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Giulia Ligresti in carcere per il caso Fonsai

I giudici rifiutano la richiesta di scontare il residuo della pena svolgendo lavori socialmente utili dopo il patteggiamento a 2 anni e 8 mesi. La figlia di Salvatore aveva proposta di lavorare come pr o arredatrice.

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È stata arrestata Giulia Ligresti, figlia dell'imprenditore Salvatore Ligresti, come conseguenza del patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di reclusione concordato a Torino nel 2013 nell'ambito dell'inchiesta Fonsai. Il tribunale di sorveglianza del capoluogo piemontese ha respinto la richiesta di scontare il residuo della pena svolgendo lavori socialmente utili. È scattato così l'ordine di carcerazione. La donna, che aveva proposto di impegnarsi alcune ore alla settimana come designer di arredamento o pr, è stata portata nel carcere di San Vittore a Milano. Tra le motivazioni per cui è stata negata la pena alternativa, ci potrebbe essere il mancato risarcimento del danno. Il filone torinese delle inchieste su Fonsai è sfociato nell'ottobre del 2016 in quattro condanne. A Salvatore Ligresti (deceduto nel febbraio del 2018) sono stati inflitti 6 anni di reclusione, alla figlia Jonella 5 anni e 8 mesi, all'ex amministratore delegato Fausto Marchionni 5 anni e 3 mesi, all'ex revisore Riccardo Ottaviani due anni e sei mesi. Nel 2017, anche alla luce degli esiti dei processi milanesi sul caso Fonsai, Giulia Ligresti aveva chiesto la revisione della sentenza di patteggiamento. La Cassazione aveva respinto il ricorso.

L'ARRESTO A LUGLIO 2013, L'INTERVENTO DELLA MINISTRA CANCELLIERI

A prendere in consegna Giulia Ligresti è stata la guardia di finanza. Durante le indagini preliminari coordinate dalla Procura di Torino la donna fu arrestata il 17 luglio del 2013. Il successivo 28 agosto venne messa ai domiciliari dopo una perizia medica sul disagio psicologico e i disturbi all'alimentazione provocati dalla permanenza in carcere. Il 19 settembre, a patteggiamento concordato, tornò in libertà. Dalla pena di due anni e otto mesi, dunque, dovranno essere sottratti i due mesi trascorsi in regime di custodia cautelare. Alcune intercettazioni avevano rivelato che per la messa in libertà di Giulia Ligresti si era anche la ministra degli Interni Annamaria Cancellieri, con una telefonata per "sensibilizzare" al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. Il figlio di Cancellieri, Piergiorgio Peluso, ha lavorato un anno in Fonsai, al termine del quale ha ricevuto una buonuscita da 3,6 milioni di euro.

19 Ottobre Ott 2018 1126 19 ottobre 2018
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