Vincenzo Spada Ostia
Cronaca
4 Ottobre Ott 2018 0912 04 ottobre 2018

Sgomberato l'appartamento di Vincenzo Spada a Ostia

Blitz di oltre 100 caschi bianchi nell'appartamento «occupato abusivamente» uno dei nipoti del boss Carmine. 

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Un appartamento di edilizia popolare ad Ostia, occupato abusivamente da 10 anni e completamente ristrutturato con colonne di marmo e un arredamento barocco. Vincenzo Spada, uno dei nipoti del boss Carmine Spada, aveva trasformato una casa del Comune di Roma destinata ai bisognosi in una lussuosa suite in stile Casamonica e scelta come dimora per lui e la sua famiglia. Ma la linea dura degli sgomberi non ha risparmiato neppure il clan, che già in passato era stato accusato di gestire il racket delle case popolari in quella zona del litorale romano. Il blitz della polizia locale di Roma e degli agenti è avvenuto all'indomani dell'esplosione di uno dei due ordigni rudimentali lanciati sul balcone dei genitori della collaboratrice di giustizia, Tamara Ianni, che raccontò dall'interno alcuni dei meccanismi e dei nomi del malaffare di Ostia messo in piedi dagli Spada e le cui rivelazioni hanno portato all'arresto di 32 membri della famiglia.

LO "GNOCCO" E LA FIGLIA DI "FRANCHINO L'IRACHENO"

All'alba del 4 ottobre le forze dell'ordine sono salite al primo piano dell'edificio protetto dalle inferriate al numero 20 di via Ingrao, a Nuova Ostia, varcando la soglia dell'abitazione di Vincenzo Spada, soprannominato Gnocco: è il figlio del boss Pelé morto in carcere nel 2016 che, secondo gli inquirenti, avrebbe gestito il 'racket' delle case popolari a Ostia. È durato ore il via vai della famiglia dell'uomo, che fino abitava in quella casa con la moglie Tamara Suleyman, figlia di Franchino l'Iracheno, mentre i figli della coppia sono stati ora affidati ad una parente.

URLA E MINACCE CONTRO L'INVIATA DI REPUBBLICA

E durante il trasloco lampo, gestito da un'apposita ditta, non sono mancate le urla di alcune donne della famiglia contro la giornalista di Repubblica, Federica Angeli: «Sei una carogna. Una pappona sotto scorta», hanno gridato alla reporter che si trovava sul posto per lavoro e che vive sotto scorta dal 2013 dopo le minacce di morte ricevute proprio dai clan. Poco dopo la polizia locale ha identificato la mamma di Vincenzo Spada e altre tre donne della famiglia. «Danneggi delle brave persone», hanno detto alla giornalista mentre abbandonava il posto in macchina.

NEL BLITZ IMPEGNATI OLTRE 100 CASCHI BIANCHI

Le operazioni condotte dal Comando generale del corpo di Polizia locale di Roma Capitale, hanno visto l'impiego di oltre 100 caschi bianchi romani, supportati da quattro blindati del reparto mobile, diretti dal Commissariato di Ostia al comando del primo dirigente Eugenio Ferraro. Tale spiegamento di forze si è reso necessario per la delicatezza dello sgombero all'interno di una zona dove l'edilizia popolare appare completamente gestita dalla famiglia sinti. Nel corso dei controlli nella palazzina i caschi bianchi hanno accertato furti di energia elettrica e verificato un'altra abitazione occupata abusivamente da una donna che avrebbe detto di essere lì perché ospite di un altro componente della famiglia Spada. Su questi episodi di illegalità nell'edificio sono in corso ulteriori indagini di polizia giudiziaria. Nel mondo politico, tra i primi ad esprimere soddisfazione per l'operazione sono stati, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e la sindaca Virginia Raggi, che oltre a ringraziare le forze dell'ordine hanno espresso solidarietà alla giornalista Angeli.

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