Strage Bus Avellino Chiesti 10 Anni Castellucci Ausotrade Italia
Cronaca
10 Ottobre Ott 2018 1511 10 ottobre 2018

Strage bus Avellino, chiesti 10 anni per Castellucci

L'ad di Autostrade è imputato per omicidio colposo plurimo. Secondo gli inquirenti, con la dovuta manutenzione delle barriere del viadotto Acqualonga, il mezzo non sarebbe mai precipitato.

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Il procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, ha chiesto 10 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e disastro colposo a carico di Giovanni Castellucci, attuale amministratore delegato di Autostrade per l'Italia e altri undici dirigenti e dipendenti della società, imputati nel processo per la strage del bus in cui il 28 luglio del 2013 persero la vita 40 persone, precipitate dal viadotto Acqualonga dell'A16 Napoli-Canosa.

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Per la ricostruzione del ponte di Genova, "se nell'attuale situazione l'affidamento tramite procedura negoziata appare giustificato, tale modulo dovrà essere limitato a quanto strettamente necessario a far fronte alle condizioni di urgenza e indifferibilità dell'intervento di ricostruzione", ha avvertito Arena, aggiungendo che "dovrà essere, in ogni caso, rispettoso dei principi di trasparenza e di non discriminazione".

AUTOSTRADE HA RISARCITO I FAMILIARI DELLE VITTIME

Secondo gli inquirenti, infatti, con la dovuta manutenzione delle barriere del viadotto, quel bus non sarebbe mai precipitato, come affermato dal consulente dell'accusa, il professor Felice Giuliani dell’Università di Parma. Autostrade, che ha risarcito i familiari delle vittime, si difende sostenendo che la responsabilità del mantenimento degli standard di sicurezza è delle strutture territoriali e che le spese destinate al viadotto sarebbero comunque in linea con gli impegni previsti dal contratto di concessione.

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO È FISSATA PER IL 21 DICEMBRE

Una prima verità processuale sarà stabilita il 21 dicembre, quando il giudice sarà chiamato alla sentenza di primo grado. Fino ad allora sono in programma ancora diverse udienze e dal 16 novembre partiranno le arringhe degli avvocati difensori. Intanto il procuratore Cantelmo, dopo aver acquisito nell’ultima udienza la perizia del professor Giuliani al fine di valutare la sussistenza di ulteriori ipotesi di reato, ha lasciato intendere di voler intraprendere un’inchiesta bis sulla sicurezza delle barriere protettive lungo l’intera rete autostradale italiana.

LA DIFESA: «RICHIESTE DI CONDANNA SCONCERTANTI»

«Le richieste di condanna appaiono a dir poco sconcertanti, perché non fondate su alcun dato scientifico oggettivo e in contrasto con quanto emerso in dibattimento», ha commentato intanto l'avvocato difensore di Autostrade per l'Italia, Giorgio Perroni.

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