Sindaco Riace Domenico Lucano Favoreggiamento Immigrazione
Cronaca
2 Ottobre Ott 2018 0822 02 ottobre 2018

Chi è Domenico Lucano, il sindaco di Riace arrestato

Il primo cittadino del Comune simbolo dell'accoglienza è accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ma il Gip precisa: «Sulla gestione dei fondi solo superficialità, ma nessun reato».

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La Guardia di finanza ha arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano (leggi il profilo) con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'arresto è stato condotto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della procura della Repubblica.

DIVIETO DI DIMORA NEI CONFRONTI DELLA COMPAGNA

Con l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Lucano viene disposto anche il divieto di dimora nei confronti della compagna del sindaco di Riace, Tesfahun Lemlem, accusata degli stessi reati. L'operazione che ha portato all'arresto di Lucano è stata denominata "Xenia" ed è stata condotta dal gruppo di Locri della Guardia di fnanza.

La procura della Repubblica di Locri, in una nota diramata alla stampa, ha parlato, in relazione ai reati contestati a Lucano e alla compagna, di «favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti». La misura cautelare rappresenta l'epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla procura di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell'Interno e dalla prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. A detta del Gip, tuttavia, le contestazioni più gravi mosse al sindaco (concussione, malversazione, truffa ai danni dello Stato) non hanno ragion d'essere perché «il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate». La gestione dei fondi, insomma, sarà stata magari disordinata e superficiale, ma nessuno ha intascato un centesimo.

PER I PM «DISARMANTE SPIGLIATEZZA PER MATRIMONI DI COMODO»

Per la procura, invece, Lucano ha dimostrato una «spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito», nell'ammettere «pacificamente più volte, e in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista e in prima persona adoperato, ai fini dell'organizzazione di matrimoni 'di comodo'». Al riguardo viene riportato un dialogo intercettato dalla Guardia di finanza sul matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato per tre volte il permesso di soggiorno. «Lei», diceva Lucano, «ha solo la possibilità di tornare in Nigeria. Secondo me l'unica strada percorribile è che lei si sposa! Io sono responsabile dell'ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente con un italiano. Mi fa un atto notorio dove dice che è libera e siccome è richiedente asilo non vado a esaminare i suoi documenti perché uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti. Se succede questo in un giorno li sposiamo».

IL COMUNE DIVENTATO UN SIMBOLO DELL'ACCOGLIENZA

Con l'arresto di Lucano, crolla parzialmente il "mito" di un amministratore diventato famoso per il suo impegno in favore dei migranti, che in migliaia avevano trovato ospitalità nel centro della Locride, già noto per il ritrovamento in mare dei "bronzi". L'impegno di Lucano in favore dei migranti gli diede enorme notorietà anche a livello internazionale, tanto che nel 2016 la rivista americana Fortune lo inserì tra le 50 personalità più potenti nel mondo. I "guai" per Lucano cominciarono quando la prefettura di Reggio Calabria, lo scorso anno, dispose un'ispezione nel Comune di Riace dalla quale emersero una serie di irregolarità nell'utilizzo dei finanziamenti governativi per la gestione dei migranti. I risultati dell'ispezione fecero scattare l'inchiesta della procura della Repubblica di Locri da cui è scaturito l'arresto.

Tempestiva la reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che su Twitter ha scritto: «Accidenti, chissà cosa diranno Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l'Italia di immigrati! #Riace». «Riace non era un modello, è finita l'era del business dell'immigrazione», ha dichiarato il sottosegretario all'interno del Movimento 5 stelle Carlo Sibilla. «Il sistema dell'accoglienza targato Pd ha creato più indagati che integrati. Il governo del cambiamento ha dichiarato guerra al business dell'immigrazione. Nel Dl sicurezza ci saranno già risposte importanti, operiamo una stretta doverosa sui controlli delle spese di danari pubblici». Non si è sbilanciato il presidente della Camera Roberto Fico, considerato il riferimento dell'ala sinistra del Movimento soprattutto su temi come l'immigrazione: «Non è iniziato ancora il processo, quando inizierà il processo ci saà il dibattimento e si arriverà a una verità. I processi servono per stabilire una verità. Al momento non c'è una verità».

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