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Cronaca
12 Ottobre Ott 2018 0837 12 ottobre 2018

Ilaria Cucchi: «Salvini non è l'unico che dovrebbe scusarsi»

La sorella di Stefano intervistata dal Corriere della Sera: «Omertà nell'Arma? Non c’è stato solo un colpevole silenzio, ma qualcosa di più grave».

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Ilaria Cucchi, dopo l'udienza che ha cambiato la storia processuale sulla morte del fratello Stefano, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in edicola venerdì 12 ottobre. Eccone un estratto.

  • È sufficiente la definizione di omertà tante volte usata in questi anni?

«Non c’è stato solo un colpevole silenzio ma qualcosa di più grave. Siamo di fronte a una richiesta esplicita di modificare atti scritti e testimonianze. Tutte le persone coinvolte hanno mentito ed è sempre più chiaro che questo è stato loro chiesto sulla nostra ma anche vostra pelle».

  • Anche il ministro Salvini ha cambiato atteggiamento e le offre le sue scuse. È troppo tardi?

«Salvini non è l’unico che dovrebbe scusarsi. C'è chi ha fatto carriera insultandomi. Anche gli avvocati degli imputati oggi avevano uno sguardo diverso. Ma l’unica persona a cui penso è Stefano e a quello che ha subito».

Tedesco su Cucchi: "Sono rinato, ora ho fatto il mio dovere"

Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale che ha accusato due colleghi, Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo, di aver pestato Stefano Cucchi verrà ascoltato entro gennaio in tribunale. Tedesco, già interrogato tre volte dal pm Giovanni Musarò, dovrà ribadire davanti alla Corte quanto dichiarato e ha tutta l'intenzione di farlo.

Nel corso dell'intervista, firmata da Fulvio Fiano, Ilaria Cucchi ha ricordato anche che il prossimo 18 ottobre avrà di fronte il capitano Roberto Mandolini, in un incontro di conciliazione «per i 50 mila euro che mi chiede sentendosi diffamato dalle mie accuse. Dopo il verbale di Tedesco è ancora sicuro di sostenere questa posizione?». Ai microfoni di Rtl 102.5 la sorella di Stefano ha poi aggiunto: «Il giorno in cui il ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio. L'unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è provare, tramite Stefano, a dar voce a tutti gli altri Stefano, tutti gli altri ultimi di cui non importa niente a nessuno, che muoiono e che subiscono soprusi quotidianamente nel disinteresse generale, di una società che è abituata a voltarsi dall'altra parte e che pensa sempre che le cose capitino sempre agli altri e mai a se stessi».

Quando Tedesco fece litigare Ilaria Cucchi e Salvini

Subito dopo la pubblicazione della foto, il post di Ilaria Cucchi aveva suscitato centinaia di commenti e condivisioni. In alcuni casi con contenuti molto violenti nei confronti del carabiniere, tanto che più tardi Ilaria era intervenuta chiedendo di moderare i toni: "Non tollero la violenza, sotto qualunque forma.

L'ANNOTAZIONE SUL PESTAGGIO SPARITA DALL'ARMADIO DELLA STAZIONE APPIA

Per quanto riguarda invece l'inchiesta sui presunti depistaggi, condotta dal pm Giovanni Musarò che indaga contro ignoti per soppressione di atti pubblici, a ricostruire ciò che sappiamo finora è il Fatto Quotidiano, in un articolo scritto da Antonio Massari e Valeria Pacelli. Esisterebbe infatti un documento che avrebbe tempestivamente rivelato il pestaggio ai danni di Stefano Cucchi: un'annotazione del carabiniere Francesco Tedesco, depositata in un armadio della stazione Appia di Roma e poi andata perduta. «In poche righe [Tedesco] aveva segnalato già nel 2009 il pestaggio di Cucchi», scrive il Fatto, «ma l'annotazione è sparita». Nella stazione Appia «c’è dunque un fascicolo che annota le operazioni del 15 ottobre 2009. Nell’indice, alla casella 79, si legge: "Annotazione arresto Cucchi". All’interno del fascicolo, al numero 79, corrisponde però solo un foglio bianco con la scritta "Occupata". La scritta dimostra tre fatti. Il primo: che al numero 79, un documento, c'era. Il secondo: qualcuno l’ha preso. Terzo: quel documento non è tornato al suo posto. L'Arma ha aperto, all'epoca, un’indagine interna: com’è possibile che nessuno abbia fatto chiarezza sul documento mancante? A giugno Tedesco denuncia la vicenda in procura».

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