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Cronaca
15 Settembre Set 2018 0850 15 settembre 2018

La visita di Papa Francesco oggi in Sicilia

La diretta dei momenti più importanti del viaggio a Palermo e negli altri luoghi dell'isola di Francesco. L'incontro alla Missione Speranza e carità di Biagio Conte, il ricordo di Pino Puglisi.

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Oggi Papa Francesco visita Palermo e l'isola siciliana due anni dopo la visita di Lampedusa. Densa di avvenimenti la giornata del Pontefice che seguiamo in diretta e che è trasmessa da Tv2000. Francesco ricordare il beato Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993 dalla mafia. La città è blindata, ai varchi gli operatori controllano le persone che entrano col metaldetector. La folla dei fedeli incontra il Pontefice sul prato del Foro Italico, davanti al mare, lo stesso luogo che il 3 ottobre 2010 ospitò Benedetto XVI. Alle 13.30 programmato l'incontro alla missione Speranza e Carità del missionario laico Biagio Conte, che a Palermo assiste migliaia di poveri e garantisce loro pasti caldi. La visita pastorale è chiusa alle 17 dall'incontro in piazza Politeama tra il Pontefice e i giovani.

19.07 - IL PAPA RIPARTE PER ROMA

Papa Francesco si è imbarcato sull'aereo che è partito per portarlo a Roma. Ha trascorso la giornata a Piazza Armerina (Enna) e a Palermo dove ha celebrato la messa davanti a centomila persone sul prato del Foro Italico (migliaia di persone hanno affollato anche le strade adiacenti) ha visitato al Missione Speranza e carità di Biagio Conte, mangiando con i poveri, ha visitato i luoghi simbolo del beato Pino Puglisi e ha poi incontrato il clero in cattedrale e i giovani in piazza Politeama

18.21 - «PER COSTRUIRE IL FUTURO BISOGNA DIRE NO ALL'OMERTÀ»

«Per essere costruttori di futuro vanno anche detti dei no: no al muro dell'omertà, un 'ecomostro' che va demolito per edificare un avvenire abitabile. No alla mentalità mafiosa, all'illegalità e alla logica del malaffare, veleni corrosivi della dignità umana. No ad ogni violenza: chi usa violenza non è umano», ha detto papa Francesco incontrando i giovani in Piazza Politeama a Palermo

16. 33 - «LA PIETÀ POPOLARE NON SIA STRUMENTO DELLA MAFIA»

«Vorrei dire qualcosa sulla pietà popolare, molto diffusa in queste terre. È un tesoro che va apprezzato e custodito, perché ha in sé una forza evangelizzatrice, ma sempre il protagonista deve essere lo Spirito Santo», ha avvvertito il pontefice incontrando il clero a Palermo. «Vi chiedo perciò di vigilare attentamente, affinché la religiosità popolare non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa, perché allora, anziché essere mezzo di affettuosa adorazione diventa veicolo di corrotta ostentazione».

16.04 - A COLLOQUIO CON I FRATELLI DI PINO PUGLISI

Francesco, dopo aver fatto visita alla casa di Don Pino Puglisi, ha incontrato i fratelli del beato, Francesco e Gaetano, e Maurizio Artale, presidente del centro Padre Nostro, fondato da Puglisi nel 1991. Il Pontefice ha quindi benedetto i progetti realizzati dal Centro per la costruzione di una piazza a Brancaccio e l'altro per la costruzione di un asilo nido.
Francesco Puglisi, 72 anni, il fratello minore di don Pino, al Papa ha consegnato il libro che raccoglie le testimonianze dei familiari sul sacerdote, scritto da Fulvio Scaglione. Il Papa si è soffermato per qualche minuto anche con un ragazzo disabile di 28 anni in carrozzina; dopo un saluto ai fedeli ha lasciato Brancaccio, accompagnato dall'arcivescovo Corrado Lorefice, diretto in Cattedrale.

15.45 - LENZUOLI BIANCHI NELLA PIAZZETTA DOVE PUGLISI FU UCCISO

Decine di lenzuoli bianchi sono stati stesi nei balconi del palazzo antistante piazzetta Anita Garibaldi (da oggi intitolata al beato Pino Puglisi), che si trova nel quartiere Brancaccio a Palermo, dove la sera del 15 settembre di 25 anni il sacerdote è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca mentre stava rientrando nella casa popolare in cui abitava. La piazzetta, che attente la visita di Francesco, è transennata e molta gente si è radunata dietro i dissuasori. Il quartiere, in omaggio al Papa, è stato addobbato a festa con le bandiere del Vaticano. Bergoglio visiterà la casa in cui il parroco di Brancaccio abitava, oggi adibita a museo.

