Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
genova-sfollati-contributi-ponte-morandi Valpolcevera
PONTE MORANDI
3 Ottobre Ott 2018 1629 03 ottobre 2018

La preoccupazione degli sfollati di Genova per i contributi

Dopo il dl, che di fatto esclude Aspi dalla ricostruzione, è tutto fermo. I comitati: «Si stanno chiudendo i rubinetti. Il nostro timore è che siano a rischio anche gli indennizzi sulle case».

  • ...

Mentre si attende la nomina del commissario per la ricostruzione (tra i più papabili Claudio Gemme, ma spunta anche il nome del sindaco Marco Bucci), a Genova è stata congelata - almeno per ora - la seconda tranche dei contributi a fondo perduto agli sfollati di ponte Morandi su cui Autostrade, Regione Liguria, Comune di Genova e cittadini avevano avviato una trattativa. «Lo abbiamo saputo dopo un incontro con il Comune. Dopo il decreto, che di fatto esclude Aspi dalla ricostruzione è tutto congelato», ha spiegato Luca Fava, uno degli esponenti del comitato di sfollati, «è evidente che si stanno chiudendo i rubinetti. Il nostro timore è che siano a rischio anche gli indennizzi sulle case».

FONDI PER LE 258 FAMIGLIE EVACUATE

La società concessionaria ha già versato sui conti correnti delle 258 famiglie fatte evacuare somme tra gli 8 e i 12 mila euro necessarie alle prime necessità ed era stato avviato un dialogo istituzionale per aumentare i contributi valutando le esigenze economiche caso per caso. «Temiamo anche che la partita dei risarcimenti possa essere bloccata da eventuali ricorsi da parte di Società Autostrade», ha aggiunto Fava. «Oggi cittadini di via Porro e via Campasso avranno una riunione con i vigili del fuoco sul tema del rientro temporaneo nelle abitazioni abbandonate. Ci hanno chiesto di stilare le nostre necessità per quanto riguarda il recupero degli oggetti personali, in modo da poter programmare al meglio gli interventi».

LA PROTESTA DELLA POLCEVERA

Una manifestazione di protesta della città di Genova dopo il crollo del ponte Morandi è stata fissata per lunedì prossimo 8 ottobre. «Oltre il ponte c'è la Valpolcevera che manifesta per la riapertura delle strade di sponda, per difendere i posti di lavoro e per tutelare il diritto alla salute», si legge nel volantino pubblicato la scorsa notte sulla pagina Facebook 'Oltre il ponte c'è...'.

una Comunità INTRAPPOLATA, anch'essa SEQUESTRATA perennemente in coda e nel traffico per raggiungere scuole ,luoghi di...

Geplaatst door Oltre il ponte c'e' op Dinsdag 2 oktober 2018

«Settantamila abitanti della Valpolcevera sono costretti a vivere un presente da incubo e un futuro di incertezza e povertà con quartieri che rischiano di perdere il loro tessuto commerciale e la loro identità, abbiamo aspettato troppo la pazienza è finita», spiega il gruppo. «Siamo una comunità intrappolata, sequestrata perennemente in coda e nel traffico per raggiungere scuole, luoghi di lavoro ed ospedali». «Siamo messi male. La mia famiglia ha un negozio di fiori da 38 anni e oggi incassiamo 15/20 euro al giorno. Ci stiamo spegnendo e questa situazione se si protrarrà ancora a lungo ci porterà alla chiusura, mentre Certosa sta diventando un quartiere fantasma», denuncia Pietro Lombardo, operaio Ilva e figlio di commercianti di Certosa, tra i promotori della manifestazione. L'idea della protesta, che partirà alle nove da palazzo San Giorgio per arrivare prima sotto la sede della Regione in piazza De Ferrari e poi sotto la Prefettura, «è nata spontaneamente in diversi incontri che si sono tenuti in queste settimane», continua Alessandro Tanda, sindacalista e abitante di Certosa, «perché a oltre un mese dal crollo notiamo come i media parlino soprattutto del ponte, del commissario o della situazione degli sfollati, temi sacrosanti ovviamente, ma ci si dimentica un po' come tutta la Valpolcevera sia al momento separata dal resto della città come se avesse davanti un muro. Abbiamo aziende che hanno visto salire alle stelle i costi del carburante, altre che fatturano pochissimo, lavoratori che arrivano in ritardo con le strade intasate».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso