Divorzio
Cronaca
13 Settembre Set 2018 1844 13 settembre 2018

Ex marito insolvente: i soldi alle figlie dal datore di lavoro

Il Tribunale di Roma ha accolto la richiesta di una donna, che si era rivolta all'associazione "Avvocato del cittadino". L'uomo non versava da tempo il'assegno di mantenimento.

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Stanca di non ricevere l'assegno di mantenimento, 700 euro mensili destinati ad integrare le spese per le figlie, una donna si è rivolta all'associazione Avvocato del cittadino che le ha dato assistenza legale. A fronte della comprovata e ripetuta inadempienza del coniuge il Tribunale civile di Roma ha disposto che a pagare l'assegno di mantenimento mensile sia direttamente il datore di lavoro dell'ex marito: un modo per garantire che i soldi vengano trasferiti mensilmente alla ex moglie, alternativo in sostanza al pignoramento di parte dello stipendio del marito insolvente. Dunque, si precisa in una nota dell'associazione, «grazie ad Avvocato del Cittadino, una madre riesce ad ottenere puntualmente i soldi per le proprie figlie "scavalcando" il padre inadempiente».

DIRITTO TUTELATO DAL CODICE CIVILE

«Una grande soddisfazione per la signora che, finalmente, ogni mese, non dovrà più scontrarsi con l'inerzia e l'incuranza del marito e potrà così garantire alle sue figlie il congruo mantenimento stabilito nell'accordo di separazione», si legge in una nota dell'associazione. Infatti, si precisa nella nota, «in base all'art. 156 del codice civile, è possibile superare liti continue ogni mese e chiedere che sia direttamente il datore di lavoro a pagare quanto stabilito nelle condizioni di separazione». Non solo: lo stesso articolo prevede anche che, qualora l'ex coniuge sia in pensione, «sia l'istituto di previdenza di spettanza» a versare direttamente la somma stabilita all'ex coniuge.

IL DDL SULL'AFFIDO CONDIVISO

Secondo i principali contenuti del nuovo disegno di legge, presentato da Lega e M5s e a firma di Simone Pillon, che modifica la disciplina dell'affido condiviso dei figli minori per i genitori divorziati e che ha preso il via in commissione al Senato, l'assegno coniugale resterà intoccato, ma viene cancellato quello di mantenimento e si introduce la figura del mediatore familiare in caso di separazione con minori. La contribuzione per i bisogni del minore rimane caposaldo e sarà proporzionale alle capacità economiche dei due genitori che però pagheranno direttamente le spese dei figli.

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