Regeni Geniori Lettera Mattarella
Cronaca
4 Ottobre Ott 2018 1246 04 ottobre 2018

I genitori di Regeni scrivono a Mattarella: «32 mesi senza verità»

I parenti del giovane ricercatore ucciso nel 2016 hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica per ribadire la necessità di arrivare alla verità: «Non possiamo fermarci. Sì arrivi ai fatti».

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La verità è lontana. A quasi tre anni dalla scomparsa di Giulio Regeni ancora non è chiaro chi sia stato il responsabile della morte del giovane ricercatore. Negli ultimi mesi le istituzioni italiane hanno compiuto quattro viaggi istituzionali in Egitto, ma ancora non c'è la svolta. L'ultimo in ordine di tempo a volare a Il Cairo è stato il presidente della Camera Roberto Fico che ha chiesto la fine dei depistaggi e un rapido percorso verso la verità. Un percorso chiesto a gran voce anche dai genitori del giovane ricercatore, Paola e Claudio Regeni che hanno scritto una lettera, pubblicata su Repubblica, al Capo dello Stato Sergio Mattarella per chiedere di arrivare presto alla verità.

«SENZA VERTIÀ DA 32 MESI»

Carissimo signor Presidente, oggi siamo qua, grazie alla Sua disponibilità e alla generosità di tanti cittadini italiani che ci sono stati vicini e che hanno voluto dimostrare in modo concreto il loro sostegno e la loro vicinanza alla nostra ricerca di verità e giustizia, per Giulio. Oggi sono trentadue mesi da quando il corpo di nostro figlio è stato fatto ritrovare barbaramente assassinato al Cairo. Sapesse quanto dolore e quanta fatica ci accompagnano da allora. Nulla è stato più uguale a prima. Non siamo mai stati soli: migliaia di cittadini combattono insieme a noi per avere verità, il popolo giallo, la nostra migliore Italia che oggi ha pedalato fin qua. Abbiamo incontrato tantissime persone in diverse parti d'Italia e abbiamo ricevuto tanto affetto che noi vorremmo ricambiare in qualche modo e per questo portiamo a Lei, quale Presidente, la nostra testimonianza come segno di riconoscenza.

Ma non possiamo fermarci. Abbiamo bisogno, dopo tanta attesa e tante oltraggiose menzogne che alle parole si aggiungano i fatti: dobbiamo sapere chi e perché ha preso, torturato e ucciso Giulio. Lo chiediamo non solo da genitori ma da cittadini di quell'Italia che Lei ama, rappresenta e tutela. È un'esigenza corale non una faccenda privata. Nessuno potrà ridarci Giulio ma non possiamo permettere che la nostra dignità di italiani venga offesa con bugie e silenzi.

Lei, che più di tutti ha a cuore la dignità di questo Paese, dia voce a questa nostra richiesta e restituisca fiducia e onore a tutti i nostri concittadini. La ricerca della verità per Giulio, diventi un impegno per la tutela dei diritti umani come segno esemplare della serietà e della intransigenza del nostro Paese e della solidità dei suoi valori democratici.

Chiediamo a Lei e a tutte le istituzioni del governo italiano di sostenere e fare sua, in modo sempre più concreto e tangibile, una richiesta che accomuna e muove cittadini di ogni parte del mondo che in Giulio si riconoscono e per Giulio si mobilitano. Noi, forse Lei lo sa, diciamo sovente che "Giulio continua a fare cose" perché muove le buone energie di questo Paese e costringe con il suo esempio a riflettere sull'inviolabilità dei diritti umani, Giulio ci costringe a decidere da che parte stare. Le chiediamo di stare dalla parte di Giulio, di tutti i Giuli e le Giulie, dalla nostra parte

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