15.15 - IL PAPA LASCIA LA MISSIONE DI BIAGIO CONTE

Papa Francesco ha lasciato la Missione "Speranza e carità". Il corteo del Santo Padre è diretto verso la chiesa di San Gaetano, nel quartiere Brancaccio dove operò don Pino Puglisi. Dall'auto ha salutato con la mano e ha sorriso alla piccola folla che all'esterno della Missione urlava «Francesco... Francesco».

14.15 - IL PRANZO A FIANCO DI UNA PERSONA DISABILE

Francesco sta pranzando a fianco di una persona disabile, un posto più avanti c'è il missionario laico Biagio Conte col quale il Santo Padre conversa mentre consuma il pasto nella mensa della Missione "Speranza e carità", in via Decollati, a Palermo. Al tavolo ci sono una quarantina di persone, tra cui anche stranieri ospiti della Missione e volontari. Nella sala in totale le persone che stanno pranzando assieme al pontefice sono circa 160.

13.28 - IN CENTOMILA PER IL PAPA

Secondo le autorità locali, alla messa presieduta da papa Francesco al Foro Italico, a Palermo, erano presenti oltre 100.000 fedeli. Lo comunica la Sala stampa della Santa Sede.

13.24 - IL PAPA ARRIVA ALLA MISSIONE DI BIAGIO CONTE

papa Francesco è appena giunto nella missione "Speranza e carità" per pranzare con poveri, migranti, ex carcerati. Ad accoglierlo nella struttura il missionario laico Biagio Conte e gli altri fratelli della missione.

11.59 - UNICO POPULISMO POSSIBILE È IL SERVIZIO, NON ACCUSARE

Una parte della predica di Francesco è stata dedicata alla politica e al populismo: «Senti la vita della tua gente che ha bisogno, ascolta il tuo popolo. Questo è l'unico populismo possibile, l'unico 'populismo cristiano': sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese. Abbiate paura della sordità di non ascoltare il popolo». Ascoltare il popolo è quello che «ha fatto padre Pino, povero fra i poveri della sua terra. Nella sua stanza la sedia dove studiava era rotta. Ma la sedia non era il centro della vita, perché non stava seduto a riposare, ma viveva in cammino per amare. Ecco la mentalità vincente - ha sottolineato -. Ecco la vittoria della fede, che nasce dal dono quotidiano di sé. Ecco la vittoria della fede, che porta il sorriso di Dio sulle strade del mondo».

11.55 - «AI MAFIOSI DICO: CONVERTITEVI!»

Parole durissime di Papa Francesco contro la mafia: «Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere». «Ai mafiosi dico: cambiate fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi, convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo! Altrimenti, la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte. Se la litania mafiosa è: "Tu non sai chi sono io", quella cristiana è: "Io ho bisogno di te". Se la minaccia mafiosa è: "Tu me la pagherai", la preghiera cristiana è: "Signore, aiutami ad amare"».

11.48 - «DON PINO DONAVA IL BENE, NON APPELLI ANTI-MAFIA»

Un brano dalla predica del Papa: «Cari fratelli e sorelle, oggi siamo chiamati a scegliere da che parte stare: vivere per sé, con la mano chiusa, o donare la vita, la mano aperta. Solo dando la vita si sconfigge il male. Don Pino (Puglisi, ndr) lo insegna: non viveva per farsi vedere, non viveva di appelli anti-mafia, e nemmeno si accontentava di non far nulla di male, ma seminava il bene, tanto bene. La sua sembrava una logica perdente, mentre pareva vincente la logica del portafoglio». Il Papa ha poi aggiunto: «Il denaro e il potere non liberano l'uomo, lo rendono schiavo. Vedete: Dio non esercita il potere per risolvere i mali nostri e del mondo. La sua via è sempre quella dell'amore umile: solo l'amore libera dentro, dà pace e gioia. Per questo il vero potere, il potere secondo Dio, è il servizio. E la voce più forte non è quella di chi grida di più, ma la preghiera. E il successo più grande non è la propria fama, come il pavone, no, ma la propria testimonianza».

