Migranti Hub Bagnoli
Cronaca
28 Settembre Set 2018 1713 28 settembre 2018

Sgomberata dai migranti l'ex base militare di Bagnoli

L'hub nel Padovano accoglieva da circa tre anni centinaia di rifugiati. Il sindaco Roberto Milan: «È finito un incubo». Esulta Zaia.

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È stata sgomberata dai migranti che accoglieva da circa tre anni l'ex base militare di Bagnoli, nel Padovano. «È finito un incubo» ha annunciato su Facebook il sindaco del comune, Roberto Milan, ringraziando «il governo e il ministro Salvini che ha deciso la chiusura». «Dopo quasi tre anni», ha aggiunto, «alla base militare di San Siro di Bagnoli non c'è più nessun migrante, silenzio assordante».

DISTRIBUITI IN CENTRI DI ACCOGLIENZA

Lo sgombero dell'ex base missilistica, gestito dalla Prefettura di Padova su disposizione del Viminale, era iniziato una decina di giorni fa, con il trasferimento in strutture di accoglienza diffusa di un'ottantina di migranti, sui circa 200 rimasti. Poi è proseguita a gruppi di 20-30 persone al giorno. «Stamane», ha spiegato il sindaco, «ho contattato un missionario che forniva assistenza nel centro, e mi ha confermato che non c'era più nessuno». Gli ultimi sei richiedenti asilo hanno lasciato l'ex base il 28 settembre. Secondo quanto risulta a Milan, i migranti sono stati distribuiti dalla Prefettura in piccoli gruppi in centri di accoglienza diffusa sul territorio della provincia di Padova.

ESULTA ZAIA

Lo svuotamento dell'hub costituisce per il presidente del Veneto Luca Zaia «non soltanto la dimostrazione che la pacchia per coop e affini è davvero finita, ma che l'aria nel Paese è cambiata in modo radicale». «È un'ottima notizia», ha aggiunto Zaia, «che va nella direzione che tutti noi cittadini abbiamo sempre auspicato: che i centri immigrati di quel tipo vengano definitivamente chiusi. All'abbandono di Bagnoli speriamo possano presto far seguito anche le chiusure di Cona, Montagnana, Battaglia e di tutti gli altri centri collocati in Veneto». «Promesse mantenute quindi», ha sottolineato Zaia, «ma soprattutto la capacità di far capire senza timidezze e sensi di inferiorità all'Europa intera che il problema dei flussi migratori senza regole non è soltanto una questione italiana ma che investe l'intera Ue».

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