Diossina Milano Allarme
Cronaca
18 Ottobre Ott 2018 1619 18 ottobre 2018

Cos'è la diossina e quando è un allarme per l'uomo

Dopo l'incendio alla Ipb di Milano, le analisi dell'Arpa hanno rilevato nell'aria una percentuale di 0,5 picogrammi per metro cubo. I problemi possono sorgere in caso di esposizione acuta e prolungata.

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La diossina può essere cancerogena e può avere effetti anche a livello ormonale, ma solo oltre una certa soglia di concentrazione e di esposizione. A questa sostanza si guarda con preoccupazione dopo l'incendio che ha distrutto il capannone della Ipb di Milano, all'interno del quale erano stoccati 16 mila metri cubi di rifiuti speciali: ecoballe composte da materie platiche, legno, stracci e gommapiuma. Le analisi di Arpa Lombardia hanno certificato che il rogo ha generato una percentuale di diossina nell'aria pari a 0,5 picogrammi per metro cubo. Ma a quali condizioni sussistono reali pericoli per l'uomo? (leggi anche: Le cose da sapere sull'incendio del capannone a Milano).

LA DIOSSINA CORRISPONDE A PIÙ DI 200 SOSTANZE DIVERSE

Quella che genericamente viene chiamata diossina corrisponde in realtà a più di 200 sostanze diverse, 17 delle quali altamente tossiche per l'uomo. La più pericolosa è il tetraclorodibenzo-p-diossina (Tcdd), la cosiddetta diossina Seveso, punto di riferimento nei parametri per la valutazione della tossicità. Nei Paesi industrializzati, l'esposizione di fondo della popolazione è stimata in un miliardesimo di milligrammo (picogrammo, pg) equivalente di tossicità del Tcdd per grammo di grasso (pg teq/g).

PUÒ ESSERE ASSUNTA PER INALAZIONE E PER VIA ALIMENTARE

La diossina viene prodotta dalla combustione di materiale organico in presenza di cloro, sotto forma di ione cloruro oppure come parte di composti organici clorurati. È spesso presente nei fumi degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e rifiuti clinici, e ancora di più in combustioni a bassa temperatura come quelle di barbecue, camini e stufe. In casi di esposizione acuta e prolungata può provocare problemi anche gravi, come accaduto nel 1976 a Seveso, quando un incidente allo stabilimento Icmesa causò la dispersione di una nube di Tcdd che provocò nella popolazione lesioni della pelle persistenti a distanza di oltre 20 anni. La diossina può essere assunta dall'uomo in due modi: per inalazione e per via alimentare.

LA SOGLIA NELL'ARIA CONSIDERATA NORMALE

Per quanto riguarda l'inalazione, secondo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità la diossina comporta pericoli per la salute quando è presente nell'aria con una percentuale di 0,3 picogrammi per metro cubo per un anno intero. Alcuni studi eseguiti su cavie animali hanno dimostrato che la Tcdd può essere cancerogena. Studi epidemiologici condotti sull'uomo hanno evidenziato una correlazione significativa tra l'esposizione alla diossina e l'incremento di determinati tipi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli, i linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, i tumori tiroidei e polmonari, i mesoteliomi.

I LIVELLI MASSIMI NEGLI ALIMENTI AMMESSI DALL'UE

Per quanto riguarda invece i consumi alimentari, se ingerita in grandi quantità la diossina può provocare lesioni della pelle, calo della fertilità, ritardo della crescita e tumori. La diossina è pericolosa perché rimane a lungo nell'organismo, concentrandosi nei tessuti adiposi dove c'è un'irrorazione di sangue limitata. I livelli massimi di diossina ammessi dall'Unione europea nei prodotti destinati all'uomo sono i seguenti. La quantità è espressa in picogrammi per grammo di grasso:

  • Carni bovine e ovine: da 3 a 4,5
  • Pollame: da 2 a 4
  • Carni suine: da 1 a 1,5
  • Fegato: da 6 a 12
  • Latte crudo, burro e prodotti caseari: da 3 a 6
  • Uova: da 3 a 6
  • Pesce: da 4 a 8 pg/g di peso fresco
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