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ABILE A CHI?
6 Ottobre Ott 2018 1400 06 ottobre 2018

Disabili e cani guida: basta barriere e divieti

Questi quadrupedi non aiutano solo i non vedenti. Ma possono essere addestrati anche per chi ha deficit motori. Eppure molti luoghi pubblici chiudono loro le porte. Rifiutando anche i loro padroni. 

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Ho incontrato Sara e Shadow sul treno parecchi anni fa. Forse sarebbe meglio scrivere che quel giorno le ho “incastrate” chiedendo loro un aiuto nella discesa dal vagone. Non essendo un convoglio abilitato al trasporto dei passeggeri con disabilità, infatti, non avevo potuto richiedere l’assistenza del personale preposto. Due “lei”: un’addestratrice di cani guida per disabili e la sua magnifica labrador, preparata a svolgere mansioni di assistenza e impiegata come modello per dimostrazioni e corsi. Eravamo sedute vicine così, durante il viaggio, ho avuto modo di conoscere meglio chi sono i cani guida, in cosa possono essere d’aiuto e chi può trarre giovamento dalla loro assistenza.

NON SOLO ASSISTENZA AI NON VEDENTI, MA ANCHE AI DISABILI MOTORI

Nell’immaginario comune questi utilissimi animali sono magnifici esemplari di labrador che vengono ammaestrati per diventare accompagnatori di persone non vedenti. In realtà questa è solo una percentuale della popolazione canina che esercita il mestiere, di sicuro la più famosa e con una storia di assistenza più lunga alle spalle. Più recentemente i nostri amici a quattro zampe hanno cominciato a venire utilizzati anche nell’aiuto a persone con disabilità motoria. Prima di conoscere le mie due compagne di viaggio non ne avevo mai sentito parlare ma Sara mi ha spiegato che l’associazione per cui stava lavorando aveva attivato uno dei primi progetti di addestramento per l’assistenza ai disabili motori. Non riuscivo a capire in che modo un cane potesse offrire aiuto a chi è seduto in sedia a rotelle o non cammina autonomamente ed è stata una sorpresa scoprire tutto ciò che diventa in grado di compiere grazie a un buon addestramento. Qualche esempio: raccogliere e portare oggetti, aprire e chiudere porte e sportelli, accendere e spegnere luci, caricare il cestello della lavatrice, aiutare una persona a indossare un abito o a svestirsi, eccetera. La razza dell’animale da addestrare viene scelta in base alle esigenze del suo padrone. Il percorso di apprendimento per diventare cane guida o d’ausilio non è quindi rivolto solo ai labrador.

LE SCUOLE DI ADDESTRAMENTO E IL TRAINING

Secondo la valutazione della mia amica il cane più adatto a me sarebbe il collie (Lessie, per intenderci): agile e scattante, pronto a raccogliere gli oggetti che spesso faccio cadere involontariamente a terra a causa dei miei movimenti distonici; veloce e resistente, in modo da riuscire a tenere il passo nelle corse a tutta velocità a bordo di Frida, la carrozzina elettrica che non mi abbandona (quasi) mai. I cuccioli destinati a diventare cani guida vengono affidati a famiglie che collaborano con le scuole e insegnano loro le regole educative e comportamentali. Il passo successivo è il training vero e proprio. In Italia esistono diverse scuole di addestramento di cani per l’ausilio a persone con disabilità e le metodologie di insegnamento adottate sono diverse: in alcune l’animale viene addestrato prima di essere consegnato alla persona con disabilità mentre in altre il futuro padrone partecipa direttamente al training, coadiuvato dagli esperti.

I DIVIETI, I LIMITI E L'IGNORANZA

Penso che un cane possa essere un aiuto prezioso per l’autonomia di una persona, soprattutto se affiancato da altri tipi di ausili e da una solida rete sociale di riferimento. Che sia il migliore amico dell’uomo è un detto ormai popolare che ci ricorda con semplicità come la sua presenza possa rappresentare, oltre a un aiuto pratico, un punto di riferimento importante anche sul piano affettivo ed emotivo. Certo, nemmeno lui è completamente autosufficiente e ha bisogno di essere accudito. Questo è un elemento che va tenuto in considerazione quando si valuta di "adottare" un cane guida: il padrone deve essere in grado di prendersene cura oppure delegare questo aspetto a qualcun altro. Purtroppo ancora oggi sono molte le barriere culturali che ostacolano la vita sociale di questi animali e dei loro proprietari. Come ha detto a Superando.it da Francesco Lepore, presidente dell’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) di Torino, numerose sono le segnalazioni di persone non vedenti a cui è stato vietato l’ingresso con il proprio cane in luoghi pubblici come negozi, taxi, uffici e persino ambulatori medici. Forse chi impone questo divieto non è a conoscenza del fatto che sono animali a cui è stato insegnato il rispetto delle regole basilari di convivenza civile, come non sporcare o non disturbare nei luoghi dove non è consentito farlo. E, peggio ancora, probabilmente non si rende conto che i cani guida sono a tutti gli effetti l’estensione del corpo dei loro padroni. Sono i loro occhi, gambe e braccia. Negando loro l’accesso lo rifiutano di conseguenza anche alla persona con disabilità che stanno accompagnando.

SERVE UNA CAMPAGNA CONTRO I PREGIUDIUZI

La strada da percorrere per cambiare la mentalità comune è molta ma penso che le armi più efficaci per abbattere i pregiudizi siano conoscenza, dialogo e sensibilizzazione. Per questo motivo trovo che la Giornata Nazionale del Cane Guida che si svolge il 6 ottobre a Torino, sia una buona occasione per conoscere più da vicino questo compagno d’indipendenza a quattro zampe. Non so da chi sia composto il “pubblico” che prende parte all’evento, di per sé aperto a tutta la cittadinanza. Mi piace pensare che gli organizzatori siano riusciti a intercettare e coinvolgere non solo gli addetti ai lavori (gli utenti, le loro famiglie e amici, gli addestratori) ma anche i non “esperti”, chi non conosce da vicino questa realtà e che magari sia proprio qualcuno di loro a lanciare nuove proposte di sensibilizzazione. Forse, chissà, a qualche esercente capitato lì per caso o per curiosità potrebbe venire in mente di lanciare una campagna dal titolo: «Qui io posso entrare».

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