Cécile Kyenge
Cronaca
14 Settembre Set 2018 1423 14 settembre 2018

Kyenge a processo per aver definito la Lega razzista

A querelare l'europarlamentare del Pd era stato Matteo Salvini. L'accusa è diffamazione. Il gip di Piacenza scrisse: «Dire "razzista" equipara aò nazismo».

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L'europarlamentare del Pd Cecile Kyenge è a giudizio davanti al tribunale di Piacenza per diffamazione, dopo una querela presentata dal segretario della Lega, e attuale vicepremier, Matteo Salvini. Kyenge accusò, durante una festa dell'Unità a Parma, la Lega di essere razzista. Il 14 settembre si è aperto il processo con la prima udienza.

IL GIP DI PIACENZA: «DIRE RAZZISTA EQUIPARA A NAZISMO»

Secondo quanto scritto nell'ordinanza con cui il Gip di Piacenza Stefania Di Rienzo il 26 gennaio dispose la formulazione dell'imputazione coatta per Kyenge affermare che la Lega è razzista è lesivo della reputazione «in quanto attribuisce al partito politico e ai suoi militanti idee e comportamenti di assoluto disvalore morale, giuridico e sociale e anche li equiparano a quelli del regime fascista e nazista che si è reso responsabile di gravissimi crimini contro l'umanità, richiamando la responsabilità storica e morale di quei crimini contro l'umanità, (tra i quali, notoriamente, vi è lo sterminio di milioni di persone, condotto sotto la spinta di un esasperato razzismo)». La decisione è arrivata dopo due richieste di archiviazione della Procura, a cui Matteo Salvini, come legale rappresentante e segretario federale, si era opposto. In seguito la Procura piacentina ha disposto quindi la citazione in giudizio per Kyenge, per diffamazione.

LA CONDANNA DI BORGHEZIO

A maggio 2017, invece, l'europarlamentare Mario Borghezio era stato condannato per diffamazione aggravata dall'odio razziale, a causa degli insulti rivolti contro l'ex ministro per l'Integrazione nel corso di una telefonata alla trasmissione radiofonica La Zanzara, andata in onda nell'aprile del 2013. I giudici stabilirino in sede penale una multa di 1.000 euro, ma il risarcimento chiesto e ottenuto in sede civile da Kyenge fu ben più alto: 50 mila euro. Il Tribunale di Milano concesse a Borghezio le attenuanti generiche, riqualificando il reato da propaganda di idee fondate sull'odio razziale in diffamazione aggravata dalla finalità dell'odio razziale.

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