita da scolaro. Tutto è legato al fatto che tra i suoi compagni di classe ci sono cinque bambini non vaccinati che potrebbero compromettere la sua salute. Mentre continua il caos vaccini in questi primi giorni di avvio delle scuole, due regioni, Marche e Toscana hanno approvato le loro leggi che confermano l'obbligo vaccinale già previsto nelle norme Lorenzin, ora messe in discussione dall'emendamento del decreto Milleproroghe (che introduce l'autocertificazione per quest'anno scolastico fino a marzo) e dal disegno di legge che vuole introdurre l'obbligo flessibile.

LA VICENDA RIFERITA DA UN MEDICO SU FB

La vicenda è stata riferita da un medico di Castelfranco Veneto (Treviso), Oriana Maschio, con un post su Facebook proprio quando con il Milleproroghe si parla di riaprire la partita «no vax». Per la dottoressa, che ha appreso della vicenda da una collega, «il fatto è paradigmatico». «Sono indignata per queste opinioni che circolano, sproloqui non basati sull'evidenza scientifica e sfruttati da certi politici», ha detto.

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Geplaatst door Oriana Maschio op Maandag 10 september 2018

PROBLEMA DIFFICILE ANCHE PER L'USL

Un problema di difficile soluzione anche per l'Usl. «Questo è un caso che ancora non ci siamo trovati ad affrontare concretamente», ha chiarito il direttore generale Francesco Benazzi. «Effettivamente è una situazione che può porsi per un bambino che abbia superato una leucemia o per altri bambini immunodepressi: è opportuno che non frequentino bambini non vaccinati».

NUOVE POLEMICHE DELLA POLITICA SUL "MILLEPROROGHE"

Intanto il mondo politico è intervenuto, proprio partendo dal Milleproroghe. Ettore Rosato (Pd), vice presidente della Camera, ha criticato la probabile eliminazione dell'obbligo vaccinale previsto dalla cosiddetta legge Lorenzin. «Il caso di Treviso», ha aggiunto la Dem veneta Alessandra Moretti, «fa capire, per l'ennesima volta, l'importanza dell'obbligo per proteggere anche quei bambini più sfortunati che non possono essere vaccinati a causa delle proprie condizioni di salute e non per fissazioni o credenze astruse di genitori irresponsabili, egoisti e ignoranti». «Vaccinarsi non è solo un gesto che ci mette al riparo da malattie prevenibili, ma anche un gesto di solidarietà con cui ci prendiamo cura dei più deboli», ha detto Andrea Iacomini di Unicef Italia. «In vista della discussione sulla conversione in legge del cosiddetto decreto 'Milleproroghe' come Unicef Italia», ha aggiunto, «abbiamo condiviso con i relatori le nostre posizioni». Insistendo sulla tutela dei bambini a cominciare dagli immunodepressi, come il bimbo trevigiano, Iacomini annuncia che Unicef Italia vuole lanciare il progetto «Proteggi un bambino. Proteggili tutti», una petizione rivolta al governo e al parlamento. Intanto il consiglio regionale del Molise ha approvato la legge sull'obbligatorietà.

IL VIROLOGO BURIONI: «EGOISTA IRRESPONSABILE CHI NON VACCINA I FIGLI»

Sul caso, nella serata del 11 settembre, è intervenuto anche Roberto Burioni, il virologo, da tempo impegnato in una battaglia per sostenere le ragioni della scienza contro i no-vax, che si è rivolto con un tweet alla Asl locale con un appello a sensibilizzare tutti sui diritti del bambino. «La soluzione - caro Direttore Generale della ASL - è molto semplice: questo bambino va a scuola e tutti i figli non vaccinati degli egoisti irresponsabili ignoranti che seguono superstizioni senza senso stanno a casa»​

LA VICENDA RICORDA QUELLA DI ALTRI DUE BIMBI

La vicenda ricorda quella già 'vista' di una bambina della provincia di Treviso, trapiantata e con deficit immunitario, che non ha potuto frequentare la scuola dell'infanzia perché in classe c'erano due bimbi non vaccinati ma anche quella che vede un bimbo di 4 anni (in attesa di vaccinazione il 21 settembre, secondo il padre) che a Settimo Torinese (Torino) ha vissuto il suo primo giorno di scuola d'infanzia da solo in 'isolamento' in palestra. Per tentare di risolvere la situazione sono intervenuti i Carabinieri che hanno segnalato il caso alla Procura.

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