Scuola Professori Sostegno
Cronaca
20 Settembre Set 2018 2020 20 settembre 2018

Nella scuola italiana mancano 13 mila professori di sostegno

Quelli assunti sono solo 1.600. La percentuale di posti scoperti è dell'87%, al top da due anni. I dati contenuti nel rapporto della Cisl I paradossi del sostegno.

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Nell'anno scolastico appena iniziato a fronte di 13.329 posti vacanti per i professori di sostegno, le assunzioni sono state solo 1.682 e 11.647 quelle non effettuate, con una percentuale di scopertura dell'87%, la più alta negli ultimi due anni (era dell'83% nel 2016-2017 e del 75% nel 2017-2018). I dati sono contenuti nel dossier I paradossi del sostegno, diffuso il 20 settembre in occasione dell'esecutivo nazionale della Cisl ad Assisi.

ELEVATISSIMA PERCENTUALE DI ASSUNZIONI NON FATTE

Elevatissima, dunque, la percentuale di assunzioni non fatte, ogni anno, per mancanza di aspiranti in possesso del titolo necessario; la situazione che si determina, per il sindacato, «è a dir poco paradossale», anche perché così si è costretti ad assegnare i tre quarti delle supplenze a docenti non specializzati. La Cisl chiede che il fabbisogno di posti di sostegno sia sempre essere rivisto alla luce delle effettive esigenze rilevate, che sono di gran lunga superiori a quelle normalmente stimate per la determinazione dell'organico di diritto. Stando così le cose, la conseguenza più evidente è la presenza di una consistente area di posti che, non potendo dar luogo ad assunzioni in ruolo, sono destinati necessariamente ad essere coperti con contratti a tempo determinato, il che rende strutturale una quota non irrilevante di lavoro precario.

LA RICHIESTA DI PERCORSI DI FORMAZIONE SPECIFICI

Dai dati del ministero dell'Istruzione si prevede inoltre che nelle graduatorie per l'anno scolastico in corso il numero degli aspiranti docenti di sostegno forniti di titolo possa crescere di 1.948 unità, per effetto dei percorsi di formazione oggi in atto. Ne consegue che, a parità di supplenze conferite, si avrebbe un leggerissimo abbassamento del grado di scopertura, che potrebbe scendere di poco, rimanendo comunque ben sopra il 70%. «Serve», afferma la Cisl scuola, «una politica della formazione sul sostegno più diffusa e mirata. Tra le priorità si può indicare, anzitutto, l'attivazione di specifici percorsi per il conseguimento del titolo di specializzazione, per tutti gli ordini e gradi di scuola, aperti non solo ai docenti abilitati, ma anche a quanti, pur non abilitati, hanno acquisito sul campo un'esperienza in molti casi pluriennale».

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