Francesco Tedesco Stefano Cucchi
caso cucchi
12 Ottobre Ott 2018 1259 12 ottobre 2018

Tedesco su Cucchi: «Sono rinato, ora ho fatto il mio dovere»

Parla il carabiniere che ha accusato due colleghi del pestaggio: «Era quello che volevo fare fin dall'inizio e che mi è stato impedito». L'avvocato assicura che confermerà tutto in tribunale.

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Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale che ha accusato due colleghi, Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo, di aver pestato Stefano Cucchi verrà ascoltato entro gennaio in tribunale. Il militare, già interrogato tre volte dal pubblico ministero Giovanni Musarò, dovrà ribadire davanti alla Corte ciò che ha dichiarato e ha tutta l'intenzione di farlo. «Sono rinato», ha detto intanto al suo avvocato, Eugenio Pini, «ora non mi interessa nulla se sarò condannato o destituito dall'Arma. Ho fatto il mio dovere, quello che volevo fare fin dall'inizio e che mi è stato impedito».

Ilaria Cucchi: "Salvini non è l'unico che dovrebbe scusarsi"

Ilaria Cucchi, dopo l'udienza che ha cambiato la storia processuale sulla morte del fratello Stefano, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in edicola venerdì 12 ottobre. Eccone un estratto. È sufficiente la definizione di omertà tante volte usata in questi anni? "Non c'è stato solo un colpevole silenzio ma qualcosa di più grave.

IL NODO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

L'avvocato Pini ha aggiunto che il suo assistito «sta subendo un procedimento disciplinare che potrebbe portare anche alla sua destituzione. In tal senso mi sento di lanciare un appello all'Arma dei carabinieri, perché valuti di sospendere il procedimento in attesa che la Corte d'assise di pronunci. Rimaniamo in attesa. Tedesco è sospeso dal servizio e ha chiesto di stoppare il procedimento, sostenendo che sia più corretto aspettare il vaglio processuale penale». Quanto al dibattimento in corso, il legale assicura: «Tedesco dovrà dimostrare la sua estraneità rispetto ai reati contestati e confermerà i fatti ai quali ha assistito. È previsto che venga sottoposto a esame e si sottoporrà certamente. Al momento, benché le luci dei riflettori siano tutte puntate su di lui e sul coraggio dimostrato per abbattere il muro di omertà, noi rimaniamo concentrati sul processo».

FRATOIANNI CHIEDE UN'INDAGINE SULL'ARMA

Sul fronte politico a parlare è stato anche Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e deputato di Liberi e Uguali. «In attesa delle scuse alla famiglia Cucchi di quei politici e ministri per le loro squallide parole, rimane aperta la questione di chi, in questi lunghi nove anni, all'interno dell'Arma dei carabinieri ha imposto silenzi, cercato di occultare e depistare la ricerca della verità. È evidente che a questo punto la ministra della Difesa debba procedere a un'inchiesta che faccia luce fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno. Lo Stato lo deve alla famiglia e a tutti noi, agli italiani».

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