11.19 - OLTRE OTTANTAMILA AL FORO ITALICO

Sono oltre 80 mila, così come previsto dalle autorità, le persone presenti nell'area del Foro Italico, a Palermo, per la messa che Papa Francesco celebra stamane nella memoria liturgica del beato Pino Puglisi

10.43 - IL PONTEFICE ATTERRA IN ELICOTTERO A PALERMO

L'elicottero con a bordo papa Francesco, proveniente da Piazza Armerina, è atterrato nell'area del Porto di Palermo. Al Suo arrivo, il Papa è accolto dall'arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, dal presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro, e dal sindaco della Città, Leoluca Orlando. Alle 11.15, presso il Foro Italico, il Pontefice presiede la messa nella memoria liturgica del beato Pino Puglisi.

9.30 - LE PREDICHE? PER FRANCESCO NON PIÙ LUNGHE DI 8 MINUTI

« A volte c'è ch dice: "io non vado a messa, la predica dura 40 minuti, mi annoio". Così non va bene: tutta la messa deve durare 40 minuti! La predica più di otto minuti non va». Lo ha detto Francesco, rivolto ai sacerdoti e parlando a braccio, durante l'incontro con i fedeli a Piazza Armerina.

9.13 - IL PAPA CONTRO LE PIAGHE DI ALCOL, USURA E GIOCO D'AZZARDO

Parlando alla popolazione di Piazza Armerina Francesco ha ricordato «le diverse problematiche che limitano la serenità di questo territorio». «Non sono poche le piaghe che vi affliggono - ha detto -. Esse hanno un nome: sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d'azzardo; sfilacciamento dei legami familiari. Di fronte a tanta sofferenza - ha proseguito -, la comunità ecclesiale può apparire, a volte, spaesata e stanca; a volte invece, grazie a Dio, è vivace e profetica, mentre ricerca nuovi modi di annunciare e offrire misericordia soprattutto ai fratelli caduti nella disaffezione, nella diffidenza, nella crisi della fede». «Considerare le piaghe della società e della Chiesa non è un'azione denigratoria e pessimistica - ha aggiunto -. Se vogliamo dare concretezza alla nostra fede, dobbiamo imparare a riconoscere in queste sofferenze umane le stesse piaghe del Signore».

9.07 - MONSIGNORE GISANA: LA MAFIA HA FORZA DEMONIACA

«La povertà nella Chiesa è un aspetto essenziale dell'esperienza cristiana». Lo ha detto monsignore Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, nel suo saluto a Papa Francesco in Piazza Europa. «Esseri poveri nella credibilità dei gesti - ha spiegato -: è quanto vogliamo esprimere per sostenere la nostra gente che sperimenta un inusitato stato depressivo, causato ad intra da una forma incongruente di rassegnazione e ad extra dalla forza demoniaca delle mafie». «Essere poveri - ha aggiunto - nel servizio fraterno: è la misura di una Chiesa che accetta di diventare sale della terra e luce del mondo». «Essere poveri in difesa degli ultimi - ha detto ancora -: è l'impegno che ci conforma a Gesù, con quell'attenzione che non soltanto supera le discriminazioni di razza, cultura o religione, ma rivela altresì la forza coesiva del Vangelo, quella forza che spinge al dialogo e al rispetto delle differenze». «Essere poveri nella sobrietà della vita -, ha sottolineato - con la scelta di soffocare sul nascere l'ingordigia del denaro, che è la radice di ogni corruzione, costituisce una modalità che comincia a connotare la vita ecclesiale delle nostre comunità».

8.22 - L'ARRIVO A PIAZZA ARMERINA

Francesco è arrivato a Piazza Armerina (Enna), prima tappa della sua giornata in Sicilia che poi lo porterà anche a Palermo. Al Suo arrivo in elicottero, nel Campo sportivo "San Ippolito", dopo lo scalo tecnico all'aeroporto di Sigonella, il Papa è accolto dal vescovo di Piazza Armerina, monsignore Rosario Gisana, dal prefetto di Enna, Maria Antonietta Cerniglia, e dal sindaco della città, Nino Cammarata. Quindi si trasferisce in auto a Piazza Europa per l'incontro con i fedeli. Circa quarantamila i fedeli che lo attendono, tra loro anche persone malate e detenuti. Il sindaco di Piazza Armerina Nino Cammarata: «La città donerà al Pontefice un immobile da destinare al centro di accoglienza della Caritas per i poveri».

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